Honda NC700X Eco Contest Step 2 Selvetti

Passaggio di testimone! E' il momento dell'endurista che prende le redini della NC 700 X sapendo, quasi con certezza, di fare meglio - dal punto di vista dei consumi - del pistaiolo. Più di 300 km con un pieno di poco più di dieci litri di carburante e alla fine il risultato chilometrico è addirittura sorprendente

16 maggio 2012 - 14:05

Stringo finalmente il manubrio della NC700X sapendo che questa sfida mi darà grandi soddisfazioni, non solo perché ho la certezza matematica di fare un risultato migliore di Stefano Cordara, ma perché mi dà modo di ribadire quanto oggi lo stile di guida si ripercuota positivamente o negativamente – secondo i punti di vista – sugli inevitabili costi di gestione. E per costi mi riferisco ai “normali” e inevitabili tagliandi programmati ai quali si devono aggiungere a seconda della capacità di masticare chilometri, il consumo di pneumatici, pastiglie freni, catena e ovviamente carburante.

La lista della spesa, in un momento come questo, è lunga e soprattutto porta a un totale “pesante” da gestire. Eppure come ha già evidenziato Stefano, raccontando con dovizia dove si può lavorare per ridurre consumi, la capacità di chi gestisce il gas è l’unico vero cardine per diminuire o addirittura abbattere i costi delle voci sopra indicate.

Non ho dubbi sulle mie capacità di fare bene, anzi meglio dell’Ingegnere, conosco la sua guida sincopata e diretta: o gas aperto o gas chiuso tipico di chi corre in pista. Invece io, ormai abituato ai terreni con poca aderenza del mondo fuoristrada, l’acceleratore devo saperlo ruotare con dolcezza ed è una cosa che ho sempre fatto bene.

La NC700X

Del ritiro della moto pre sfida me ne sono occupato io. La consegna è avvenuta presso la concessionaria Tresoldi di Pessano con Bornago in provincia di Milano e da lì all’ufficio, circa 30 km ho subito deciso di metterla alla prova nel tipico tragitto di molti motociclisti: un poco di tangenziale, per capire come protegge, quanto vibra e un po’ di città per conoscere il carattere del motore.

La NC700X fa tutto molto bene come da sempre succede parlando di Honda. L’alchimia del marchio giapponese ha fatto sì che ogni moto uscita dalla catena di montaggio abbia ottenuto sempre pareri positivi per abitabilità, setting sospensioni e fruibilità a 360°. La bicilindrica X non è da meno. Ha una triangolazione sella pedane manubrio che privilegia la voce comfort, anche se la seduta mi è sembrata un po’ troppo dura.

Non mi piace il fatto che le leve al manubrio non siano regolabili e i blocchetti elettrici per quanto ben realizzati hanno il comando degli indicatori di direzione invertiti con il clacson – difetti già segnalati – ma a parte questo, tutto mi sembra ben realizzato; ho apprezzato il vano porta casco al posto del serbatoio anche se la cerniera del “coperchio” mi è sembrata un po’ debole. Dopo la prima presa di contatto evidenzio che l’assenza del secondo disco all’anteriore, per me è un difetto; la scelta del singolo da 320 mm non mi convince, manca mordente alla prima parte della frenata e per ottenere spazi d’arresto buoni è necessario strizzare con forza la leva al manubrio.

La NC700X però mi è piaciuta nella sua interezza, perché fa tutto bene e non lo dà a vedere. E’ agile nelle curve lente eppure stabile in quelle veloci; ha un motore che non è concepito per girare alto ma che fino a 4000 giri ha una dolcezza nell’erogazione superiore alle aspettative.

Ho apprezzato la sesta lunga che porta il contagiri a girare bassissimo quando si viaggia a 130 km/h e mi è piaciuta la scorrevolezza della moto quando si chiude il gas: freno motore praticamente inesistente che serve a rendere più confortevole ed esente da strattoni e botte sul casco il viaggio quando si decide di farlo in coppia. Mentre scrivo quest’articolo, leggendo la scheda tecnica, scopro che ha meno di cinquanta cavalli, e questo dato, durante il test, non lo avevo mai considerato a dimostrazione del fatto che una moto non deve avere potenze da dragster per essere intrigante. Ok, forse non brilla per personalità, non ha il forcellone monobraccio e la forcella regolabile, ma a un prezzo di 6.700 euro f.c. di alternative ce ne sono poche in giro.

