Prova Škoda Kodiaq 2.0 TDI, attenti all’orso

Il primo Suv di casa Škoda ha appena visto la luce ma fa già la voce grossa. Tre motorizzazioni benzina e Diesel, trazione 4x4, cambio automatico a doppia frizione, spazi interni da riferimento, prezzi da 23.950 euro. Arriverà a dicembre

2 dicembre 2016 - 16:12

Kodiaq, come quell’orso che vive su un’isola dell’Alaska e alla quale ha dato il nome. Un orso bruno grande e grosso ma dall’indole paciosa (dicono…).
La scelta del nome del primo Suv firmato Škoda non è stata fatta a caso: come il simpatico (dicono…) ungulato, anche lui abbina un aspetto prestante a un carattere protettivo. Resta il fatto che le quattro zampone di entrambi i Kodiaq sono pur sempre dotate di unghione appuntite e, se il Kodiaq peloso le usa per cacciare salmoni, il Kodiaq con le ruote le usa per spaventare la concorrenza. Concorrenza che si chiama Kia Sorento, Hyundai Santa Fe e Nissan X-Trail (se guardiamo alle dimensioni), ma anche Ford Kuga e Mazda CX-5 (se guardiamo al prezzo).
Un ingresso dunque molto aggressivo che punta come consuetudine Škoda su ricchezza di dotazioni, qualità, design, spaziosità e soluzioni intelligenti. Il tutto a costi contenuti.

Solo 4 cm più lungo di Octavia, siamo a 4.697 mm, ma grazie a un attento studio degli spazi, Kodiaq offre dimensioni interne ai massimi livelli della categoria, con un bagagliaio che raggiunge i 2.065 l di volume, il divano posteriore scorrevole e la terza fila di sedili opzionale. Si pone quindi come compagno di vita versatile e in grado di affrontare con sicumera sia la stressante vita metropolitana, sia le impegnative vacanze con la famiglia al completo.

Oltre alle 30 soluzioni “simply clever” a cui Škoda ci ha abituati, come il phone box con ricarica induttiva per lo smartphone, gli ombrelli alloggiati nelle portiere anteriori e le protezioni retrattili per il bordo delle portiere stesse, il nuovo Kodiaq offre sistemi di assistenza alla guida tipici dei segmenti superiori (addirittura l’assistenza alle manovre con rimorchio) e soluzioni di infotainment e di connettività di ultima generazione. Non mancano anche la possibilità di intervenire sull’assetto e di scegliere la modalità di guida più consona alla situazione di fondo e condizione meteo.

I motori sono tre, ovviamente Euro 6: benzina 1.4 TSI da 125 cv con 200 Nm di coppia e Diesel 2.0 TDI da 150 e 190 cv con rispettivamente 340 e 400 Nm di coppia. Se la motorizzazione benzina è abbinata a trazione anteriore e cambio manuale a 6 rapporti,  i due Diesel prevedono diverse combinazioni di trasmissione e trazione. Il TDI da 150 cavalli in versione due ruote motrici è dotato di cambio DSG a 7 rapporti (novità assoluta per Škoda) mentre se si sceglie l’opzione 4×4 la si può abbinare al cambio manuale a 6 rapporti o al DSG a 7 rapporti. Il TDI da 190 cv è invece proposto con la sola trazione integrale e il cambio DSG a 7 rapporti.

L’assetto è caratterizzato da sospensioni anteriori MacPherson con asse posteriore multilink a quattro bracci, mentre il servosterzo ha funzionamento elettromeccanico. Su richiesta è possibile equipaggiare Kodiaq con Driving Mode Select, che interviene sulla gestione di motore, DSG, servosterzo, clima e prevede le modalità Normal, Eco, Sport e Individual, a cui si aggiunge Snow per le versioni 4×4. Una ulteriore personalizzazione prevede anche la regolazione adattiva dell’assetto (Dynamic Chassis Control), che contempla le modalità Comfort, Normal e Sport.

Un altro aspetto sul quale si sono concentrati progettisti e uomini marketing è il pacchetto connettività e infotainment, che racchiude tutte le applicazioni dei servizi Škoda Connect. Servizi che si dividono in due categorie: quelli di Infotainment Online, che forniscono informazioni a supporto della navigazione (indicazioni sul traffico, Google Earth, Street View, aggiornamento mappe, previsioni meteo, My Points of Interest, parcheggi, stazioni di rifornimento, news), mentre quelli Care Connect sono dedicati all’assistenza e all’accesso remoto del veicolo (Emergency Call, Service proattivo, Remote Access e Škoda Connect App).

