Prova Honda CR-V my 2015

A quasi vent'anni dal debutto, e dopo e più di 7 milioni di unità vendute, la Honda CR-V cambia aspetto, punta sul cambio automatico e sposa una moderna motorizzazione 1600 a gasolio da 160 cavalli che pensiona il 2.2 Diesel. Tanto comfort a bordo, e il motore non delude

5 febbraio 2015 - 15:02

Sono i numeri il migliore biglietto da visita della CR-V my 2015. Presentata a Parigi lo scorso autunno, arriverà in primavera dai concessionari con il nuovo motore i-DTEC da 160 cavalli, disponibile con cambio automatico a nove rapporti, in alternativa al classico meccanico a sei marce. Un motore che pesa ben 65 kg in meno rispetto al 2,2 litri che va a sostituire. La famiglia si compone di altri due motori: il 2 litri benzina da 155 cavalli e una variante a potenza ridotta a 120 cavalli del nuovo motore Diesel, quest’ultimo disponibile con trazione anteriore e cambio meccanico.

LIVE
Fiore all’occhiello. In Honda sono molto orgogliosi della famiglia dei motori “Earth Dreams Technology”, di cui fa parte il nuovo millesei, noti per le buone prestazioni e i consumi contenuti. Il quattro cilindri da 150 cavalli, secondo le dichiarazioni dei tecnici giapponesi, non è da meno: potenza aumentata del 6%, emissioni di CO2 di 129 g/km e consumo combinato di 4,9 litri per 100 km a fronte di prestazioni soddisfacenti. Con il cambio manuale spunta un dignitoso tempo di 9,4 secondi per passare da 0 a 100 km/h a fronte delle quattro ruote motrici sempre inserite e soprattutto un peso in ordine di marcia superiore ai 1.700 kg.

La Honda CR-V pur essendo una SUV globale – negli Stati Uniti è tra le dieci vetture più apprezzate – trova una perfetta collocazione anche nel mercato europeo. È lunga 4,60 metri e larga poco più di 2 metri, compresi gli specchietti, ma è dall’aspetto oltre che dalle dimensioni, che si capisce l’intenzione di continuare ad essere apprezzata dagli automobilisti del vecchio continente. Il face-lift è importante e riguarda ogni particolare della carrozzeria: gruppi ottici anteriori e posteriori, paraurti e fasce di protezione, i cerchi in lega.

La nuova Honda CR-V si fa portatrice di un pacchetto tecnologico ricco sul fronte della sicurezza attiva e passiva e che eleva il livello di protezione di guidatore e ospiti. Si tratta della prima vettura Honda a essere dotata di un sistema di regolazione della velocità (i-ACC), in grado di valutare e intervenire in caso di invasione di corsia da parte di altri veicoli. Il sistema incrocia le informazioni ricevuta dalla telecamera frontale e dal radar di bordo per rilevare la posizione di altri veicoli sulla strada.

DRIVE
Meno SUV e più famigliare anche se, sia ben chiaro, nel DNA c’è scritto che l’offroad rimane il suo terreno di appartenenza. La CR-V mastica terra dal 1995, anche se in Italia ha debuttato due anni dopo. Guidando la quarta generazione si ha la sensazione che si sia ingentilita e non poco: è comoda, silenziosa, curata nei dettagli dell’abitacolo, ben vestita fuori. Insomma emerge chiaramente che la raggiunta maturità della quarta generazione ha portato con sé un cambio di direzione, facendola diventare almeno all’apparenza più “civile” e urbana.

Questa è la prima impressione che si ha guidandola, uscendo dai canonici tragitti quotidiani, indirizzando il muso verso l’autostrada e verso medie velocistiche tipiche delle strade a pagamento. La silenziosità di marcia buona, addirittura si percepisce il rotolamento degli pneumatici, mentre il quattro cilindri 1.6 gira silenzioso nella zona di massima coppia tra i 2.000 e 3.000 giri. Solo il fruscio degli specchietti retrovisori raggiunto il limite dei 140 km/h riduce di poco il comfort di guida ma non chiede agli ospiti di alzare la voce per continuare a dialogare.

Al volante è facile trovare la giusta regolazione della seduta, che tuttavia non favorisce guidatori alti che desiderano una posizione raccolta e sportiva. Il lato sinistro del tunnel vira con troppa decisione verso la zona del piantone, in prossimità del ginocchio destro. Un piccolo neo rispetto alla piacevole sensazione di controllo e all’ottima visuale che offre il posto di comando della CR-V. Soddisfa il comportamento delle sospensioni: il trasferimento di carico nei cambi di direzione è ridotto al minimo e si percepisce una buona reattività quando si agisce con decisione sullo sterzo.

Il comfort di guida è un valore irrinunciabile. Non rimarrà deluso chi lo cerca nella CR-V e vuole una compagna a 360 gradi, capace di gestire senza problemi cinque ospiti di taglia maxi e relativi bagagli da settimana in crociera. Ottimo è il volume posteriore disponibile per i grandi carichi: abbattuti i sedili posteriori raggiunge una capienza di quasi 1.700 litri.

Buona la qualità dei materiali, anche se dal nuovo modello mi sarei aspettato qualche dettaglio più lezioso, soprattutto nella zona centrale del cruscotto dove la resta estetica delle plastiche non entusiasma, nonostante l’indiscutibile qualità giapponese. Il motore equipaggiato con il cambio meccanico offre una frizione morbida da attivare, precisa e ben modulabile nelle partenze da fermo; meno efficace è il comportamento della leva del cambio nell’inserimento delle marce alte. Il motore 1.600 diesel che sostituisce il precedente 2.2 dimostra di avere un buon carattere ma ha la responsabilità di gestire una massa in movimento prossima alle due tonnellate, un peso che incide almeno parzialmente sulle prestazioni pure.

La ripresa è buona anche con le marce alte: cercare di sfruttare l’arco d’erogazione che va da 1.500 giri fino a quasi 2.000 giri non è consigliabile. Il quattro cilindri vibra un po’, fa poca strada e fatica a prendere velocità. Certo è che nell’uso quotidiano difficilmente la lancetta del contagiri albergherà in questa zona della strumentazione. Superata l’impasse, in compenso, il motore riprende con decisione e offre il meglio di coppia e potenza fino a quasi 4.000 giri; oltre, la rumorosità del quattro cilindri si fa sentire nell’abitacolo e consiglia di passare al rapporto successivo. Il cambio a nove rapporti, lo stesso che equipaggia la Range Rover Evoque, è ottimo, sempre pronto a scalare marcia per compensare il peso. Non è un caso, infatti, che veleggiando alla velocità di 120 km/h rifiuti di inserire l’ultimo rapporto, quello che comunemente accompagna il viaggio autostradale.

La nuova Honda CR-V convince, anche se il dualismo prestazioni/peso non premia le prime. Nonostante ciò la SUV giapponese mostra carattere, gusto di guida e una capacità di carico interessante. A suo favore c’è anche il prezzo d’attacco, che sarà ufficializzato il primo aprile ma che si attesterà sui 27.000 euro con il motore da 120 cavalli.

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