Prova Yamaha TMax 2020
Di nuovo al Max

Settima generazione per il maxi scooter di Iwata che prosegue un cammino che pare senza fine. Cresce la cilindrata, aumentano le prestazioni e le dotazioni sono da vera ammiraglia. Basta guidarlo per capire perché a 19 anni dal lancio ha ancora così tanto successo

22 novembre 2019 - 19:27

“C’è chi cerca ostinatamente di trovare l’anello di congiunzione tra uomo e scimmia, e chi, altrettanto ostinatamente, cerca l’anello di congiunzione tra moto e scooter. Nei loro lindi e asettici laboratori gli scienziati Yamaha ci sono andati molto vicini con il TMAX, “ibrido” dalle incredibili caratteristiche di guida, con prestazioni motociclistiche e tutte le comodità di uno scooter. Il motore diventa bicilindrico, la cilindrata raggiunge il mezzo lito, il telaio è quello di una moto per divertirsi anche in grisaglia. È l’inizio di una nuova specie. “

HA FATTO LA STORIA

Erano i primi di dicembre del 2001 quando il sottoscritto usava queste parole per iniziare a raccontare quello che era un mezzo ai tempi assolutamente innovativo e unico. Prima di lui c’erano gli scooteroni, supercomodi ma lenti e impacciati da guidare e c’erano le moto. TMax era davvero qualcosa di mai visto, un mezzo che in molti, praticamente tutti gli altri marchi, hanno cercato di imitare ma che ancora oggi, 18 anni e 330.000 TMax dopo,  non sono riusciti a raggiungere. Perché ogni volta che qualcuno si avvicina lui fa un altro passettino avanti. Riuscirà nell’impresa anche il model year 2020? Cerchiamo di capirlo.

 PIÙ CILINDRATA POTENZA E COPPIA

Su nessuno scooter come su TMax la potenza ha una importanza vitale, e anche quest’ultima versione cresciuta di cilindrata fino a 562 cc (aumento dell’alesaggio di 2 mm), è riuscita a migliorare. La potenza passa da 45 a 48 cavalli (giusto il limite della patente A2) e la coppia da 53 a 55,7 Nm.

COSA CAMBIA NEL MOTORE?

Il motore bicilindrico in linea, ora omologato Euro 5, cambia in tanti particolari, dai pistoni forgiati, alle bielle, passando per l’albero motore più leggero e per valvole di aspirazione maggiorate. Insomma non è un motore inedito, ma gli aggiornamenti sono parecchi. E cambia completamente anche lo scarico, devo dire brava Yamaha perché è riuscita a dare un bel tono anche al motore Euro5. Quasi meglio di prima.

CONSUMI

La buona notizia non è solo che TMax ha aumentato le performance, Yamaha promette più accelerazione a qualsiasi velocità e 5 km/h in più di velocità massima, il che lo rende il TMax più veloce di sempre, ma con gli aggiornamenti al motore e alla trasmissione (più lunga) anche i consumi sono scesi del 10%. Cosa che abbiamo potuto verificare nel nostro giro portoghese.

E CAMBIATO ANCHE IL TELAIO?

La risposta è ni, perché in effetti essendo stato completamente ridisegnato nel 2017, il telaio in alluminio è rimasto lo stesso. Tuttavia in Yamaha hanno lavorato anche a livello di assetto con sospensioni riviste sia nelle molle sia nell’idraulica. L’obbiettivo? Migliorare il feeling di guida in piega.

DUE VERSIONI

Con il model year 2020 TMax torna alle vecchie buone abitudini. Le tre versioni della precedente edizione avevano forse creato un po’ di confusione, ora si torna a due. Diciamo che sparisce il modello standard poco apprezzato in passato e restano due modelli molto ben equipaggiati TMax e TechMax.

Tmax offre un allestimento già molto completo con Traction Control D-Mode con due mappature avviamento smart key e blocco del cavalletto centrale. Tech Max porta tutto all’estremo con parabrezza regolabile elettricamente in altezza, il cruise control, le manopole e la sella riscaldabili, la sospensione posteriore regolabile e la forcella con foderi color oro, oltre al retro dello scudo più curato.  La differenza tra i due è di circa 1800 euro: 11.999 per il TMax, 13.799 per TechMax.

PIÙ SNELLO IN MEZZO

Con il restyling in Yamaha sono stati attenti a migliorare la zona di passaggio delle gambe sia del pilota sia del passeggero. La sella, sempre a 800 mm da terra, è più svasata e anche il boomerang centrale, vero e proprio marchio di fabbrica del TMax è più snello, così le gambe scendono più verticali e i piedi toccano meglio a terra.

Tutto come prima invece per quello che riguarda il vano sotto sella: il nuovo design non ha intaccato la capienza, ci stanno due caschi Jet o un integrale più qualche altro piccolo oggetto. Presente anche il vano nel retroscudo, a chiusura automatica (quando si spegne lo scooter si blocca anche il vano) e dotato di presa 12 V (non USB).
Lo stile è decisamente più aggressivo del precedente, la coda più snella, i fari posteriori più accattivanti, gli indicatori di direzione anteriori meglio integrati nello scudo. TMax si e riappropriato di una sportività che forse aveva un po’ perso.

ANCHE CONNESSO?

Si ma solo il Tech MAX che consente al rider di connettersi allo scooter con l’app MyTMAX Connect, con funzioni di localizzazione GPS, geofence, report di viaggio e gestione da remoto dell’allarme velocità, della funzione lampeggio e dell’allarme batteria scarica.

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