Eccellenze italiane: Michele Alboreto e il sogno – realizzato – di Le Mans

Alcuni anni dopo aver sfiorato il Mondiale di F1 con la Ferrari, si riscatta in terra francese

26 marzo 2020 - 16:08

1997: la Ferrari perde il Mondiale di Formula 1 all’ultimo GP, a Jerez. I Tifosi (in maiuscolo perché così sono definiti, nel mondo, quelli del Cavallino Rampante) devono dunque rinviare la festa che hanno celebrato, l’ultima volta, nel 1979 con Jody Scheckter. Un’astinenza lunga, dolorosa, che avrebbe potuto interrompersi ben prima, se solo la 156/85, la monoposto del Mondiale 1985, si fosse dimostrata affidabile fino a fine stagione.

Nella prima parte dell’anno, infatti, Michele Alboreto si dimostra il favorito per la conquista dell’iride. Peccato che a Maranello decidano di cambiare il fornitore della turbina, con conseguenze disastrose dal punto di vista dell’affidabilità. Risultato: a laurearsi Campione del Mondo è Alain Prost con la McLaren Porsche.

Ma torniamo al 1997, perché i tifosi italiani del motorsport possono consolarsi con un trionfo di altissimo livello. È quello di Michele Alboreto alla 24 Ore di Le Mans, al volante di una barchetta TWR motorizzata, ironia della sorte, Porsche. E proprio al pilota milanese è dedicata questa tappa del nostro viaggio tra le eccellenze italiane, cominciato dalla Zagato.

  1. Il trionfo a Le Mans
  2. Il pilota “della porta accanto”
  3. La passione per le automobili prima di tutto
  4. Arrivare in Formula 1 grazie ai risultati. E basta
  5. Velocità e tecnica
  6. Qualsiasi auto, basta gareggiare
  7. L’ultimo giro

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