Prova Hyundai Santa Fe 2018 attacco al potere

Hyundai mette mano alla Santa Fe e sfida le migliori D SUV del segmento. Migliorano design e allestimento e la guida, se si cerca il comfort, e sicurezza convince. Unico motore per l’Italia il 2.2 TurboDiesel, ma è anche quello più giusto

24 settembre 2018 - 10:09

  LIVE  

C’è aria nuova all’interno e all’esterno di Hyundai Santa Fe. Uno dei modelli che più di ogni altro ha contribuito a far conoscere la Casa di Seul si rilancia nel complesso segmento dei SUV di grandi dimensioni, anche 7 posti. Un segmento dove la battaglia si gioca a colpi di lusso, dotazioni e comfort principesco.
FAMILY FEELING
Nell’evoluzione del modello, Hyundai ha tenuto ben presente gli ultimi dettami in fatto di stile e tecnologia. Non a caso la Nuova Hyundai Santa Fe s’ispira – stilisticamente – alle altre SUV di casa, come la Kona e la Nexo, la futuristica (ma già disponibile oggi) proposta fuel-cell della casa coreana. Occhi piccoli (ora Full LED) e sguardo truce, su due piani, fanno da cornice ad una mascherina importante, che in gergo Hyundai si fa chiamare “Cascading Grille”. Il tutto per misure da grande: 4,77 metri di lunghezza e 1,89 di larghezza, e passo maggiorato.
INTERNI DI CLASSE

La plancia su tre livelli, con quello superiore che avvolge guidatore e passeggero (e fa da sostegno al generoso schermo del sistema infotainment) racconta di un design importante, da SUV di rango. Ma la nuova Hyundai Santa Fe può contare anche su sistemi di sicurezza all’ultimo grido: il Safety Exit Assist blocca le portiere se sopraggiunge un veicolo da dietro mentre il Rear Cross Traffic Collision Avoidance Assist frena da solo se, mentre procedete in retro, rileva altri veicoli che stanno sopraggiungendo. Interessanti, tra gli altri anche il rear occupant alert che rilevando la presenza di bambini (o animali) sui posti posteriori, evita spiacevoli dimenticanze allertando il guidatore con effetti acustici e visuali. In mezzo a tutto questo, diamo quasi per scontata la presenza di commodities come i sedili riscaldati e ventilati, il tetto panoramico e una strumentazione completa e di grande impatto.
DOTATA DI TUTTO
Del resto quando si gioca la partita delle dotazioni, i coreani sono difficilmente battibili. E anche quando si parla di prezzo si difendono bene, la nuova Hyundai Santa Fe ha un llistino che parte da 50.950 euro per la versione XPrime per arrivare ai 57.050 della Xcellence 7 posti. Cifre interessanti, considerate le dotazioni. Unico motore previsto per l’Italia è il 2.2 turbodiesel da 200 cv abbinato al nuovo cambio automatico a 8 rapporti e alla trazione integrale intelligente Htrac che gestisce in autonomia la distribuzione della coppia tra avantreno e retrotreno (fino a un massimo di 50-50) secondo le esigenze del fondo stradale, della Drive Mode scelto, e dello stile di guida
  DRIVE  

A bordo della nuova Hyundai Santa Fe si scopre un abitacolo che senza essere particolarmente innovativo riesce ad essere curato, moderno e particolarmente “ordinato” nella disposizione dei comandi. Il cruscotto ha lo strumento centrale digitale la cui grafica cambia look e colorazione secondo il drive mode scelto e al centro della plancia, soluzione ormai molto diffusa, si innalza il reattivo display tattile di 8” di un impianto infotainment ormai un po’ datato a livello di grafica (è in comune con altri modelli Hyundai e Kia, ma quanto visto sulla Nexo ci fa ben sperare per l futuro) ma facile e intuitivo da utilizzare, oltre che dotato dei protocolli Android auto e Apple Car Play . Difficile cogliere la Santa Fe in fallo quando si parla di interni, accoppiamenti ottimi, finiture di alto livello, materiali di ottima qualità, la plastica dura la devi cercare e tutto (quasi) quello che è a vista o a portata di mano offre ottime sensazioni.

Difficile trovare il punto debole anche quando si parla di spazio, sontuoso per cinque, buono anche per 7 (la terza fila di sedili comporta un esborso di 1.500 euro), anche se questa configurazione comporta qualche piccolo sacrificio dal punto di vista dello spazio del bagagliaio (a schienali alzati) che cala da 625 litri a 547 litri.
BENE GLI ADAS

Se con il Safety Exit Assist e il Rear Occupant Alert siamo andati sulla fiducia, quello che abbiamo sperimentato in un breve tratto di autostrada del Brennero (la prova partiva da Bolzano per snodarsi poi nello splendido scenario delle Dolomiti, abbiamo potuto sperimentare il Cruise Control Adattivo (che include la frenata automatica di emergenza) e il Lane Keeping Assist (mantenimento di corsia) entrambi molto efficienti anche se nel caso del secondo ormai va detto che c’è chi la corsia riesce a percorrerla in centro e non semplicemente a mantenerla.
DEDICATA AL VIAGGIO

L’autostrada è sicuramente uno dei terreni di caccia preferiti dalla Santa Fe, che sfodera un comfort di alto livello sottolineato da sospensioni molto filtranti e da un comfort acustico più che discreto, che filtra bene il rumore del quattro cilindri 2.2. Un motore questo capace di ottime prestazioni, soprattutto ora che è abbinato a un cambio automatico più moderno, rapido e meglio accordato alle sue caratteristiche. I 440 Nm arrivano presto, il motore spinge fin dai bassi senza patire troppo la massa della Santa Fe con l’elettronica che gestisce in modo efficace la trazione integrale HTRAC.
PRESTAZIONI MORBIDE
Se cercate prestazioni, la Santa Fe ve le dà, senza pretendere cose esagerate. I 9.4 secondi sullo 0-100 sono comunque un dato interessante per un grande SUV che punta al comfort più che alla sportività. Per questo motivo non vi dovrete stupire se tra le curve montane ha reazioni morbide e un po’ “rallentate” e non “aggredisce” le curve. Meglio pennellare con lei, gestendo anche un rollio moderato ma comunque presente.

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