Per il momento non si può ancora parlare di certezza assoluta, ma le probabilità sono altissime. Di cosa sto parlando? Dell’arrivo – finalmente – di una vera kei car giapponese sul mercato europeo e di conseguenza anche italiano. Protagonista della vicenda sarà la nuova Suzuki e-Sky, ma prima di parlare di lei è doveroso un ripasso, perché forse non tutti sanno cosa siano le kei car.
Kei car: piccolo è bello
Dietro l’appellativo kei car si cela una particolare categoria di auto vendute in Giappone. Dato che da quelle parti notoriamente lo spazio scarseggia, da decenni il Governo locale ha deciso di agevolare le vetture piccole e leggere, le kei car, appunto. Per le auto lunghe meno di 340 cm e larghe meno di 148, con motori sotto i 660 cc e potenza inferiore a 64 CV all’ombra del Sol Levante ci sono dunque tante agevolazioni, fiscali e non solo. Una scelta decisamente più furba – ed ecologica – di quella fatta in Europa di dare incentivi anche a bestioni da oltre due tonnellate. Stendiamo un velo pietoso…

La prima a batteria
Suzuki è una vera specialista in materia di kei car a motore termico e ora con la e-Sky prova a proporre anche un modello elettrico. Il debutto in Giappone avverrà quest’autunno, mentre noi europei dovremo attendere ancora diversi mesi per ricevere la nostra variante con guida a sinistra. Le dimensioni rispettano per un pelo i limiti di cui sopra, ma nella scheda tecnica merita di essere sottolineato anche il passo, pari a ben 246 cm. Le foto d’altro canto mostrano bene come le ruote (piccine pure loro) siano piazzate ai quattro angoli del pianale, con sbalzi ridottissimi, a creare i presupposti per una buona spaziosità.



Aria di casa
Chiudendo un occhio sul fatto che l’unica foto disponibile dell’abitacolo mostra il volante dalla parte sbagliata, l’interno sembra moderno e razionale ma senza particolari colpi di testa. Determinati a convertire all’elettrico anche utenti abituati ad auto tradizionali, ad Hamamatsu hanno varato il motto Easy to Switch! per sottolineare come non ci siano problemi nel passaggio all’auto a batteria. Emblema di questa scelta è la volontà di rinunciare a selettori strani e mantenere la classica leva da cambio automatico, un elemento familiare per tutti. Per il resto meritano una menzione i sedili con poggiatesta integrato e la plancia, su cui svetta il touch screen centrale da una decina di pollici affiancato da un ripiano. Parte degli arredi pare sia confezionata con materiali frutto di riciclo, cosa sempre apprezzabile.

Weight Watchers
Dando uno sguardo sotto la carrozzeria si trova una batteria al litio-ferro-fosfato da 26 kWh. Questa alimenta un motore elettrico che rispetta i limiti di cui sopra e promette di accontentarsi di 97 Wh/km, complice un peso appena superiore alla tonnellata, 1.030 kg per la precisione. Fatti i conti della serva, l’autonomia dovrebbe essere nell’ordine dei 270 km, ma il raggio d’azione potrebbe superare i 300 km in ambito urbano.

La ricarica può avvenire anche in corrente continua fino a 50 kW e in questo caso si arriva all’80% in 25 minuti. In corrente alternata a 6 kW servono invece circa 4,5 ore per un pieno di energia. L’auto dispone anche della funzione one pedal, qui chiamata Easy drive, e ha un raggio di sterzata ridottissimo, pari a solo 4,4 metri, per fare inversione in un fazzoletto d’asfalto.
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