Gli allestimenti sono quattro: Active, Ambition, Executive e Style, i primi due prevedono cerchi da 17″, che diventano da 19″ e 18″ nelle versioni più ricche. I prezzi sono aggressivi: partono da 23.950 euro per il benzina e 29.950 euro per il Diesel, per arrivare ai 39.450 euro del 2.0 TDI 190 cv in allestimento Style.

“Serpentines” era il nome di uno dei cinque itinerari previsti per la prova su strada del Kodiaq. Potevamo restare insensibili alla sua potenza evocativa? Ne abbiamo affrontato gli 80 km di lunghezza e i trenta tornanti in salita e discesa a bordo del 2.0 TDI da 150 cv in versione DSG con trazione 4×4, sicuramente una delle combinazioni che più saranno apprezzate dal pubblico italiano. A bordo si apprezza sia la posizione di guida, grazie anche alla forma e alla consistenza dei sedili, sia l’ergonomia di ciò che ci circonda e che mette quanto occorre a portata di mano. Lo spazio è davvero generoso, anche quello offerto dai sedili posteriori (che possono essere avanzati di 180 mm e regolati singolarmente nell’inclinazione dello schienale) e soprattutto quello del bagagliaio, che ci ha permesso di sistemare comodamente tutta l’attrezzatura da ripresa, cavalletto compreso, oltre ai nostri bagagli di viaggio. Le finiture e i materiali sono di buon livello come pure la sensazione di qualità percepita. Su strada si apprezza la buona insonorizzazione dell’abitacolo e la silenziosità di marcia, inficiata solo dalle turbolenze che si creano intorno agli specchietti; ottima la visibilità e immediato il feeling con gli ingombri esterni.

Dinamicamente, il comfort è la prima qualità che si apprezza. L’assetto, la tenuta di strada, le prestazioni… Kodiaq privilegia il piacere di guida inteso come facilità e relax. Certo, gli si può anche chiedere di schizzare fra i tornanti o raccordare curve in velocità, ma non è ciò che ama fare e quindi storce un po’ il naso: lo sterzo è più preciso che diretto, le sospensioni tutt’altro che morbide ma non rigide, allo spunto preferisce la coppia… Il primo SUV targato Škoda punta dunque a diventare un fedele e piacevole compagno di viaggio, anche su terreni insidiosi, piuttosto che un complice di scorribande, con la trazione 4×4 e l’abbondante coppia che lo rendono appagante ed efficace, anche sui tornanti più ripidi. L’assetto non paga trasferimenti di carico ed è neutro anche sul guidato, come quello che ha caratterizzato il secondo loop da 25 km disegnato fra costa ed entroterra, con una lunga divagazione off-road che richiama quelle che per il 95% dei casi si trova ad affrontare chi acquista un SUV di questo tipo, ossia uno sterrato piuttosto scorrevole e poco accidentato come quelli che portano al parcheggio per raggiungere la spiaggia o all’inizio del sentiero per salire al rifugio o direttamente all’ingresso dell’agriturismo…

Nulla da dire sul cambio a doppia frizione DSG a 7 rapporti – una novità per il marchio – o meglio, dobbiamo dire che si è dimostrato fluido, rapido e ben assistito anche dai paddle al volante. Proprio la trasmissione è l’unica variabile sulla quale si percepisce un sensibile effetto giocando a fare gli sportivi con il Driving Mode Select, mentre per quanto riguarda il motore, si nota una variazione nella risposta solo selezionando la modalità Eco. Diverso il discorso se si parla di Dynamic Chassis Control, in questo caso la differenza di assetto fra l’opzione Comfort e quella Sport si nota.

Le dotazioni sono abbondanti. Fra le soluzioni simply clever tipiche di Škoda, ci sono piaciuti il phone box con ricarica induttiva per lo smartphone, che perdona chi si dimentica il cavo, ma anche gli ombrelli alloggiati nelle portiere anteriori e le protezioni retrattili per il bordo delle portiere stesse (già viste su Ford). Molti anche i sistemi di assistenza alla guida, che ai grandi classici (e anche di più…) abbinano persino il Trailer Assist, che nelle manovre in retromarcia con rimorchio assume il controllo dello sterzo in base alla traiettoria impostata dal guidatore. Per giudicare i consumi ci riserviamo di dare un giudizio più preciso quando avremo l’opportunità di guidare il Kodiaq per un po’ di giorni, comunque il computer di bordo ci ha confermato i valori medi indicati dalla casa, ossia circa 6 litri per 100 chilometri.

Il simpatico orsetto dell’Alaska sarà anche mansueto, ma con unghie così affilate credo non sarà facile convivere nel suo territorio di caccia…

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