Prova Yamaha NMax e D’elight 125, quale scegliere?

Sono due modi in cui Yamaha interpreta la ricetta per risolvere i problemi della mobilità urbana, diventati ancora più evidenti a causa della pandemia. D’elight è essenziale, leggerissimo e accessibile. NMax punta su maneggevolezza, piacere di guida e versatilità.

Vita a bordo

Pratico, facile e accessibile – se vogliamo condensare in solo tre aggettivi le sue qualità – tratteggiano l’identikit del D’elight. Per padroneggiare la città queste sono doti indispensabili, e si apprezzano ancor più quando sono abbinate a un motore generoso e brillante. La ciclistica, discreta, ha nelle sospensioni l’anello debole, evidenziato anche dalle ruote di piccolo diametro e dalle gomme di sezione contenuta. Certo, le strade di Firenze sono tutt’altro che impegnative, ma quelle di Milano e Roma sono anche peggio, e il D’elight è nato per vivere proprio nelle nostre metropoli. La strumentazione è essenziale e analogica, ma chiara e ben leggibile e, personalmente, trovo che ci stia proprio bene lì, in mezzo al manubrio. Ah, e poi ci sono l’asso e il tre di briscola: i quasi 50 km/l e i 2.649 euro del prezzo di listino.

Il vano sottosella da 36 litri e la pedana piatta sono una manna e sul D’elight ci puoi caricare davvero di tutto, dalla borsa della palestra, alla spesa, alla cassetta dell’acqua, alla gabbia con il gatto… Peccato manchi una presa USB

Ci vogliono invece 600 euro di più per portare a casa l’NMax, ma si tratta comunque di un prezzo interessante di 3.299 euro, ben giustificato dal ricco equipaggiamento. Una sostanza che si rispecchia anche nelle prestazioni: non tanto in quanto a brillantezza del nuovo motore Euro 5, superiore di poco a quello del D’elight, quanto a feeling di guida. La ciclistica è un passo sopra a quello del fratellino, grazie alle ruote da 13″ con gomme più dotate, sebbene le sospensioni siano poco più che soddisfacenti (la coppia di ammortizzatori Öhlins optional è forse un po’esagerata…). Il risultato è che, se i + 30 kg di peso si percepiscono nelle manovre e quando si fa lo slalom fra le auto in colonna, scompaiono quando la velocità aumenta, grazie alla maggior stabilità e precisione di guida. I due dischi dell’impianto frenante e l’ABS eseguono bene il loro lavoro. I consumi, questa volta constatati di persona sono stati di 3,2 l/100 km. La sua indole più versatile è suggerita anche dal piccolo flyscreen, che toglie un po’ di aria dal busto.

Grazie all’app MyRide e connessi via Bluetooth, si visualizzano sul display chiamate in entrata e messaggi. Ma è anche possibile registrare i dati di viaggio, localizzare lo scooter e controllare il meteo. L’NMax ha una presa da 12v alloggiata in un vano che però è privo di sportellino

Pregi e difetti