Prova Aprilia Tuono V4 1100 Factory

Costa 18.990 euro f.c. ed è l'evoluzione finale della hyper naked più amata in Europa. Esaltante la guida, funzionali le sospensioni semiattive

26 aprile 2019 - 12:12
Potenza massima
175 cv
Coppia massima
121 Nm
Peso a secco
185 kg

Non sono molti i modelli di moto che mettono d’accordo tutti, o quasi: uno di questi è senza dubbio l’Aprilia Tuono, che fin dal 2002 – come bicilindrica – ha saputo costruirsi, nelle varie versioni, l’aura di moto senza compromessi, grazie alle sue straordinarie qualità dinamiche. Presentata nella sua versione 2019 all’Intermot di Colonia, pochi mesi fa, l’attuale Aprilia Tuono V4 1100 Factory  è il punto di arrivo di un percorso di evoluzione che ne fa probabilmente l’edizione finale, almeno per come la conosciamo. Non manca molto, infatti, all’introduzione della normativa Euro 5, che inevitabilmente richiederà interventi sul motore e sullo scarico.

L’occasione sarà propizia per rivedere il design, talmente fedele a se stesso da poter essere considerato un classico: l’ispirazione, infatti, risale addirittura alla sportiva RSV4 di dieci anni fa. Non che la Tuono V4 appaia superata ma di sicuro buona parte della concorrenza ha aderito a stilemi più contemporanei, a cui peraltro potrebbe contribuire, ad esempio, l’adozione da subito di gruppi ottici LED. La versione Factory, a differenza della RR, toglie il dubbio in merito a grafica e colori, visto che è proposta in una sola combinazione, con la grande scritta Aprilia a suggellare la vocazione racing della moto.

La principale novità del modello 2019 è l’arrivo – solo sulla Factory – delle sospensioni semiattive Öhlins Smart EC 2.0, già viste in azione, con ottimi risultati, su alcune supersportive come la Yamaha R1 M o la Honda CBR1000RR Fireblade. Il sistema è basato sulla logica OBTI (Objective Based Tuning Interface): in modalità semiattiva utilizza i dati della piattaforma inerziale e dell’ABS per modificare in continuo, tramite motorini elettrici passo passo, la regolazione idraulica in compressione e in estensione di forcella e ammortizzatori; il precarico della molla resta manuale.

Sono tre le modalità semiattive, contraddistinte dai nomi A1 Track, A2 Sport e A3 Road, intuitivamente dedicati ad altrettante, tipiche situazioni d’uso. In modalità A2 e A3 i parametri personalizzabili sono quattro ma diventano addirittura sei in modalità A1: smorzamento anteriore (front firmness), smorzamento posteriore, Brake Support (affondamento in frenata), Acceleration, Mid Corner e Steering Damping (ammortizzatore di sterzo).

In funzionamento manuale le modalità sono M1 Track, M2 Sport e M3 Road, ma qui il riferimento è a tre set di regolazione, personalizzabili dal pilota ma che non vengono modificate dal sistema durante la guida. In pratica le modalità manuali rispetto alle sospensioni standard permettono di utilizzare un “cacciavite elettronico” con cui intervenire sull’assetto. Da non dimenticare che in movimento il sistema Smart EC 2.0 non permette passaggi di modalità (tra semiattive, tra semiattive e manuali) né alcun tipo di regolazione; per motivi di sicurezza la gestione delle sospensioni deve avvenire a moto ferma. La corsa della forcella con tecnologia NIX è cresciuta da 112 a 120 mm, mentre l’ammortizzatore sfrutta la tecnologia TTX.

 

La nuova funzionalità è stata inserita nel celebre APRC, il pacchetto di controlli elettronici Aprilia giunto alla quarta generazione,  sotto la sigla ASC (Aprilia Suspension Control), che si affianca alle già note AWC (impennata, 3 livelli), ALC (partenza, 3 livelli), ATC (trazione, 8 livelli), ACC (cruise control) e APL (Pit Limiter), nonché al cambio (AQS, anche downshift), alle mappe motore (Track, Sport, Road) e all’ABS Cornering (3 mappe) con sistema di limitazione del sollevamento ruota posteriore (Rear Liftup Mitigation). Ovviamente l’acceleratore è Ride-By-Wire.

La strumentazione digitale TFT a colori con display di 4,3″ permette di selezionare due visualizzazioni, Road e Race, quest’ultima con cronometro centrale. La piattaforma multimediale Aprilia MIA opzionale – va inserito un modulo Bluetooth per l’invio dei dati – collega lo smartphone alla centralina della moto, consentendo sia di scaricare le informazioni relative alla dinamica del veicolo, sia di introdurre la regolazione dei controlli curva per curva, possibilità prevista sui tantissimi circuiti presenti nel database dell’applicazione.

Nessuna novità per il motore V4 di 65°, che nella sua configurazione di 1.077 cc (alesaggio 81 mm, corsa 52,3 mm) eroga in questa versione 175 cavalli a 11000 giri/min; la coppia massima si attesta a 121 Nm a 9000 giri/min.

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