Fiat Cinquecento, storia di un’incompresa

Ricordata da molti – forse troppi – come “quella brutta”, in realtà è un’auto razionale e pratica. Ecco la sua storia

Dalla 500 alla 500, per giungere infine alla 500 Elettrica, passando per la Cinquecento. Non è un gioco di parole ma il “viaggio” della citycar di Casa Fiat dal 1957 a oggi. 63 anni fa, Fiat propone agli italiani l’auto del popolo, la “nuova 500” di Dante Giacosa. Un successone durante il periodo di commercializzazione, un’icona immortale non solo di Fiat ma del made in Italy in generale.

fiat cinquecento vista frontale

Nel 2007, dopo una lunga attesa e il rischio di non vedere mai la luce, è il turno della 500 che al modello di cinquant’anni prima si ispira; altro trionfo clamoroso, nei numeri di vendita e nella considerazione di esperti e pubblico. In mezzo, nel 1991, la Cinquecento tutta spigoli e linee tese. Un’auto spesso ricordata come “quella brutta”. Bella o brutta che sia – ognuno ha ovviamente la propria opinione – ci sono aspetti oggettivamente vincenti anche in questo modello tanto discusso.

Concretezza prima di tutto
Rispetto alla 126 BIS, un salto quantico
Produzione esclusivamente polacca
Sporting e Trofeo
Una Fiat avanti: è la Cinquecento Elettra