Prova KTM 125 Duke 2017

13 giugno 2017 - 14:06

La Duke 125 è una moto importantissima per KTM, da quando è entrata a far parte della famiglia delle moto di Mattighofen si è piazzata in testa alle vendite del segmento 125 e non è più stata scalzata, nonostante la concorrenza sia diventata molto più numerosa e agguerrita. Oggi la piccola Duke se la deve infatti vedere con Yamaha MT-03, Aprilia Tuono, per restare nel segmento, oltre alle più classiche sportive carenate che popolano il mondo delle 125 moderne. La Duke è stata una moto “di rottura”, ha sdoganato le naked in un segmento che vedeva solo motard enduro e sportive, ha portato qualità e dimensioni generose. KTM ha quindi centrato perfettamente la ricetta per avere successo in questa cilindrata: linea giovane e aggressiva, motore pimpante e un brand che fa della sportività il suo punto di forza. La 125 Duke vendeva ancora benissimo, tuttavia KTM ha rinfrescato linea e tecnica della sua piccola best seller. Ancora più aggressiva (e più vicina all’ammiraglia 1290 Super Duke), ancora più tecnologica.

LIVE
Con il nuovo model year l’ottavo di litro austriaca introduce, infatti, numerose novità, a partire da sovrastrutture completamente inedite. Il cupolino ha un taglio più appuntito, ospita ora un faro a LED e la sua forma trova continuità nel nuovo serbatoio in metallo da 13,4 litri. Il codino completa degnamente il quadro e spara deciso verso l’alto, ricordando senza mezzi termini quello della sorella maggiore. A sorreggerlo è un nuovo telaietto ausiliario in acciaio, imbullonato al traliccio principale.
STRUMENTAZIONE TFT

Tra le chicche della KTM 125 Duke 2017 spiccano poi la nuova forcella WP con steli da 43 mm, e la strumentazione digitale con schermo TFT che può anche interfacciarsi con lo smartphone grazie al kit opzionale KTM MyRide e mostrare per esempio le chiamate in arrivo. Quanto al motore, è confermato il monocilindrico da 15 cv, aggiornato però con Ride By Wire per rientrare nei limiti della normativa Euro 4. La 125 Duke 2017 ha un peso dichiarato di 137 kg e ha l’ABS di serie.

Nei 4.600 € richiesti per l’acquisto, la piccola Duke, infatti, mette tanta qualità e soluzioni da vera moto adulta. E visto che siamo in tema di promozioni (scolastiche) un bel giretto con papà da un dealer KTM non ci starebbe male. No?

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RIDE
Le chiavi del successo della Duke 125 le comprendi quando sei in sella. Ha dimensioni importanti, perfette per le stazze oversize degli adolescenti dei giorni nostri, non è poi tanto più piccola di una 690 Duke, ma al tempo stesso è snella e con una sella che consente anche a chi non è un gigante di poggiare bene i piedi a terra. È matura ma non intimorisce, quindi, perfetta per il primo approccio. Inoltre con il nuovo restyling è appare ancora più “matura” tanto che uno dei miei colleghi l’ha inforcata al volo accorgendosi solo dopo che era una 125 e mi è capitato più di una volta di essere fermato per Milano e sentirmi chiedere se era “il nuovo 690”. Certo con quel cruscotto li, è facile sbagliarsi. Esagerato! La forma esterna troppo squadrata non rende giustizia al contenuto. Bella la grafica, completissime le informazioni fornite. Molte medie cilindrate invidiano la piccola Duke in questo campo.
MEGLIO LA COPPIA

Il monocilindrico KTM lo conoscevamo già e anche nella versione Euro4 conferma caratteristiche a qualità. Rientra al limite nella legge dei 15 cavalli gira bene prende i giri volentieri e allunga fino agli 11.000 giri con grinta e con un sound allo scarico che ora si è fatto più ovattato che in passato. La potenza è quella, inutile girarci intorno, ma la Duke piace per come la eroga. Perché in KTM hanno cercato coppia piuttosto che regimi stellari. Per questo motivo la 125 Duke ha una erogazione piacevole, consistente anche ai medi per cui non occorre tirare il collo a tutte le marce per andar via spediti, come invece accade su qualche concorrente, in alto (oltre gli 8.000 più o meno c’è anche un cambio di carattere che dona al mono KTM un temperamento sportivo) il limitatore a 11.000 giri indicati (agli alti regimi arriva anche qualche vibrazione) smorza le velleità chiude i giochi. I rapporti sono ben spaziati tra loro, solo la sesta sembra un filo lunga e fa “cadere” parecchio i giri, ma in ogni caso il motore la “tira” senza problemi e quello che ho potuto rilevare è che i 110 km/h (veri rilevati da GPS) si raggiungono sia da solo sia in coppia, il motore quindi convince sotto tutti i punti di vista
LA CICLISTICA DELLA DUKE È OK

La ciclistica ci piaceva prima e ci piace anche ora buona la taratura della forcella, ottima anche per come trasmette al pilota ciò che accade nell’interfaccia asfalto/pneumatico (ora gli ottimi Metzeler Sportec) mentre il monoammortizzatore si è rivelato un po’ sfrenato. La moto è agile, leggera, mai nervosa e soprattutto dà molta fiducia e ha una ciclistica divertente, con una luce a terra degna di nota. Anche la frenata è di ottimo livello, l’impianto marchiato ByBre (marchio “entry” di Brembo) non delude anche a livello di potenza che mi è sembrata migliore rispetto a quella delle Duke precedente. Alla fine il progetto Duke 125 ulteriormente evoluto è ancora più convincente, la naked KTM è ancora oggi la meno cara del segmento ma ha una qualità premium, un design che colpisce e dotazioni molto ricche. Il fatto che abbia incrementato le vendite nei primi 5 mesi dell’anno non stupisce affatto…

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