Consumi

Avevo deciso di affrontare la sfida adottando ogni possibile malizia per vincere ma mi sono reso conto fin da subito che non avrei rispettato il normale uso che un pendolare fa tutti i giorni della propria moto. Ecco perché ho deciso a più riprese di scarrozzare moglie o colleghi, alternare momenti in cui essere confinati tra le mura di Milano e poi scappare dalla metropoli la domenica e mixare un po’ di autostrada e strade di campagna. L’unica regola che mi sono imposto è stata il rispetto, al chilometro orario, dei limiti del codice stradale anche perché, ad esempio, a velocità superiori ai 130 km/h la protezione del cupolino è davvero esigua.

Il contachilometri segna 1768 quando faccio il pieno che, come da regolamento interno RED, deve essere effettuato a moto inclinata con il carburante che arriva in prossimità della strozzatura del bocchettone di rifornimento. Resetto il parziale B per avere sempre sotto controllo l’andamento dell’indicatore del serbatoio e del consumo indicato dalle cinque tacche verticali sul lato destro del display.

117.1 km. E’ la distanza che serve alla prima tacca del pieno a spegnersi in modo definitivo. Un valore sorprendente, eppure molto automobilistico perché la maggior parte dei serbatoi del mondo dell’automotive sono larghi, molto larghi in alto e tendono a stringersi verso il basso. Ecco perché non dobbiamo stupirci se la tacca che precede l’accensione della spia della riserva non sarà in grado di coprire la stessa distanza della prima.

207.2 km. Va altrettanto bene con la seconda tacca. Il risultato chilometrico conferma quanto detto poco sopra. Con l’aumentare di chilometri diminuirà sempre di più la capacità del serbatoio e accelererà l’avvicinamento alla fase del rifornimento e quindi calcolo del consumo medio.

269.0 km. La terza tacca è andata e a essere onesti ho passato gli ultimi trenta chilometri con gli occhi puntati sul display del cruscotto… non avrei mai immaginato di ottenere un risultato così sorprendente. Ormai sono certo di avere margine per sorpassare e non di poco la performance dell’Ingegnere. Scelgo ora di rientrare in città, infilarmi nelle strette vie del centro di Milano passando il maggior numero semafori e poi uscire nuovamente verso la tangenziale Ovest e le strade extraurbane che compongono il triangolo di campagna che culmina a sud con Pavia e a est con i primi appennini nella zona del passo Penice.

343.5 km. L’accensione della riserva. Finalmente! Con la spia che lampeggia tento di ricordare quale fosse la capacità del serbatoio della Honda NC700X e formulo diverse ipotesi e relativi conteggi. Di sicuro Cordara è battuto, anzi stracciato.

2146 Km. Rifornimento in tangenziale dopo aver percorso altri 31,8 km con la spia della riserva che lampeggia. Riapro nuovamente il tappo del serbatoio e verso all’interno la ridicola quantità di 12,23 litri. Cerco sul telefonino la foto del primo pieno che mi riporta a quei 1768 km di quando è iniziata la mia prova consumi. Facciamo in conti? 2146-1768=378 km percorsi. 378 km/12,23 litri=30,90 km/l. Un dato sorprendente non tanto per la differenza con la prova di Cordara che si era fermato a quota 24,65 km/ l quanto per il fatto che con un poco di attenzione nella guida si possono letteralmente demolire i costi al chilometro per chi fa commuting urbano.

Se il dato ottenuto vi sembra impossibile sono pronto a replicare la prova anche con il tappo sigillato da un notaio. Concludo dicendo brava Honda, che con la NC700X ha fatto un buon lavoro, ma soprattutto ora, sotto a chi tocca!

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