Metzeler Sportec M9R su BMW S1000RR

Prova Metzeler Sportec M9 RR

Pneumatici stradali sportivi nel più puro senso del termine, i nuovi Sportec M9RR alzano non poco l’asticella delle prestazioni in pista e sul bagnato. I punti di forza? Un anteriore “saldato” al terreno e una grande omogeneità di funzionamento

28 febbraio 2020 - 17:48

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Il quaranta percento degli pneumatici moto venduti nel mondo appartiene alla cosiddetta categoria “Supersport”. Pneumatici lo dico sempre difficilissimi da costruire perché devono soddisfare le esigenze più disparate. L’utente tipo vuole che queste gomme facciano tutto bene: per soddisfarlo servono prestazioni elevate su strada e adeguate in pista. Servono maneggevolezza, ottimo grip sul bagnato e ovviamente una “vita” interessante. Non è facile, soprattutto se consideriamo il fatto che gomme come queste le puoi montare praticamente su moto di qualsiasi tipo, dalle leggere 300-400 (160 kg e una cinquantina di cavalli) alle 1000 Superbike (200 kg e 210 cv), passando per naked, maxi naked, sport touring e crossover (170 cv e 250 kg…).

Incredibilmente, chimici ed ingegneri trovano alla fine sempre la soluzione giusta, e scoprire quanti passi avanti si facciano ogni volta che debutta un nuovo prodotto ha, per me, davvero dell’incredibile. In Metzeler giurano che con il nuovo Sportec M9RR sono riusciti a creare una nuova generazione di gomme sportive stradali. Bene, ho voluto provarle su quante più moto possibili per capire se hanno ragione.

LA TORTA È GROSSA

Proprio così, se costruisci pneumatici moto e non sei in questo segmento sei un pazzo. Ma esserci non significa vincere, perché è proprio questo segmento quello in cui i big combattono una guerra senza esclusione di colpi. Una guerra fatta di mescole, profili, soluzioni innovative. Metzeler che, giova ricordare, è l’unico marchio al mondo a produrre solo ed esclusivamente pneumatici moto, aveva già un ottimo prodotto in gamma lo Sportec M7RR (RR sta per Road Racing, disciplina che la casa dell’elefantino sfrutta per sviluppare nuove soluzioni), ma con il nuovo Sportec M9RR ha voluto fare un vero e proprio salto generazionale. Non solo come prestazioni pure, ma anche come versatilità. Il modo migliore per riuscirci è stato mantenere i punti di forza come l’utilizzo della cintura di acciaio a zero gradi, migliorando la dove il progresso ha portato novità, nelle strutture, nel disegno del battistrada, comunque tipicamente Metzler, nei profili e soprattutto nei materiali.

NUOVI MATERIALI, NUOVE SOLUZIONI

Già, proprio i materiali, le mescole in particolare, sono sempre soggetti a una evoluzione senza sosta. La Metzeler Sportec M9RR è una gomma stradale sportiva, nasce per andar forte su strada e assecondare la guida sportiva, vero, ma anche per andare bene sul bagnato. Per questo motivo in Metzeler hanno optato per la soluzione bimescola sia al posteriore, e questo poteva essere scontato, sia all’anteriore. E questa è una novità.

BIMESCOLA 2.0

Secondo I tecnici Metzeler con le M9RR debutta una nuova generazione di bimescola. Le suddivisioni tra le mescole sono diverse tra anteriore e posteriore (33-33-33 per anteriore, 37,5-25-37,5 per il posteriore) e tutte le mescole sfruttano la silice per funzionare al meglio con freddo e bagnato. La tecnologia Cap & Base prevede che la mescola dura, presente al centro si infili sotto a quella morbida, ai lati, per migliorare la stabilità ed evitare discontinuità di comportamento, un fattore, questo a cui i tecnici Metzeler hanno dedicato particolare attenzione. A cambiare è anche la struttura della carcassa, confermata come detto la cintura in acciaio a zero gradi, sono invece nuove le tele trasversali che prevedono filamenti di Kevlar più rigidi (si parla del 25 %) ma più distanziati tra loro (come se ci fosse un pettine con denti più lontani), una soluzione scelta per migliorare il sostegno senza penalizzare il comfort.

INTAGLI STRADALI, MA LA SPALLA È SLICK

Il rapporto pieni vuoti non estremo (circa il 9-10%) certifica il fatto che siamo al cospetto di una gomma sportiva stradale (il Diablo Rosso Corsa II ad esempio si spinge quasi al 6%). Ma ci sono aree più piene e aree più vuote. Gli intagli sono più fitti nella zona che lavora sul bagnato -attorno ai 35 gradi di piega- e poi si diradano verso l’esterno scendendo al 4%, per arrivare alla spalla che è praticamente slick.

