Bentley Continental GT 2018: un altro mondo

4 settembre 2017 - 7:09

Dopo 14 anni di carriera si rinnova radicalmente la best seller della Casa di Crewe. La Continental GT giunge così alla terza generazione e si appresta a brillare tra le stelle del Salone di Francoforte (14-24 settembre), per poi raggiungere le concessionarie all’inizio del 2018.


Una linea da urlo
Influenzato dalla concept EXP 10 Speed 6 del 2016, il look della Coupé inglese abbina dimensioni pressoché identiche al passato – la vettura si conferma lunga 4,8 metri – a un aspetto decisamente meno massiccio. Più affilata e con sbalzi dallo sviluppo inferiore, la nuova Continental GT può contare su di un cofano motore ancora più pronunciato, archi passaruota mai così muscolosi, cerchi in lega sino a 22 pollici (da 21 pollici di serie), andamento a goccia del padiglione, uscite ovali degli scarichi e un abitacolo a dir poco irriconoscibile. La parte centrale della plancia, ad esempio, è dominata dal “Bentley rotating display” da 12,3 pollici – in passato il touchscreen era da 8 pollici – che il guidatore può regolare su tre posizioni mostrando ora lo schermo, ora i rivestimenti in radica, ora tre indicatori analogici dedicati alla temperatura esterna, alla bussola e al cronometro. E le possibilità di personalizzazione? Pressoché infinite. È infatti possibile scegliere tra 15 varianti di moquette, 15 rivestimenti in pelle, sedili elettrici con oltre venti regolazioni e un impianto audio a 18 altoparlanti da 2.200 Watt.

900 Nm di coppia
No, non hanno ceduto. Il downsizing non ha avuto chance. Derivato dalla SUV Bentayga, sottopelle pulsa il classico W12 6.0 biturbo benzina di derivazione Audi, portato dagli originari 590 cv agli attuali 635 cv. Una potenza prossima a quanto garantito dalla versione Speed della precedente generazione, accreditata di 642 cv. L’upgrade più rilevante interessa però la coppia erogata dal W12, cresciuta da 720 a 900 Nm. Interventi che consentono alla Coupé inglese di scattare da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi anziché in 4,5 secondi come in passato e di raggiungere una velocitò massima di 333 km/h invece di 319 km/h. Prestazioni sulle quali influisce positivamente il cambiamento radicale della trasmissione. Il classico cambio automatico ZF a 8 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia viene “pensionato” da un’inedita unità – sempre a 8 marce – a doppia frizione. Una piccola rivoluzione.


Il pianale della Porsche Panamera
Non è una libellula, il peso continua infatti a sfiorare i 22 quintali, ma rispetto al passato dimagrisce di 80 kg complice l’adozione della piattaforma modulare MSB – di derivazione Porsche Panamera – e della carrozzeria in alluminio, per la prima volta interamente realizzata secondo la tecnologia Super Formed, in precedenza riservata ai soli passaruota. Ciò che non muta rispetto al passato sono la trazione integrale permanente, forte di un differenziale centrale Torsen e caratterizzata da una ripartizione standard della coppia 40:60 tra avantreno e retrotreno, e la disponibilità del sistema torque vectoring che permette di distribuire la spinta anche tra le ruote del medesimo asse. La tecnologia Bentley Dinamic Ride, infine, consente di optare per diversi programmi di marcia armonizzandovi la taratura delle sospensioni pneumatiche adattive (ottimizzate), l’azione degli attuatori delle barre antirollio, l’erogazione del W12 e la logica di gestione della trasmissione automatica.


Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

Audi S5 TDI
La sua prima volta

Hyundai, idrogeno anche per la mobilità “pesante”

Peugeot 3008
Le Fiamme Gialle guidano francese