Canyon Grail, doppia piega per stupire

30 marzo 2018 - 20:03

Canyon è abituata a far parlare di sé e a dividere. Vuoi per la scelta della sola vendita online, vuoi per la politica di prezzi, vuoi per le soluzioni tecniche cui i progettisti si affidano. Questa volta però i ragazzi tedeschi hanno “esagerato” e il pubblico si è subito spaccato come neanche sulla depilazione totale…

VOGLIA DI GRAVEL
Non poteva che essere questo il terreno sul quale sbizzarrirsi. Quello del Gravel è un mondo in crescita e in fermento, in cui in tanti stanno dicendo la loro con soluzioni di telaio e di componentistica mirate ad abbinare comfort ed efficacia. Proprio da questa esigenza è nata la soluzione “biplano”, che però, sebbene sia la più evidente, non è la sola a caratterizzare il telaio della nuova Grail.
La geometria Sport con reach ridotto e stack abbondante, l’interasse lungo, il collarino integrato, il cannotto reggisella a doppio stelo, la compatibilità con il montaggio 1x, la possibilità di montare gomme fino a 42mm… Tutto è orientato alla ricerca di reattività e comodità.

HOVER BAR, BENE O MALE PURCHÉ SE NE PARLI
La caratteristica più innovativa della Grail è il design del cockpit, una sorta di doppio manubrio di cui il traversino inferiore è collegato all’attacco. La parte superiore dell’Hover Bar, sospesa, sfrutta l’elasticità della struttura in fibra di carbonio e il suo profilo per offrire un livello di ammortizzazione che assorbe le vibrazioni trasmesse dal terreno.
Per il resto si tratta di un manubrio dalle linee classiche e dalle dimensioni che poco si discostano da quelle di un comune manubrio da Gravel: leve posizionate nella stessa posizione di un manubrio da strada, piega a D, drop con angolo di 7,5° e peso di poco superiore (resta però da capire come attaccare eventuali ciclocomputer).
In Canyon assicurano che, se non ci si mettono gli occhi sopra non ci si accorge della differenza; la posizione di guida non varia e, anzi, trae solo giovamento da questa inedita soluzione. Il giudizio estetico è soggettivo e quindi ci riserviamo solo quello oggettivo, che riguarda l’efficacia dell’Hover Bar e che a breve saremo in grado di darvi poiché la Grail è in arrivo qui a RED.

TANTE VERSIONI E UN SET DI BORSE
La nuova Grail è disponibile in sei modelli completi – tutti con telaio in fibra di carbonio di cui uno specifico da donna – allestiti a crescere con gruppo Shimano 105, Ultegra e Ultegra Di2. Le taglie coprono dalla 2XS alla 2XL (le due più piccole con ruote da 27,5″) con prezzi che partono da 2.199 euro per la CF SL 7.0 fino ai 4.599 euro della CF SLX 8.0 Di2. Ma esiste anche il frame kit (con il telaio in versione SLX, la più raffinata, da 2,3 kg con forcella, cockpit e reggisella) dedicato a chi preferisce il fai da te. In questo caso si devono spendere 2.599 euro.
Accessori? Certo: Canyon ha realizzato, insieme a Topeak una linea dedicata di borse che trasforma la Grail in una compagna inarrestabile di avventure.

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