NIU NQi GTS, nato per la città

70 km/h di velocità massima, due batterie, autonomia fino a 170 km. L’ultimo arrivato di NIU riuscirà a conquistare la città?

C’è fermento nel mondo degli scooter elettrici e i numeri del mercato lo confermano. Il merito si divide fra le Case, che stanno proponendo modelli finalmente accattivanti oltre che efficienti, e gli incentivi statali (qui una panoramica dei più economici, con Ecobonus). Ora, possedere uno scooter elettrico non è solo conveniente sotto l’aspetto dei costi di gestione, ma anche come investimento d’acquisto.

MONDO A COLORI

Una doverosa presentazione. NIU Technologies è una società cinese – quotata al NASDAQ -, leader nel mercato delle due ruote con batterie al litio (per dare l’idea, nel mondo circolano più di un milione di scooter con il suo marchio). In catalogo ha sette famiglie di veicoli, di cui l’NQi GTS è il più recente, nonché quello più in linea con i gusti e le tendenze, sia estetiche sia di prestazioni, del nostro mercato.

POWER UNIT

A muovere il NIU NQi GTS è un motore sviluppato in collaborazione con Bosch, da 3.000 W nominali di potenza, posizionato nella ruota posteriore. A nutrirlo ci sono due pacchi batteria Panasonic agli ioni di litio 60V-35Ah, per un totale di 4.200 Wh. Pesano 11 kg ciascuno, sono amovibili e possono quindi essere ricaricati anche da una normale presa domestica.

TUTTO SOTTO CONTROLLO

Essenziale è l’aggettivo che meglio descrive il nuovo GTS. Comunque, sebbene non sia molto, tutto ciò che c’è è ben fatto. Come il display, grande e chiaro, che cambia colore a seconda della modalità di guida selezionata ed è di facile lettura in tutte le condizioni di luce. In bella vista ci sono velocità e livello di carica delle batterie. Sarebbe stato più pratico avere sott’occhio l’autonomia residua in km, purtroppo consultabile solo attraverso l’app NIU, che permette di controllare 17 diversi stati del veicolo come posizione, cronologia di guida, stato del veicolo e statistiche di alimentazione in tempo reale, oltre a diagnostica, allarmi antifurto e assistenza post-vendita.

IN SELLA

Il NIU è molto compatto e un umano intorno al metro e ottanta, come me, ci sta al pelo. Se poi si accoglie anche un passeggero, per concedergli spazio a sufficienza è necessario sedersi ancora più in punta. A proposito di sella, la parte terminale posteriore è un po’ cedevole. Restando sempre in zona, quando il vano sottosella è occupato dalla seconda batteria, la capacità di stoccaggio è ridotta al lumicino e più di un lucchetto e un antipioggia è difficile stivare.

ECO, MA NON TROPPO…

Il NIU NQi GTS offre tre modalità di guida: e-Save, Dynamic e Sport. La prima limita a 25 km/h la velocità massima e massimizza dunque l’autonomia, l’ultima libera tutta l’energia e spinge fino a 70 km/h, quella di mezzo, pensata come ideale per la guida urbana, permette di muoversi fino a 45 km/h.
In un giorno intero di guida sulle strade di Milano la percentuale di utilizzo dei tre diversi riding mode è stata 60% Dynamic, 38% Sport e 2% e-Save… La modalità più “eco” è, in effetti, eccessivamente morigerata e guidare a 25 all’ora, anche se il traffico è denso, diventa frustrante.

PAVÉ E DINTORNI

Le ruote da 14″ sono il giusto compromesso fra agilità e stabilità, tenuto anche conto che una delle due batterie è posizionata sotto la pedana e contribuisce ad abbassare il baricentro. Peccato che le sospensioni non siano all’altezza dei pavé e delle rotaie di cui Milano è ricca: la capacità di assorbire, soprattutto della forcella, è limitata e le vibrazioni trasmesse al manubrio sono fastidiose. Buoni invece i freni, con l’impianto assistito dal sistema CBS, che ripartisce la frenata fra avantreno e retrotreno, per aumentarne l’efficacia.

I comandi sono semplici. Ho apprezzato la presenza del cruise control, il cui utilizzo è intuitivo e demandato a un solo pulsante, posizionato sul blocchetto di sinistra. Utile il supporto per lo smartphone, che si sposa con la presa USB sullo scudo, che mi ha permesso di usare il navigatore per una mattinata intera senza consumare la batteria del telefono.

Foto Martina Folco Zambelli – HLMPHOTO