Canyon Grail AL, la famiglia si allarga

Il Gravel è ancora un mercato di nicchia ma la nicchia si sta facendo spazio a vista d’occhio. Cresce il […]

Il Gravel è ancora un mercato di nicchia ma la nicchia si sta facendo spazio a vista d’occhio. Cresce il numero degli eventi e delle persone che vi prendono parte, nascono pagine e gruppi sui social ma, soprattutto, si moltiplica l’offerta delle Case che sono ormai padrone di un mercato nato nelle officine degli artigiani. Il perché è semplice: questa riscoperta di un modo di intendere la bicicletta allarga gli orizzonti, è di facile approccio, è trasversale a tutti i terreni e ambiti del ciclismo e, cosa non da poco, non è economicamente così impegnativo quanto possono esserlo il Mtb o la strada.DOPO IL CARBONIO, L’ALLUMINIORicorderete senz’altro la prima Grail, quella con il “manubrio a biplano” che ha tanto ha fatto discutere a inizio stagione: aveva telaio in fibra di carbonio e vantava soluzioni tecniche particolari, in stile Canyon… Beh, ora la famiglia si è allargata verso il basso, grazie all’introduzione di un modello d’ingresso con telaio in alluminio, dedicato a chi vuole entrare nel mondo Gravel con una bicicletta dal prezzo ragionevole ma di buon livello, con cui permettersi qualsiasi variazione sul tema.SENZA COMPROMESSIMateriale e geometrie accomunano il telaio dei tre modelli, due dei quali declinati anche in versione Woman: alluminio Canyon Grail per triangolo e carro con forcella One One Four SLX Disc in fibra di carbonio (cannotto lineare da 1-1/4″, perno passante da 12 mm e attacco pinza flat mount). Hanno in comune anche le ruote DT Swiss C 1850 Spline DB (una garanzia di affidabilità e robustezza), le gomme Schwalbe G-One Bite da 40 mm tubeless ready, il cockpit con attacco e manubrio tradizionali (marchiati Canyon), il reggisella e la sella Selle Italia X3 Canyon Edition.SINGOLA O DOPPIA, DE GUSTIBUSA differenziare le tre varianti è il gruppo, SRAM Rival e Shimano 105 per 7.0 SL e 7.0, Shimano Tiagra per 6.0. Nel caso della 7.0 SL, montata SRAM, la trasmissione è ovviamente 1×11 (corona da 42 e cassetta 11-42) e i dischi lavorano con rotori da 160 mm. La 7.0, invece, adotta un classico 2×11 (corone 50/34 e cassetta 11-34), che diventa 2×10 sulla 6.0, anch’essa con cassetta 11-34. I pesi variano da 9,3 kg a 9.8 kg.

PRONTA A TUTTOCome consuetudine di Canyon, sulle taglie XXS e XS le ruote sono da 27,5″ (650B) per integrarsi al meglio con le dimensioni del telaio e offrire le stesse sensazioni di guida delle altre taglie; sempre in tema di taglie, le versioni 6.0 WMN e 7.0 WMN (che hanno una triangolazione ad-hoc per la morfologia femminile) invece di estendersi sino alla XXL si fermano alla M. La nuova Grail può alloggiare tre porta borraccia, ha attacchi per portapacchi e parafanghi e, a sottolineare la sua grande versatilità, c’è anche un set di borse realizzate da Topeak che la trasforma in una inarrestabile compagna di lunghe avventure. QUANTO COSTA?Canyon ci ha ormai abituati a prezzi competitivi e, anche nel caso della nuova Grail AL, la cifra necessaria a mettersela in garage è alla portata di molte tasche:Grail AL 7.0 SL, 1.499 euroGrail AL 7.0, 1.399 euroGrail AL 7.0 WMN, 1.399 euroGrail AL 6.0, 1.199 euroGrail AL 6.0 WMN, 1.199 euro