Prova Goodyear Eagle F1 SuperSport

Abbiamo provato il nuovo pneumatico Ultra High Performance sul circuito Ascari. Calzato su supercar d'eccezione come Ferrari 488 GTB e Porsche 911 GT3 RS: ecco come è andata

15 aprile 2019 - 12:34

Comincio con una banalità: i pneumatici sono fondamentali. Perché sono l’unico punto di contatto fra l’auto e il suolo. E sono loro ad avere un ruolo primario nel creare quella magia che tutti noi definiamo, più comunemente, piacere di guida. Specie se si parla di supercar: Goodyear lo sa bene ed è per questo che mi ha fatto provare sul circuito Ascari, nel sud della Spagna, il nuovo Eagle F1 Supersport. Un pneumatico ad altissime prestazioni (UHP, in gergo), che si rivolge a chi – beato lui – si può permettere una Ferrari 488 GTB, una Porsche 911 GT3 RS o, tanto per aggiungerne una terza, una nuova Alpine A110.

Gamma divisa in tre

In realtà, la gamma del Goodyear Eagle F1 Supersport si divide in tre: si parte con la versione, diciamo così, base, che è pensata esclusivamente per l’impiego stradale. Poi, si sale con il Supersport R, a metà tra la strada e la pista, per arrivare al Supersport RS, omologato per circolare sulla pubblica via ma completamente votato alle prestazioni su circuito. Tutti e tre, comunque, hanno nel mirino due doti fondamentali: un ottimo feeling con lo sterzo e una frenata da riferimento.

Supersport

Il Goodyear F1 Supersport, disponibile in misure da 18” a 21”, sfrutta una doppia mescola (tecnologia Dual Plus) che vuole ottimizzare le prestazioni sia su asciutto, sia su bagnato. Ma anche un fianco della carcassa particolarmente resistente, per migliorare stabilità, precisione di sterzata e maneggevolezza. Infine, intagli ridotti sulla parte esterna del battistrada, per un maggior grip in curva.

Supersport R

Lo step successivo si chiama Goodyear Eagle F1 Supersport R, che si riconosce a prima vista per un disegno ancora più pieno sulla parte esterna del battistrada e per la presenza di “ponticelli” in gomma che migliorano la precisione di guida quando il gioco si fa duro. L’impronta a terra ottimizzata per una migliore distribuzione della pressione affina la precisione di sterzo, mentre la costruzione della carcassa evita le deformazioni, in ottica di una maggiore stabilità alle alte velocità.

Supersport RS

Infine ecco il Goodyear Eagle F1 Supersport RS – non presente nella prova – che grazie al disegno con meno intagli e alla speciale mescola derivata direttamente da quella delle competizioni si è guadagnato il diritto di poter essere calzato da due mostri sacri come le Porsche 911 GT3 RS e GT2 RS. Esauriti i “convenevoli” tecnici, è ora il momento di darci dentro in pista. Protagoniste, Ferrari 488 GTB, Porsche 911 GT3 RS, Alpine A110.

Ferrari su asciutto

Parto dalla prova di handling su asciutto con la 488 GTB e i Goodyear Eagle F1 Supersport: affiancati da un pilota, si compie mezzo giro del circuito, compresa l’interessante chicane alla fine del rettilineo principale e un paio di curve veloci da raccordare. Tre giri buoni, per capire che – anche in versione “base” – questi pneumatici possono essere montati anche su una supercar da 670 cv come la GTB senza patemi. La precisione di sterzo è notevole, così come la linearità di risposta e la resistenza al surriscaldamento. Le reazioni – anche grazie alla sopraffina elettronica della 488, va detto – sono lineari e le sporadiche perdite di aderenza sempre omogenee. Solo alla fine della sessione l’auto perde un filo di precisione: inevitabile, visti i cv e i Nm in gioco.

Alpine su bagnato

Alpine A110 – blu: potrebbe essere altrimenti? – e Supersport in misure più piccole (205/40 R18 e 235/40 R18) per vedere come si comportano questi Goodyear con auto più da comuni mortali. E una variabile in più: il bagnato. Oltre ad una potenza (252 cv), un’elettronica e sospensioni che non sono proprio quelli della supercar di Maranello. Il tratto di curve è di quelli veloci, dove soppesare attentamente i movimenti di sterzo e acceleratore: anche così, l’ESP entra che è una meraviglia (spesso “calando la mannaia” in modo fin troppo deciso). Ma il passaggio asciutto-bagnato non scompone più di tanto il grip offerto dei Supersport, che si comportano bene soprattutto in frenata. Anche in questo caso, ottima la direzionalità: ad azione impressa sulla corona del volante, corrisponde adeguata reazione dei pneumatici anteriori.

Porsche per concludere

Dulcis in fundo, la Porsche 911 GT3 RS e quattro Goodyear Eagle F1 Supersport R. Pacchetto Weissach di alleggerimento incluso. Un oggettino che incute timore già da fermo, nel suo verde vipera, forte di 520 aspirati cv, capaci di urlare oltre gli 8.000 giri. I collaudatori sono chiari: “scalda bene le gomme prima di darci dentro e porta la frenata “nella” curva, senza lasciare troppo velocemente il pedale centrale”. Il teatro è la parte finale dell’Ascari, con un curvone parabolico a sinistra e una destra velocissima, condite con un paio di chicane. Capire dove finisce la magia della GT3 RS e dove inizia quella dei Supersport R è cosa quasi ultraterrena: di certo, la leggendaria precisione e la sensibilità di sterzo della 911 sono salve, anche grazie alle doti degli Eagle F1 Supersport. Resta da sciogliere il giudizio solo sulla resistenza all’usura: in queste occasioni, i giri concessi sono sempre, irrimediabilmente, troppo pochi.

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