Auto elettriche, considerarle l’unica scelta è un rischio: le Case contro i governi

Che la transizione elettrica non sarebbe stata una strada facile era chiaro fin da subito. I nodi legati alle priorità economiche iniziano ad emergere.

L’opinione di alcuni esperti: limiti di CO2 troppo bassi

Al momento, il mercato delle batterie è ancora in mano alla Cina ma le industrie europee si stanno dando molto da fare – leggi anche: “Auto elettriche, l’Europa sfida Cina, Corea e Giappone sulle batterie“. A partire dal 2030, infatti, il 90% dei veicoli nuovi potrebbe far affidamento su batterie europee. Con 38 gigafactory in cantiere e oltre 1.000 gWh di potenzialità, sarebbe un vero peccato perdere i quasi 40 miliardi di investimenti dedicati.

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Il rischio, secondo gli esperti autori dello studio Transport & Environment, è legato ai limiti di CO2: troppo deboli per incentivare la vendita di auto elettriche, almeno fino al 2030. Gli attuali standard, imposti come target tra il 2022 e il 2029, sono troppo “permissivi” e ciò potrebbe generare oltre il 50% di mancate vendite di EV; un’opportunità persa in grado di danneggiare l’economia ponendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Nello specifico, l’analisi propone di aumentare del 25% il limite imposto per il 2025 con un’ulteriore restrizione, in aggiunta alla precedente, del 40% entro il 2027.

emissioni CO2

Come affermato da Julia Poliscanova, senior director for vehicles and e-mobility di Transport & Environment: “L’industria delle batterie sta rispondendo positivamente alle ambizioni europee sulla e-mobility, anche se gli enti regolatori stanno fallendo nel provvedere a normative sicure e nel garantire un mercato adeguato ai veicoli elettrici. Unione Europea e Regno Unito devono alzare gli standard di CO2 per il tutto il decennio evitando di sprecare miliardi di investimenti e affossando il trend positivo legato alle batterie“.

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