Prova Volkswagen Tiguan 1.6 TDI

Per la prima volta nella propria storia, Tiguan adotta un “piccolo” 1.6 TDI da 115 cv. Un motore prodigo di coppia, in grado di muovere la SUV tedesca con sufficiente brio a fronte di consumi contenuti e di un prezzo d’attacco di 26.500 euro. Ricca dotazione di serie.

È cresciuta nelle dimensioni, ha adottato una nuova piattaforma, è migliorata sotto il profilo dell’abitabilità e della cura delle finiture. In aggiunta, si è confermata una delle SUV più gratificanti da guidare grazie alla precisione dell’avantreno, al feeling con lo sterzo, alla reattività nel misto e alla stabilità in velocità. Cosa mancava, allora, alla nuova Volkswagen Tiguan? Semplice, un motore “piccolo”, pensato per il mercato italiano e foriero di consumi contenuti. Un propulsore che, adesso, è realtà.

Volkswagen Tiguan 1.6 TdI

La nuova Volkswagen Tiguan 1.6 TDI da 115 cv è un’esclusiva per il nostro Paese. Proposta in abbinamento alla sola trazione anteriore e alla trasmissione manuale a 6 marce, porta in dote costi di gestione ridotti rispetto alle più performanti “sorelle” equipaggiate con il 2.0 TDI, senza per questo mortificare le prestazioni. Il turbodiesel di 1,6 litri è infatti prodigo di coppia e reattivo alle pressioni dell’acceleratore, così da muovere con sufficiente brio i 1.499 kg della vettura.

Volkswagen Tiguan 1.6 TdI

Tiguan 1.6 TDI è proposta negli allestimenti Style e Business, decisamente completi. Il primo prevede di serie 7 air bag, un pacchetto sicurezza al top, il climatizzatore automatico trizona, il touchscreen da 8 pollici del sistema multimediale, il cruise control, i sensori di parcheggio e i cerchi in lega da 17 pollici. Un’offerta ricca proposta a un prezzo di 28.750 euro che, al lancio, scende a 26.500 euro. La versione Business, forte anche del cruise control adattivo, dei mancorrenti cromati e del navigatore satellitare, costa 1.100 euro in più. Un listino invitante, specie considerando che il prezzo d’attacco della 2.0 TDI Style si attesta a 32.550 euro.

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Nulla cambia sotto il profilo estetico rispetto alle “sorelle” più performanti. Sono inoltre confermate la piattaforma modulare MQB, garante di un peso contenuto rispetto alla precedente generazione, la lunghezza prossima ai 4,5 metri – caratteristica che rende Tiguan una delle SUV compatte più grandi del segmento – la capienza del bagagliaio compresa tra 615 e 1.655 litri, la regolazione longitudinale del divanetto frazionabile 40/20/40 e, soprattutto, la configurazione hi-tech della plancia, forte del touchscreen da 8 pollici (di serie sin dalla versione Style) del sistema multimediale, compatibile con gli standard Android Auto, Apple CarPlay e MirrorLink per un dialogo privilegiato tra vettura e smartphone.

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Analogamente alle altre Tiguan, la strumentazione tradizionale può essere sostituita con quella integralmente digitale con schermo TFT da 12,3 pollici di derivazione Passat, optional a 660 euro per l’allestimento Business. Apprezzabili, da tradizione, la posizione di guida caratterizzata dal corretto allineamento tra pedaliera, volante, generosamente adattabile in profondità e altezza, e sedile, pluriregolabile manualmente, così come l’abitabilità sia anteriore, complice la consolle massiccia ma non al punto da limitare la mobilità delle gambe, sia posteriore; anche i più alti non soffrono a livello né della testa né degli arti inferiori e il tunnel poco pronunciato non penalizza il confort del passeggero centrale.

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Il reparto sicurezza è decisamente completo, dato che agli immancabili ABS, ESP e 7 air bag si aggiungono, sin dalla versione Style, il rilevamento della stanchezza del conducente, il monitoraggio dei pedoni, la frenata automatica d’emergenza in caso di collisione imminente e l’avviso di superamento involontario della linea di corsia. Dotazioni alle quali si affianca, optando per l’allestimento Business, il cruise control adattivo. Attingendo agli optional sono inoltre disponibili l’allarme d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco, l’head-up display e la telecamera in retromarcia. Di serie, per Tiguan 1.6 TDI Business, i servizi online Guide & Inform per conoscere in tempo reale le condizioni del traffico o del meteo, la disponibilità dei parcheggi, la presenza d’incidenti nei dintorni, pianificare la manutenzione e gestire la chiamata d’emergenza dopo un impatto. Un “piatto” decisamente ricco.

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DRIVE

Piccolo è bello? Ebbene sì. Il quattro cilindri 1.6 TDI common rail da 115 cv non è affatto una scelta povera. Muove con sufficiente brio i quasi 1.500 kg della vettura, proposta solo a trazione anteriore e con il cambio manuale a 6 marce, garantendo uno scatto da 0 a 100 km/h in 10,9 secondi, una velocità massima di 185 km/h e una percorrenza media di 20,8 km/l. Valori in linea con quanto offerto dalle principali rivali, a onore del vero più piccole, cui si accompagna una generosa erogazione di coppia. Sin da 1.500 giri/min il quadricilindrico Volkswagen è pronto nelle risposte, pressoché scevro da turbo lag e con un allungo discreto. Forte di 280 Nm costanti da 1.700 a 2.900 giri, porta in dote una guida rilassata grazie alla progressione regolare, priva di flessioni, e all’assenza di strappi sottocoppia.

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Il nuovo 1.6 TDI è il primo motore turbodiesel di cubatura inferiore ai 2,0 litri mai adottato da Tiguan. Un elemento tecnico che non intacca il comportamento sportiveggiante della SUV tedesca, caratterizzata da uno schematismo delle sospensioni McPherson all’avantreno e multilink al retrotreno tipico più di una berlina che di una tuttoterreno. Anche nel caso della versione 1.6 TDI, lo sterzo può contare su di una comunicatività e un feeling sconosciuti alla stragrande maggioranza delle rivali, mentre l’avantreno è rapido in inserimento, poco propenso al sottosterzo, e la taratura delle sospensioni – pur in assenza degli ammortizzatori a controllo elettronico, non disponibili – moderatamente cedevole: il comfort non è mai in discussione e, allo stesso tempo, rollio e beccheggio restano entro livelli più che accettabili.

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In estrema sintesi, la nuova Tiguan 1.6 TDI è l’incarnazione dell’espressione “vorrei ma non posso”? No. Anzi. È una vettura completa, con tante frecce al proprio arco e, ora, anche con un prezzo d’attacco aggressivo. Una caratteristica che consentirà alla SUV Volkswagen d’insidiare concorrenti di grande successo e diffusione, sino ad oggi “protette” da costi d’acquisto e gestione inferiori alla rivale tedesca. Nissan Qashqai, Hyundai Tucson e Kia Sportage sono avvertite…

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