“All for freedom, freedom for all”. La prova della nuova gamma Softail comincia così, all’insegna di un motto indiscutibilmente americano. Oltre alle suggestioni culturali, però, c’è altro: otto modelli del tutto inediti, progettati ex novo per essere attuali oggi e soprattutto domani. Nel futuro di Harley-Davidson, infatti, ci saranno 100 nuovi modelli in 10 anni. Numeri che dicono molto sul fatto che la Motorcompany, come la chiamano a Milwaukee, stia cambiando per diventare più globale (“Riding Globally”): cambiano i motociclisti e di conseguenza le moto. E due milioni di potenziali nuovi clienti aspettano di guidare una Harley-Davidson.

Noi l’abbiamo fatto con le nuove Softail, lungo le strade tutte curve dell’entroterra di Barcellona. Per la stampa europea Harley ha portato quattro degli otto nuovi modelli, i più interessanti tra le novità 2018: Heritage Classic 114, Street Bob, Fat Bob 114 e Breakout 114. Tre di questi (Heritage Classic, Fat Bob e Breakout) sono disponibili anche nella cilindrata “base” 107, uno nella sola cilindrata 107, ossia lo Street Bob.

Tutto è nuovo: il telaio, le sospensioni, il motore Milwaukee-Eight con doppio albero di bilanciamento, il design. Perché quello delle nuove Softail è il più importante progetto di sviluppo nella storia H-D, addirittura più imponente del Rushmore, che ha rivoluzionato la gamma Touring. Il punto di partenza sono stati i motociclisti, oltre tremila intervistati in ogni parte del mondo, Italia compresa, per comprenderne meglio necessità e desideri. Chi guida Harley vuole comfort, sonorità meccanica e di scarico, equilibrio nella guida, sospensioni adatte a tutte le situazioni, design e tradizione.

Il telaio è stato disegnato partendo da un foglio bianco, come non succedeva dal 1984. La struttura principale è più rigida del 65%, mentre con il forcellone, anch’esso inedito, si chiude a quota +34%. L’aspetto è quello dei telai Softail del passato ma il peso è stato ridotto fino al 20% a seconda dei modelli. Tre le varianti di inclinazione del cannotto di sterzo, dai 28° del Fat Bob ai 34° della Breakout, passando per i 30° della Heritage Classic. Sulla Breakout, che monta lo pneumatico posteriore 240, il telaio è anche più largo e la trasmissione primaria spostata all’esterno.

Heritage Classic 2018

Il telaio è formato da circa metà dei pezzi rispetto al passato, con il 22% di saldature in meno. I due nuovi forcelloni, progettati rispettivamente per pneumatici larghi e stretti, pesano 5,89 kg (-15%) e 8,16 (-20%) in meno di quelli che sostituiscono. La sospensione posteriore abbandona lo schema con ammortizzatore a trazione sotto il motore per un più tradizionale ed efficace cantilever a collocazione centrale, che trova posto dove precedentemente era alloggiato il serbatoio esterno dell’olio motore, ora contenuto nel basamento. L’ammortizzatore Showa è regolabile nel precarico della molla, con diverse soluzioni di intervento: tramite pomello esterno (ad esempio sul Fat Bob) oppure mediante registri sotto la sella. La forcella, anch’essa Showa, è del tipo DBV (Dual Bending Valve), la cui efficacia è stata sperimentata sulla gamma Touring fin dallo scorso anno.

Fat Bob 2018

Il motore è fissato in modo rigido al telaio: proprio per questo monta per la prima volta sulla piattaforma Milwaukee-Eight due alberi di bilanciamento collegati tramite ingranaggi e progettati per ridurre in modo significativo le vibrazioni. Due le cilindrate: 107 (1.745 cc) e 114 pollici cubi (1.868 cc), con la cilindrata maggiore prevista per specifiche versioni di Fat Boy, Fat Bob, Heritage Classic e Breakout. Il raffreddamento delle teste è a olio, con radiatore anteriore centrale posto nella culla del telaio.

Il nuovo telaio, qui sullo Street Bob 2018

Il V2 più potente mai montato sui modelli Softail è del 10% più rapido in accelerazione rispetto al 103 sulla base 0-60 mph/h già nella cilindrata 107 (1.745 cc); nella cilindrata 114 (1.868 cc) fa meglio di un ulteriore 9% rispetto al 107.