Ho ancora in mente quella visita, 15 anni fa, allo stabilimento Aprilia. All’interno di un capannone mi mostrarono una cosa “strana”. La base era una RSVMille, ma aveva un manubrio alto e un cupolino “strano” non fissato al manubrio ma direttamente al telaio. La aveva “pensata” un tedesco -Klaus Nennewitz-. Normale, perché in Germania era piuttosto comune montare un manubrio da cross su moto supersportive.

La Tuono Fighter è la bisnonna della Tuono 1100 Factory, dopo di lei il mondo delle naked non è stato più lo stesso

Con queste “streetfighter” i tedeschi ci viaggiavano in tutta Europa, unendo i vantaggi di una guida più rialzata, quelli del braccio di leva più favorevole offerto dal manubrio largo e quelli di una ciclistica sportiva. Nasceva così la Tuono Fighter, la prima Streetfighter di grande serie. Prima e allora unica, ha tracciato una strada che poi altri hanno seguito, ma nel frattempo lei si è sempre evoluta negli anni, ha cambiato forma e sostanza, è passata dal V2 al V4 ma non ha mai tradito la sua vocazione: emozionare nella guida stradale, andare molto forte in pista, unendo due mondi apparentemente inconciliabili.

Il percorso evolutivo della Streetfighter Aprilia non è ancora terminato, la nuova Aprilia Tuono 1100 2017 arriva a migliorare una moto che a detta di molti non poteva essere migliore. Anche in questo caso la “scusa” è l’aggiornamento all’Euro 4 e naturalmente molte delle novità sono in comune con la RSV4 2017, come è normale che sia, considerando che una è la declinazione non carenata dell’altra.

DUE VERSIONI

Le due versioni confermate RR e Factory, possono contare sul pacchetto APRC (Aprilia Performance Ride Control) evoluto e integrato: alle nuove mappature sviluppate per i principali controlli come il Traction e il Wheelie, riviste per migliorarne l’efficacia, si affiancano l’Aprilia Quick Shift (cambio elettronico) attivo anche in scalata e a gas aperto, l’esclusivo Aprilia Pit Limiter per limitare la velocità in corsia box (ma anche in altre situazioni), e l’Aprilia Cruise Control per i trasferimenti a velocità costante. Parte dei miglioramenti nella gestione dinamica dipende dalla posizione rivista della piattaforma inerziale (comune a quella della RSV4 2017). Collocata sotto la sella in posizione inclinata, riesce a leggere meglio il “pitch” (l’angolo di impennata in termini semplici) gestendo il wheelie in modo più preciso. Nuovi l’acceleratore Ride By Wire (-590 grammi perché non usa più cavi), la strumentazione digitale (comune con quella della RSV4 e la V4-MP (opzionale), il software di acquisizione dati che consente, tra le altre cose, di tarare in pista il traction control corner by corner ora accetta i comandi vocali e permette di gestire le telefonate in entrata e in uscita.

TRE MAPPATURE, TUTTE FULL POWER

Le mappe (Sport, Track e Race) del motore V4, offrono tutte la piena potenza dichiarata (175 cv a 11.000 giri), e sono state riviste soprattutto nella gestione del gas e del freno motore mentre, come per la RSV4, la centralina di controllo motore e l’impianto di scarico (con valvola a ghigliottina brevettata per gestire al meglio l’abbattimento del rumore per l’Euro4) sono nuovi. L’arrivo dell’ABS Cornering di Bosch garantisce frenate sicure anche in curva. Sulla versione Factory oggetto della nostra prova arriva di serie la forcella Öhlins NIX più leggera (-400 grammi) e con una idraulica evoluta e miglior controllo in compressione. Tutto questo consente di utilizzare molle con K inferiore e quindi gestire al meglio il lavoro sulle asperità dell’asfalto senza perdere il sostegno quando si spinge. La forcella completa un pacchetto comprensivo di ammortizzatore posteriore e ammortizzatore di sterzo sempre Ohlins. Dischi freno da 330 mm (altra novità), pinze Brembo M50 monoblocco e nuova pompa radiale sono in comune alle due versioni. La Factory in quanto modello elitario di elitario ha anche il prezzo: 18.190 euro, un sacrificio che pesa meno una volta che si prova la moto…

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