Prova Yamaha TMax 2020 Di nuovo al Max

Settima generazione per il maxi scooter di Iwata che prosegue un cammino che pare senza fine. Cresce la cilindrata, aumentano le prestazioni e le dotazioni sono da vera ammiraglia. Basta guidarlo per capire perché a 19 anni dal lancio ha ancora così tanto successo

RIDE

 Devo dire che guidare il TMax è sempre un piacere. Un piacere che percepisci subito, appena salito in sella. Perché Yamaha ci ha abituato a moto con finiture di alto livello, ma in questo caso l’attenzione ai materiali alle finiture e anche al più piccolo dettaglio fanno del TMax indubbiamente un mezzo premium. Negli anni la dotazione di serie è aumentata a dismisura e si sono aggiunti parecchi comandi alcuni sono un po’ sparpagliati (come i tasti di blocco sul manubrio) ma è evidente che i blocchetti sono ormai pieni.  Molto furbo invece il menu che con un solo tasto e una slitta sul blocchetto sinistro consente di comandare le varie dotazioni del TMax dal parabrezza che ha una escursione veramente ampia in altezza alle manopole e sella riscaldabili.

ERGONOMIA CONFERMATA

In sella cambia poco, l’ergonomia è quella conosciuta: si sta alti con una postura più attiva che rilassata anche se i piedi stanno un po’ avanti e larghi a causa dell’ingombro del tunnel centrale. La maggior snellezza nella zona di passaggio gambe aiuta a toccare meglio ma è poca roba.

MOTORE, UN ALTRO PASSO AVANTI

 Dove il TMax 2020 piace molto è proprio nel motore. Il Twin, al solito, gira bene frulla senza vibrare, ha una gestione di gas/frizione perfetta che lo rende quasi “magico” nel traffico quando in gymkana tra le auto devi centellinare il gas con il micrometro. Ma l’erogazione effettivamente si è “riempita” su tutta la curva. Il nuovo 560 Yamaha urla meno e spinge di più, l’allungamento dei rapporti si sposa alla perfezione con la nuova erogazione. E questo miglioramento si avverte soprattutto in con la mappatura Sport -più pronta e vivace della T- sia al primo tocco di gas sia nei transitori 60-100 e 100-140 km/h in cui accelerando si vede la lancetta del tachimetro salire molto rapidamente e adagiarsi placidamente sul fondo scala a 180 mentre il motore sembra lavorare quasi sornione.

CONSUMI PROMOSSI

Il tutto effettivamente ha un effetto benefico nei consumi che nel nostro giro di 230 km nei dintorni di Lisbona con tratti annegati nel traffico si sono fermati a 5.2 litri per 100 km; il che per uno “scooter performance” come il TMax a mio parere non è niente male. Info di dettaglio: ai 130 autostradali il motore gira a 5.600 giri e il consumo si attesta attorno ai 4 litri per 100 km.

ELETTRONICA OK ANCHE IN SITUAZIONI LIMITE

Ottimo come sempre il feeling di guida anche in situazioni pessime come quelle che a tratti abbiamo trovato durante il nostro test in cui a tratti cadeva una pioggia torrenziale e le strade erano letteralmente allagate. Anche in queste condizioni critiche ho apprezzato la sensazione di appoggio data dalle Bridgestone e il lavoro di ABS e controllo di trazione che è di ottimo livello e mi è parso anche più raffinato che in precedenza.

BELL’ASSETTO

Approvo il nuovo assetto deliberato da Yamaha: le sospensioni hanno una taratura davvero centrata, l’assorbimento è molto buono ma quando spingi il sostegno non manca mai e Il TMax si muove sempre piacevolmente “pari”. Il che fa capire che anche la distribuzione dei pesi è stata studiata con attenzione.

COSA MIGLIOREREI?

Poche cose perché la settima generazione di TMax fa capire come un mezzo continuamente evoluto e affinato nel tempo si riesca effettivamente ad avvicinare alla perfezione. Detto questo ottimizzerei la distribuzione dei tasti di comando (magari rifacendo i blocchetti) e allungherei un pelo la sella nella parte anteriore, perché forse chi è più alto non se ne accorge ma io che non ho la gamba particolarmente lunga mi trovo a sedermi molto in punta praticamente sui tasti di sblocco della sella e del serbatoio quando cerco un appoggio migliore a terra a scooter fermo. Inoltre gli specchietti sono a parer mio un po’ piccoli, il campo visivo non è ai massimi livelli. Ma stiamo parlando di rifiniture a un mezzo che è davvero incredibilmente completo e maturo, in cui tutto trasuda qualità. Una vera ammiraglia.