Ducati Diavel 1260

Il nuovo Ducati Diavel 1260 monta il Testrastretta DVT da 159 cv con fasatura variabile. Ricca la dotazione elettronica, rivista in profondità la ciclistica, evoluto il design. Anche in versione S

4 novembre 2018 - 20:11

Sono passati già otto anni dal lancio del primo Diavel, che ha anticipato l’esplorazione da parte di Ducati di segmenti di mercato collaterali o addirittura lontani da quelli abitualmente presidiati. Oggi, con una storia alle spalle, il nuovo nome diventa Ducati Diavel 1260, a simboleggiare un rinnovamento profondo ma nel segno della continuità, sia concettuale sia stilistica. Secondo Ducati la nuova moto è più divertente da guidare, oltre che più comoda per pilota e passeggero.
Nuovo motore che arriva dalla XDiavel

La novità più significativa è senza dubbio rappresentata dal motore Testastretta DVT (Desmodromic Variable Timing) 1262 con variatore di fase, cioè il bicilindrico che ha ben impressionato sulla XDiavel, qui proposto con modifiche di mappa e trasmissione finale a catena anziché a cinghia. Cresce dunque la cilindrata, che era di 1.198,4 cc, e la potenza dichiarata, che passa da 152 a 159 cv (117 kW) a 9.500 giri, con la coppia anch’essa aumentata da 123 a 129 Nm (13,1 kgm). L’erogazione nelle intenzioni dovrebbe essere quanto più possibile piatta e regolare. A questo scopo il variatore di fase interviene sull’albero a camme di aspirazione come su quello di scarico, in modo da adattare l’erogazione alle varie situazioni d’uso, privilegiando la dolcezza ai bassi regimi e la progressione agli alti.

L’iniezione elettronica Bosch sfrutta corpi farfallati ellittici di diametro equivalente pari a 56 mm, ovviamente con gestione Ride By Wire. Sono due le candele per cilindro, destinate a migliorare la combustione, mentre l’immissione di aria nei condotti di scarico contribuisce a completare l’ossidazione degli idrocarburi incombusti e di conseguenza ridurre le emissioni inquinanti.
La versione S è ancora più ricca

Permane la tradizionale scelta tra la versione standard e la più ricca S, con quest’ultima che si distingue grazie a numerosi contenuti di serie: Ducati Quick Shift up & down Evo (DQS), forcella Öhlins da 48 mm di diametro completamente regolabile, in luogo dell’unità standard da 50 mm;  ammortizzatore Öhlins completamente regolabile invece del mono personalizzabile nel precarico molla e in estensione; impianto frenante specifico, con pinze Brembo monoblocco M50 invece delle M4.32 della standard; gruppo ottico anteriore con luci diurne LED, sella dedicata e sistema multimediale di serie, con la possibilità di collegare lo smartphone e gestire chiamate in entrata, SMS e musica. 

Ciclistica riprogettata
Nonostante la posizione di guida appaia invariata, con il busto leggermente inclinato in avanti e le braccia ben distese, la ciclistica è stata oggetto di un radicale rinnovamento, a partire dall’inedito telaio a traliccio in tubi d’acciaio, completato dal forcellone fuso in alluminio e dal telaietto reggisella, dello stesso materiale. L’interasse è aumentato di 20 mm, da 1.580 e 1.600, comunque inferiore ai 1.615 mm della XDiavel. Per ottenere più maneggevolezza sono stati ridotti l’angolo del cannotto di sterzo (da 28° a 27°) e l’avancorsa, che passa da 130 a 120 mm. Non poteva mancare la caratteristica copertura posteriore da 17″ e 240 mm di larghezza, irrinunciabile e originaria di questo modello.

Gli pneumatici sono Pirelli Diablo Rosso III doppia mescola, comuni alle due versioni, che si differenziano sui cerchi: quelli standard sono a 14 razze, che scendono a 10 con disegno specifico sul Diavel 1260 S, valorizzati da apposite lavorazioni meccaniche. 
Tanta elettronica per guidare al meglio

Evoluta l’elettronica di supporto alla guida, grazie alla presenza della Bosch Inertial Measurement Unit a 6 assi (6D IMU), la piattaforma inerziale che rileva posizione e velocità della moto e fornisce i parametri essenziali di calcolo per il ricco pacchetto di controlli. Quest’ultimo comprende l’utilissimo ABS Cornering Evo Bosch, con tre livelli di intervento: il primo in sostanza lo equipara all’ABS base, perché non è attiva né la funzione Cornering né il rilevamento del sollevamento della ruota posteriore. Cornering attivo per il livello 2, mentre il terzo livello propone tutti i controlli inseriti. Il Ducati Traction Control Evo (DTC) agisce su otto livelli come il Ducati Wheelie Control Evo (DWC); tre livelli anche per l’assistenza nelle partenza Ducati Power Launch Evo (DPL), con il Cruise Control a completare un pacchetto decisamente ricco. Tre come di consueto le mappe motore: Sport, Touring e Urban.
Tre proposte di colore e un’app

Il nuovo Ducati Diavel 1260 è proposto nella sola colorazione Sandstone Grey con telaio nero; due le opzioni per il Diavel S, Thrilling Black & Dark Stealth, combinazione di tonalità scure con diverse finiture e telaio rosso, oltre al Sandstone Grey con telaio nero.

Per il Diavel 1260 è confermata la compatibilità con la nuova Ducati Link App, che permette di impostare la modalità di viaggio, intesa come combinazione di Load Mode e Riding Mode, e personalizzare dallo smartphone i singoli parametri (ABS e controllo di trazione, ad esempio) di ciascun Riding Mode. L’app mette a disposizione informazioni utili come le scadenze di manutenzione, il manuale d’uso e la localizzazione dei Ducati Store, oltre a offrire la registrazione delle prestazioni e degli itinerari di viaggio, per poterli eventualmente condividere con la community Ducati. disponibili tutte le informazioni sulle scadenze degli intervalli di manutenzione, il manuale utente e il Ducati Store locator. 

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