Canyon Grail AL, la famiglia si allarga

31 ottobre 2018 - 18:10

Il Gravel è ancora un mercato di nicchia ma la nicchia si sta facendo spazio a vista d’occhio. Cresce il numero degli eventi e delle persone che vi prendono parte, nascono pagine e gruppi sui social ma, soprattutto, si moltiplica l’offerta delle Case che sono ormai padrone di un mercato nato nelle officine degli artigiani. Il perché è semplice: questa riscoperta di un modo di intendere la bicicletta allarga gli orizzonti, è di facile approccio, è trasversale a tutti i terreni e ambiti del ciclismo e, cosa non da poco, non è economicamente così impegnativo quanto possono esserlo il Mtb o la strada.
DOPO IL CARBONIO, L’ALLUMINIO
Ricorderete senz’altro la prima Grail, quella con il “manubrio a biplano” che ha tanto ha fatto discutere a inizio stagione: aveva telaio in fibra di carbonio e vantava soluzioni tecniche particolari, in stile Canyon… Beh, ora la famiglia si è allargata verso il basso, grazie all’introduzione di un modello d’ingresso con telaio in alluminio, dedicato a chi vuole entrare nel mondo Gravel con una bicicletta dal prezzo ragionevole ma di buon livello, con cui permettersi qualsiasi variazione sul tema.


SENZA COMPROMESSI
Materiale e geometrie accomunano il telaio dei tre modelli, due dei quali declinati anche in versione Woman: alluminio Canyon Grail per triangolo e carro con forcella One One Four SLX Disc in fibra di carbonio (cannotto lineare da 1-1/4″, perno passante da 12 mm e attacco pinza flat mount). Hanno in comune anche le ruote DT Swiss C 1850 Spline DB (una garanzia di affidabilità e robustezza), le gomme Schwalbe G-One Bite da 40 mm tubeless ready, il cockpit con attacco e manubrio tradizionali (marchiati Canyon), il reggisella e la sella Selle Italia X3 Canyon Edition.
SINGOLA O DOPPIA, DE GUSTIBUS
A differenziare le tre varianti è il gruppo, SRAM Rival e Shimano 105 per 7.0 SL e 7.0, Shimano Tiagra per 6.0. Nel caso della 7.0 SL, montata SRAM, la trasmissione è ovviamente 1×11 (corona da 42 e cassetta 11-42) e i dischi lavorano con rotori da 160 mm. La 7.0, invece, adotta un classico 2×11 (corone 50/34 e cassetta 11-34), che diventa 2×10 sulla 6.0, anch’essa con cassetta 11-34. I pesi variano da 9,3 kg a 9.8 kg.


PRONTA A TUTTO
Come consuetudine di Canyon, sulle taglie XXS e XS le ruote sono da 27,5″ (650B) per integrarsi al meglio con le dimensioni del telaio e offrire le stesse sensazioni di guida delle altre taglie; sempre in tema di taglie, le versioni 6.0 WMN e 7.0 WMN (che hanno una triangolazione ad-hoc per la morfologia femminile) invece di estendersi sino alla XXL si fermano alla M. La nuova Grail può alloggiare tre porta borraccia, ha attacchi per portapacchi e parafanghi e, a sottolineare la sua grande versatilità, c’è anche un set di borse realizzate da Topeak che la trasforma in una inarrestabile compagna di lunghe avventure.

QUANTO COSTA?
Canyon ci ha ormai abituati a prezzi competitivi e, anche nel caso della nuova Grail AL, la cifra necessaria a mettersela in garage è alla portata di molte tasche:
Grail AL 7.0 SL, 1.499 euro
Grail AL 7.0, 1.399 euro
Grail AL 7.0 WMN, 1.399 euro
Grail AL 6.0, 1.199 euro
Grail AL 6.0 WMN, 1.199 euro

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