Skoda Yeti 1.6 TDI CR FAP Green Line

Una pubblicità provocatoria demolisce a colpi di rap prima e di valzer poi il concetto di SUV tradizionale, a favore di un'idea più razionale delle quattro ruote: è Skoda Yeti che entra nelle teste degli automobilisti e li fa cantare

24 giugno 2012 - 7:06

Per chi non lo conoscesse, il jingle della Casa ceca lo scorso anno ha ottenuto lo stesso successo dei tormentoni estivi. Con un’irriverente nota goliardica il protagonista, in negativo, del pezzo musicale è il tipico commendatore di origini milanesi, meglio conosciuto come baüscia: colui che ostenta con troppa disinvoltura il suo status, basandosi esclusivamente sull’apparire e sul macchinone di grossa cilindrata.

Il baüscia DOC possiede un SUV di dimensioni sproporzionate: come tutti ben sanno, però, questa tipologia di vettura, oltre ad avere ingombri “maleducati”, consuma troppo, è lenta nel traffico ed è fuori moda. Secondo Skoda, la Yeti è la risposta a tutti i problemi di mobilità; all’occorrenza può essere a quattro ruote motrici, ed è spaziosa al punto giusto per ospitare comodamente cinque ospiti a bordo; nonostante la robusta costituzione, è anche parca nei consumi.

LIVE
Ventisei possibilità: dalla versione con motore benzina TSI 1.2 litri da 105 cavalli fino al 2 litri TDI a gasolio da 170 cavalli; nel mezzo una gamma di cilindrate con prestazioni e caratteristiche specifiche per assecondare i potenziali clienti. Skoda Yeti è lunga 422 cm: per capire le sue effettive dimensioni abbiamo deciso di prendere in considerazione due SUV compatte del gruppo Volkswagen come la Tiguan, che misura 443 cm e la Audi Q3 di 439 cm. Bene, nonostante la differenza in lunghezza di circa 20 centimetri a favore delle concorrenti,  sulla Yeti, ritroviamo in realtà volumi interni sorprendenti.

Le sue forme più squadrate e l’altezza di 170 cm, superiore alle antagoniste, ne enfatizza la capacità di carico. Per verificare quanto detto ho scelto di trascorrere un tranquillo week-end con moglie e figlio al seguito per una breve vacanza all inclusive. Nello specifico il “tutto compreso” si riferisce al gigantesco passeggino tre ruote, al borsone personale con materiale tecnico, ma soprattutto il necessaire per la dolce metà e il giovane virgulto. La sosta nell’area di servizio lungo l’Autostrada del Sole è servita per documentare l’effettiva capacità di stivare senza problemi, non solo in orizzontale, ma anche sfruttando tutta l’altezza dell’abitacolo, tutto ciò che non può mancare in questa avventura.

Skoda Yeti non varia la sua capacità di carico in funzione dell’allestimento: il modello da noi scelto è il classico 1.6 diesel TDI CR da 105 cavalli, in versione Green Line. Un motore che fa accelerare la Yeti da 0 a 100 km/h in 12”1 per poi spingerla fino a 176 km/h. Per ottenere i valori di consumo combinato di 4,6 l/100 km – dichiarati – e un livello di emissioni di CO2 pari a 119 g/km, il motore sfrutta il dispositivo start/stop che spegne il motore nelle pause da semaforo, quando lo “Yetista” lascia il motore in folle rilasciando il pedale della frizione, e il sistema che recupera l’energia cinetica in frenata, permettendo così di ricaricare la batteria senza chiamare in causa l’alternatore con minor assorbimento di potenza e consumi ridotti.

Yeti GreenLine è virtuosa rispetto alla versione standard: per ridurre la resistenza aerodinamica è più bassa e monta pneumatici con minor resistenza al rotolamento. Il consumo dichiarato è di 21.7 km/l nel ciclo combinato: spingendo senza troppo riguardo sull’acceleratore e non rispettando alla lettera il codice stradale siamo riusciti a non tradire le aspettative del mini SUV ceco, assestandoci sui 19,9 km/litro!

DRIVE
Skoda Yeti sorprende! Abitacolo di qualità tedesca, materiali solidi, pulsanti robusti e buona silenziosità di marcia. In più c’è una buona altezza da terra che evita di dover piegare troppo le ginocchia quando ci si accomoda al posto di guida. L’abitacolo è alto, sorprendentemente alto: nemmeno i titolari di una squadra di basket rischiano il contatto con il soffitto, e questo è senza dubbio un punto a favore di questo modello. Inoltre va lodata la modularità dei sedili posteriori che, oltre a scorrere in senso longitudinale sulle apposite guide, si possono completamente ripiegare per offrire un piano di carico pressoché piatto.

Cosa potrebbe essere migliorato? La zona posteriore del tunnel centrale, che ingloba le prese dell’aria, perché è ingombrante. Chi sceglie il posto centrale  (che però è come la pepatencia e non lo sceglie mai nessuno su nessuna auto) deve rassegnarsi a mantenere una posizione delle gambe meno comoda rispetto a quella dei passeggeri seduti nei posti laterali. L’eventuale insoddisfazione del quinto passeggero è però ricompensata dalla possibilità di stivare nel bagagliaio quanto serve e anche il superfluo.

Un motore da 1.6 litri diesel e 105 cavalli, in un momento in cui ci si affoga nel parlare di downsizing, è più un’ottima scelta che un compromesso. Le prestazioni sono buone, la rapportatura del cambio corretta; l’elasticità del quattro cilindri permette di viaggiare in quinta marcia a 70 km/h a un regime di poco superiore ai 1.300 giri/min. L’elasticità è una della caratteristiche migliori di questo motore che, in un lasso di tempo breve e senza scalare marcia, permette di raggiungere rapidamente velocità di crociera autostradali.

L’assetto è piacevolmente sportivo, lo sterzo è diretto e anche guidando veloci su strade tortuose il trasferimento di carico sia laterale sia longitudinale è sempre contenuto. L’unico dispiacere è  non aver provato la versione a quattro ruote motrici con il motore da due litri e 140 cavalli: la sfidante giusta dei SUV che tanto ingombrano e poco arrampicano…

Prezzo a partire da 22.460 euro per versione Green Line.

 

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