Prova Honda SH125i-150i
L’immortale

Motore a 4 valvole, design rivisto e una dotazione sempre più ricca: arriva il nuovo Honda SH, pronto a conquistare le classifiche di vendita

16 marzo 2020 - 13:28


Per capire bene cos’è l’Honda SH e quanto abbia lasciato un segno indelebile sulla mobilità cittadina è indispensabile andare a Roma. Fatelo, per piacere o per lavoro, quando il maledetto virus permetterà di tornare alla vita. Vedrete moltitudini di SH, soprattutto ai semafori. Sgattaiolano davanti alle auto, pronti a scattare all’accensione del verde. Sono decine, centinaia. Di vari colori, con o senza bauletto e parabrezza, magari con la “copertina” anche in estate. E naturalmente di differenti generazioni. Perché se il primo SH50 risale addirittura al 1984, è dal 2001 che il 125 e il 150 solcano il traffico delle città italiane. Secondo Honda la battaglia con gli scooter elettrici si può vincere migliorando e affinando un prodotto che sembra essere ormai immortale e riducendo i consumi al minimo. Proprio come accaduto sul nuovo SH.

Ideato in Italia, è anche costruito in Italia, precisamente ad Atessa, in Abruzzo, dove Honda ha edificato uno stabilimento modello, testa di ponte per la produzione europea e simbolo di un’industrializzazione intelligente e rispettosa dei territori. Nel frattempo abbiamo perso il conto di quanti SH sono stati costruiti: secondo i comunicati stampa siamo oltre 1.200.000 pezzi, un numero imponente. Numero che in Giappone e a Roma, sede del quartier generale Honda in Italia, si aspettano di veder crescere ancora grazie alla nuova generazione presentata all’EICMA 2019.

NOVITÀ ANCHE STRUTTURALI

A differenza che nel 2017, quando le novità furono concentrate su contenuti funzionali come le luci a LED e la Smart-Key, per il 2020 la lista di cambiamenti e aggiunte è particolarmente lunga. Si tratta tra l’altro di novità sostanziali, a partire dal telaio in tubi di acciaio con trave dorsale inferiore: riprogettato da cima a fondo, vede un’inedita dislocazione del serbatoio da 7 litri, ora sotto la pedana (era sotto la sella del passeggero), e una nuova geometria della sospensione posteriore. L’interasse cresce di 10 mm a 1.350 mm, mentre resta confermata l’altezza della sella a 799 mm; il peso cambia di soli 400 grammi (in meno), attestandosi a 133,9 kg per il 125 e 134,1 per il 150.  La ciclistica è completata dalla coppia di ammortizzatori regolabili nel precarico molla su 5 posizioni e in grado di offrire una corsa di 83 mm; la forcella con steli di 33 mm di diametro non regolabili arriva a 89 mm di escursione. Due i dischi, uno per asse, ed entrambi di 240 mm di diametro; diverse le pinze, con quella anteriore a due pistoncini e quella posteriore a singolo pistoncino. I cerchi da 16” con cerchi in alluminio pressofuso e disegno a 5 razze sdoppiate montano pneumatici Michelin City Grip con misure 100/80 e 120/80.

 

MOTORE CON STOP & START

Novità anche per il motore eSP, che passa all’omologazione Euro5 e soprattutto guadagna le 4 valvole, che comportano la variazione delle misure di alesaggio e corsa, per garantire spazio adeguato in camera di combustione. Minime ma in positivo le variazioni di potenza e coppia, con i valori dichiarati che si attestano rispettivamente a 13 cavalli e 12 Nm per il 125, 16,9 cavalli e 14,9 Nm per il 150. Le curve evidenziano un piccolo miglioramento lungo tutta l’arco di erogazione. Ottimi come da tradizione i consumi dichiarati nel ciclo medio WMTC, pari a 45,7 km/l (125) e 44,7 km/l (150). Il radiatore è montato lateralmente, per ridurre gli ingombri complessivi del motore. Il cilindro è disassato per ridurre le perdite dovute all’attrito in fase di espansione. Il sistema Stop&Start di serie, disinseribile con un deviatore sul blocchetto destro, entra in azione dopo 3 secondi a veicolo fermo. Per rendere tutto più rapido e fluido, il pistone torna al punto morto inferiore e sfrutta un meccanismo di decompressione. Il generatore fa anche da motorino di avviamento, a beneficio dell’efficienza e della semplicità costruttiva.

Proposto in quattro colorazioni (nero, bianco, grigio metallizzato e rosso), il nuovo Honda SH può contare sul design rivisto e molto armonico, con il frontale come punto di forza. Originale il gruppo ottico anteriore, che vede in basso un elemento composto da abbagliante centrale e anabbaglianti laterali, nella zona centrale dello scudo gli indicatori di direzione e in alto, sul manubrio, la luce di posizione. Nuova la strumentazione LCD, particolarmente completa, che visualizza tra le altre informazioni la funzionalità del controllo di trazione HTSC, introdotto sul modello 2020. Sotto la sella trova posto una comoda presa USB, che sostituisce quella a 12V della generazione precedente. A proposito di vano sottosella, lo spostamento del serbatoio sotto la pedana ha permesso di accrescere fino quasi a raddoppiarla la capacità di carico, che passa da 10 a 18 litri. Il casco jet trova posto (a fatica…) nella zona anteriore, mentre lo spazio in più è ricavato dietro, sotto la sella del passeggero, ed è utile a contenere indumenti protettivi, catena e altri piccoli oggetti.

Pro

  • Maneggevolezza
  • Dotazione

Contro

  • Accelerazione
  • Forma vano sottosella

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