Prova Harley-Davidson LiveWire
Elettrone mon amour

18 luglio 2019 - 15:25

Sali, “armi” il powertrain, e parti. In silenzio. In Harley hanno ribattezzato questa soluzione Twist-and-Go. La facilità e la spensieratezza di guida della LiveWire sono notevoli. Il peso della moto si avverte solo quando si solleva dal cavalletto, poi entra in gioco l’ottimo bilanciamento, che consente una gestione ottimale anche a basse velocità, giocando solo con l’acceleratore peraltro perfetto nella calibrazione.

 UN PO’ LUNGA

La posizione di guida è particolare, perché la moto è un po’ “lunga” dalla sella al manubrio, per via degli ingombri del powertrain. Si sta con le braccia un po’ distese in avanti, trovando il manubrio leggermente alto. Visto come va la moto non mi sarebbe dispiaciuta una moto più corta, con un manubrio più basso per ottenere una posizione di guida ancora più sportiva che la moto la meriterebbe.

Buono il lavoro sulla distribuzione dei pesi, come l’amalgama dei vari componenti. Devo dire che la moto va molto bene, mi è piaciuta. L’abbiamo guidata sulle colline dell’Oregon, su strade con più curve di quelle che è possibile immaginare. A un certo punto ti dimentichi che stai utilizzando un motore elettrico perché ha una bellissima erogazione, la gestione del gas è perfetta e ti godi la moto senza troppe menate.

SERVE IL RUMORE?

Se pensiamo che per divertirsi in moto sia necessario fare rumore forse non siamo ancora pronti per moto di questo tipo. Provatela e vi accorgerete che dopo un po’ di tempo in sella a una moto elettrica con una spinta come quella della LiveWire e con una ciclistica che funziona, il gusto non ne esce ridimensionato, anzi… Alla fine se il piacere di guida sta nel piegare, staccare e accelerare, allora qui lo troviamo tutto, anche perché la luce a terra è notevole e basta poco per trovare un ritmo nel misto che di rilassato ha ben poco.

La LiveWire è bilanciata e ben frenata, si muove “piatta” su sospensioni ben assettate e non è incline al beccheggio, il che la rende piacevolmente efficace tra le curve. Non fa rumore, per cui non ti rendi conto della velocità che però c’è e si fa sentire quando la devi fermare per entrare in curva. La batteria alza un po’ il baricentro? La risposta è sì, ma la moto è bilanciatissima anche nelle manovre a bassa velocità e fa avvertire il suo peso solo quando si guida molto veloci tra le curve e si prende qualche sconnessione.

ELETTRONICA OK

Buone le mappature: ho apprezzato in particolare la mappatura “Range” che ha una buona erogazione e molta rigenerazione, così fa durare più a lungo la batteria. In Sport l’accelerazione è formidabile, mentre la mappatura Road è forse la migliore, un mix perfetto tra accelerazione e rigenerazione, e questo rende la moto molto scorrevole. Se ci si vuole divertire non le manca proprio niente. I 235 km di autonomia mi sembrano un po’ irrealistici – ma mi riservo di riprovarla con più città nel percorso di prova -, i 180/160 km assolutamente veritieri.

LA VOGLIO REGOLABILE

Migliorerei su questa moto la leva del freno. Ora non è regolabile e come tutte le leve Harley-Davidson è troppo “spessa”. Magari ci vorrebbe anche un freno a mano perché è fermata solo dal cavalletto. Vero che in Harley dichiarano di aver fatto dei test fino al 18% di pendenza, ma secondo me un freno a mano non ci starebbe male. Direi comunque che il lavoro è stato fatto in modo egregio: per essere la prima in un mondo nuovo per Harley il lavoro è davvero ottimo. Se solo costasse un po’ meno…

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