Auto elettriche, l’Europa sfida Cina, Corea e Giappone sulle batterie

L’Oriente è leader indiscusso nella produzione di batterie, ma l’Europa ha tutte le intenzioni di recuperare terreno. Ecco come

Europa vs Cina: non solo batterie

Con Tesla che spinge la costruzione della sua Gigafactory a Berlino, proprio nel cuore dell’Europa, governi e compagnie automotive non possono che fare da osservatori anche se qualche risultato dovuto agli investimenti inizia ad intravedersi. Volkswagen ha stimato oltre 15 miliardi di euro per la costruzione di sei fabbriche di batterie tutte europee e l’espansione della rete di stazioni di ricarica – sono proprio le tanto nominate colonnine a rappresentare un possibile collo di bottiglia nel proseguo dell’elettrificazione.Istogramma relativo al numero di colonnine pubbliche rese disponibili da Cina, Europa, USA e Giappone tra il 2015 e il 2020

La commissione europea ha inoltre stabilito un obiettivo: 30 milioni di veicoli zero emissioni circolanti entro il 2030 ed il tutto favorito da una copertura, per quanto riguarda la domanda di batterie, pari al 90%. Noti i piani dell’Europa e delle compagnie produttrici di batterie, i rimanenti attori in gioco sono governi e Case automobilistiche. Entrambi dovranno supportare il mercato con incentivi e piattaforme innovative dedicate alle auto elettriche. La tecnologia e le motivazioni ci sono, occorre aspettare che gli investimenti rendano economicamente sostenibili, sia per i clienti finali che per le compagnie produttrici, acquisto e produzione della prossima auto elettrica.

La domanda aumenta, il mercato risponde
Produzione batterie: 60 miliardi in investimenti
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