12MUTAZIONE GENETICA

Abbiamo assistito in pochi anni a una evoluzione non solo tecnologica, ma addirittura genetica delle e-Bike. Le prime biciclette a pedalata assistita (mi raccomando, non chiamiamole “elettriche”…) erano infatti delle normali biciclette alle quali era stato impiantato un motore, attaccata una batteria dove meno ingombrasse e abitavano le città. Poco alla volta si sono spinte oltre le pianure e hanno conquistato le montagne, il motore è diventato l’elemento cardine intorno al quale i progettisti  hanno cominciato a plasmare il telaio, le batterie hanno aumentato l’efficienza, diminuito dimensioni, peso e sono quasi scomparse all’interno del telaio.

Ora il cammino evolutivo delle e-Bike ha visto nascere una nuova stirpe alla quale si è incurvato il manubrio e che si nutre di asfalto, ma non quello delle città bensì dei passi alpini e delle tortuose e ripide strade di montagna.
Se per le e-Mtb il presente è florido e il futuro si preannuncia di inarrestabile crescita, le e-bike urbane stanno vivendo una seconda giovinezza, preludio a una esaltante adolescenza. Ci vorrà un po’ di tempo, invece, perché anche le e-Road riescano ad emanciparsi e guadagnare dignità. Accadrà quando lo stradista della domenica si convincerà che non c’è vergogna nel pedalare assistiti e che il motore è solo uno straordinario e democratico moltiplicatore di divertimento.

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