Maserati Alfieri: la prima elettrica del Tridente

La coupé 2+2, sinora considerata l’erede della GranTurismo, debutterà nel 2020 in versione sia elettrica sia tradizionale mossa da un V6 biturbo benzina. Potrà contare su dimensioni relativamente compatte e un’autonomia a batteria di almeno 500 km.

25 novembre 2016 - 11:11

Rivoluzionaria e allo stesso tempo con i piedi saldamente piantati nella storia. Maserati Alfieri sarà la prima vettura elettrica del marchio del Tridente. Svelata sotto forma di concept nel 2014 in occasione del Salone di Ginevra e dedicata al quarto dei sette fratelli Maserati, genio dell’ingegneria meccanica e fondatore nel 1914 delle Officine Alfieri Maserati a Bologna, sembrava inizialmente destinata “solo” a sostituire la GranTurismo. Ora, invece, secondo quanto riportato da rumors attendibili, non debutterà prima del 2020… per poi divenire la prima sportiva Maserati alimentata a batteria.

Ispirata esteticamente alla storica A6 GCS-53 di Pininfarina del 1953, non sarà solo elettrica. Accanto alla versione a zero emissioni vi sarà infatti una classica configurazione a motore termico, quasi certamente equipaggiata con un V6 biturbo benzina che potrebbe derivare dal 2.9 a iniezione diretta della benzina appannaggio di Giulia Quadrifoglio, a propria volta sviluppato sulla base del propulsore di Ghibli. Se rispetterà le forme della show car mostrata nel 2014, la Alfieri sarà caratterizzata da un abitacolo compatto, collocato quasi in corrispondenza del retrotreno, un cofano dal notevole sviluppo in lunghezza e parafanghi dal marcato andamento longitudinale, così da raccordarsi con le linee di coda.

La concept Alfieri condivideva la meccanica con la GranTurismo MC Stradale, rispetto alla quale vantava un interasse più corto di 24 cm e una lunghezza di 4,59 metri. Caratteristica, quest’ultima, che la candidava a Maserati più compatta in gamma. Ora, però, è probabile che tutto cambi. La necessità di prevedere un powertrain elettrico, e quindi un pacco batterie in grado di garantire un’autonomia di almeno 500 km, quasi certamente comporterà la necessità di optare per un pianale specifico, a meno che la versione a zero emissioni venga sviluppata su di una piattaforma diversa rispetto alla variante con il V6. E la “povera” GranTurismo? Avrà comunque un’erede, al debutto entro il 2018 e caratterizzata da un peso nettamente inferiore rispetto al modello attuale.

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