Prova Renault Scenic 1.7 Blue dCi
Scommette sul Diesel

A meno di un anno dall'arrivo del motore 1.3 a benzina, Renault lancia il nuovo 1.7 Blue dCi. Con due livelli di potenza, da 120 e 150 CV, equipaggerà la quarte generazione delle monovolume compatte francesi, per poi arrivare ad altri modelli dell'alleanza con Nissan e Mitsubishi

30 aprile 2019 - 23:50

EVOLUZIONE CONTINUA

Il cambiamento era iniziato nel 2018, con il lancio del motore a benzina 1.3 Tce FAP realizzato in collaborazione con Daimler, e ora il rinnovamento della gamma di motori per le Renault Scénic e Grand Scénic è completato con il quattro cilindri che continua a essere il preferito in Italia e in Europa, nonostante la campagna di criminalizzazione contro le alimentazioni a gasolio. Il motore che completa il listino della monovolume compatta più venduta nel nostro Paese è il nuovo 1.7 Blue dCi, proposto nelle versioni da 120 e 150 cv.

ORA C’E’ PIÙ OFFERTA

In questo modo l’offerta diventa meglio frazionata, con due motori che coprono cinque livelli di potenza, da 115 a 160 cv, per l’auto che nelle versioni a cinque e sette posti continua a essere la monovolume compatta più venduta in Italia. Scénic e Grand Scénic, lanciate nel 1996, hanno ormai raggiunto la quarta generazione, e l’aggiornamento delle motorizzazioni fa parte del programma di innovazione che ha interessato anche la tecnologia di bordo, con un’offerta di sistemi ADAS di sicurezza attiva e passiva in linea con le soluzioni più evolute, che fanno parte delle dotazioni di serie di modelli appartenenti a segmenti superiori.

DIESEL A BASSI ATTRITI

Se il quattro cilindri a benzina è il frutto della collaborazione con Daimler, il Diesel è interamente sviluppato dai francesi e naturalmente disponibile per essere impiegato su altri veicoli, non solo Renault ma anche prodotti dagli alleati Nissan e Mitsubishi. Assemblati nello stabilimento spagnolo di Valladolid e sottoposti a più di 2.500 ore di test al banco e 270.000 km su strada, i nuovi dCi sono stati sviluppati con l’obiettivo di ridurre gli attriti interni, e di conseguenza i consumi di gasolio. Nuovi sono di conseguenza l’albero motore, ma anche la turbina a geometria variabile, azionata elettricamente, e gli iniettori a otto fori, alimentati con pressioni di 2.500 bar, con l’obiettivo di migliorare la combustione nella camera di scoppio. Gli aggiornamenti sono completati dall’intercooler misto aria/acqua e, naturalmente, dal sistema SCR per l’abbattimento degli ossidi d’azoto, con impiego di AdBlue.

ADAS EVOLUTI

La quarta generazione di Scénic e Grand Scénic rappresenta un ulteriore passo in avanti di un’evoluzione che mira a anticipare le tendenze, come hanno fatto le tre generazioni precedenti. Nell’ultimo step la classica fisionomia da monovolume tuttofare incontra quella delle recenti crossover, con dettagli che vanno dall’altezza da terra al tetto panoramico, fino ai cerchi da 20 pollici di diametro, montati di serie su tutti i cinque allestimenti in listino a partire dai 25.650 euro della Sport Edition Blue dCi 120 CV. E la dotazione di sistemi di sicurezza va ben oltre quella dei veicoli di segmento C, poiché oltre a dispositivi come gli abbaglianti automatici e la frenata attiva per il riconoscimento dei pedoni si aggiungono tra l’altro il rilevatore di stanchezza, l’assistente per il mantenimento di corsia e il cruise control adattivo.

POTENTE ED ELASTICO

Su strada entrambi i motori dimostrano di avere l’elasticità tipica dei Diesel, anche se le potenze in gioco non sono particolarmente elevate. Su un percorso movimentato, come quello ricavato sulle colline delle Langhe che hanno ospitato la presentazione alla stampa italiana, il più “piccolo” dei due dimostra di riprendere con decisione intorno ai 2.000 giri. I dati tecnici annunciano una coppia di 300 Nm (sono 40 in più rispetto alla serie precedente) a 1.500 giri, tuttavia tra saliscendi e tornanti l’elasticità è garantita a un regime leggermente più elevato, con una progressione che invita a viaggiare ai medi, senza cercare l’allungo. Il cambio a sei marce e i 20 Nm in più, unitamente al range di utilizzo più ampio, rendono il Blue dCi 150 pieno e in grado di reggere agevolmente la guida con rapporti lunghi, a tutto vantaggio dei consumi di gasolio.

SEMPRE RICHIESTO, MA…

L’arrivo dei nuovi motori diesel è la risposta di Renault a un mercato che continua a richiedere questo genere di propulsori, gli unici in grado di rispondere alle esigenze di chi percorre molti chilometri in un anno. Tuttavia la Casa francese è consapevole del fatto che in Europa la decrescita di immatricolazioni sarà inevitabile e a questo proposito è stato messo a punto un piano strategico in tre punti. L’offerta di motorizzazioni a gasolio sarà progressivamente ridotta fino al 50 per cento entro il 2022, e la metà della gamma subirà un ulteriore processo di elettrificazione, con versioni ibride e a emissioni zero, che completerà il percorso già intrapreso. In contemporanea, i nuovi investimenti saranno orientati verso una nuova organizzazione della produzione nei vari stabilimenti per gestire la transizione in atto.

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