CHE PRESSIONI?

Pressioni da libretto per lei, mi raccomando, sono gomme stradali per cui non nascono per sopportare pressioni troppo basse, anche in pista. In questo video vi spiego il perché.

RIDE

Inizio la prova cercando di posizionare gli Sportec M9 RR nel mercato. Restando nella famiglia del gruppo Pirelli filosoficamente il nuovo Metzeler si allinea al Diablo Rosso III ma vi dico subito che come prestazioni avvicina il Rosso Corsa II piazzandosi un po’ in mezzo tra i due. Logico, visto che il Rosso III per quanto eccellente è uno pneumatico con qualche anno di servizio e chimica e strutture non smettono mai di crescere. Gli pneumatici Metzeler comunque li riconosci ad occhi chiusi: hanno un carattere inconfondibile per come si comportano su strada e il nuovo Sportec M9RR non fa differenza. Stabilità e la prima parola che mi viene in mente per descrivervi il nuovo nato perché proprio attorno alla grande stabilità che l’anteriore è capace di offrire in ogni condizione di guida e con ogni tipologia di moto che l’M9RR riesce a giocarsi le carte migliori. Caratteristiche ottenute spingendo molto sulla tecnologia bimescola di ultima generazione.

BENVENUTA SICUREZZA

Tondo nel comportamento, né troppo veloce né troppo lento semplicemente giusto nella velocità di esecuzione l’anteriore spicca per la sua capacità di parlare con il pilota ma soprattutto di rassicurarlo lasciandogli il manubrio sempre fermo tra le mani. L’Ascari, vero e proprio parco giochi per abbienti appassionati di auto e moto, è un circuito perfetto per capire queste cose, perché ha settori in cui l’anteriore è molto impegnato, vuoi da una frenata a moto inclinata, vuoi da drastici cambi di pendenza che schiacciano forcella e pneumatico o alleggeriscono l’avantreno fino a sfiorare il suolo. Ed è qui che  le Metzeler convincono. Freno in mano inserimento, nessun movimento e quando rilasci la leva la linea viene mantenuta perfettamente consentendoti di aprire subito il gas.

TIENE LA LINEA

La spinta laterale, ovvero quella che ti consente di chiudere le linee anche giocando solo con il gas è eccellente e soprattutto ben bilanciata tra i due assi così che non si ha mai la moto sottosterzante in percorrenza e poco in deriva in accelerazione, perché -sempre considerando che siamo al cospetto di pneumatici stradali- il posteriore di grip ne ha parecchio.

SUL BAGNATO

L’omogeneità di comportamento si evidenzia anche sul bagnato dove la moto resta piacevolmente neutra e percorre veloce trasmettendo solo qualche micromovimento quando si esagera con la piega andando a superare la zona ottimale di lavoro degli intagli (segno questo che di feeling ne dà parecchio). La bontà del grip offerto è sottolineata dalla scarsa attività dei controlli, soprattutto dell’ABS, poco chiamato in causa anche su moto non supersportive che non montano ABS racing e che quindi sono più sensibili.

GRIP NE ABBIAMO?

Ho parlato molto dell’anteriore, perché onestamente è stato quello che mi ha impressionato di più, ma è ovvio che di tutto questo bel guidare è ovviamente parte in causa anche il posteriore, che lavora in modo simbiotico con quando accade all’avantreno, seguendolo fedelmente in ogni fase della guida, dimostrando di saper reggere senza troppi patemi anche la spinta prepotente di un 1000 superbike (al massimo qualche lieve movimento in accelerazione a moto inclinata), e di bersi come un bicchiere d’acqua fresca l’erogazione pur convinta di una media cilindrata (con il 180/55) che non riesce proprio mai a metterlo in difficoltà. Tutto questo mostrando un tempo di warmup molto rapido (meno di un giro e spingi forte) e un’usura molto regolare e senza evidenti segni di discontinuità come accade per parecchi pneumatici bimescola sul mercato.

LA STRADA NELLE MANI

Anche la strada conferma quanto rilevato in pista e sul bagnato, la sensazione rassicurante di “avere la ruota in mano” non viene mai meno, sulle strade (perfette, va detto) nei dintorni di Ronda viene facile pennellare le traiettorie fidandosi di un’anteriore che trasmette sempre la sensazione di grande appoggio. E anche in questo caso lo sterzo è sempre ben saldo tra le mani.

BENE SUI COLPI

Le nuove strutture hanno portato a un comportamento che asseconda molto gli istinti della guida veloce, senza però penalizzare troppo l’assorbimento dei colpi, che anzi devo dire è degno di nota, perché le asperità dell’asfalto vengono digerite molto bene e non vengono rimandate al pilota. Il che dopo una giornata di guida significa arrivare a casa meno stanchi.

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