Prova Kia Sportage 2018, la best seller si rinnova

L’auto più amata di Kia arriva al restyling di mezza età e si dà un tono ancora più Hi Tech. Nuovi motori, trazione integrale anche sul 1.600, più ausili alla guida e il debutto del Mild Hybrid la portano ancora in primo piano nel segmento delle C-SUV

11 settembre 2018 - 16:09

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In un mercato che si è ripreso e con le migliori SUV a recitare la parte delle assolute protagoniste, Kia rilancia aggiornando la Sportage. Un modello che per la Casa di Seoul non è solo la punta di diamante nelle vendite, ma rappresenta un vero e proprio pezzo di storia del marchio. La Sportage è infatti stata la prima Kia ad arrivare in Europa, e uno dei primi SUV (come li intendiamo oggi) in assoluto.

Best seller

Dal 1993 ad oggi è stata prodotta in 5 milioni di esemplari ed è logico quindi che gli vengano dedicate attenzioni particolari. Se l’attuale generazione (lanciata nel 2016) può dirsi particolarmente riuscita sotto ogni punto di vista e ha tenuto molto bene in un mercato che nel frattempo ha visto crescere i competitor, il restyling di mezza età alza ancora il livello e ripropone il SUV Kia come uno dei riferimenti del segmento. Non si tratta di puro lifting, le novità sono profonde, toccano motori, tecnologia e una offerta di gamma più centrata per il mercato attuale in cui la trazione integrale è sempre più gradita e in cui il cambio automatico è diventato principale protagonista.

Non solo restyling

Per questo Kia è andata oltre una mascherina più filante, un paraurti più sportivo o nuovi gruppi ottici a LED (un classicone dei restyling), ma tenendo fede al concetto di “product enhancement” ha migliorato la Sportage sotto molti (quasi tutti) punti di vista. Insieme ai nuovi tocchi estetici arrivano anche nuovi cerchi in lega da 19 pollici, il doppio scarico e lo “skid plate” (la slitta che fa tanto off road); mentre all’interno arrivano un nuovo volante, bocchette ridisegnate del climatizzatore e uno schermo da 8 pollici inserito in una struttura “frameless” senza cornice che fa sembrare lo schermo stesso più grande di quello che in realtà è. Si incrementa la dotazione dei cosiddetti ADAS, gli ausili alla guida che migliorano la sicurezza attiva e il comfort. La Sportage è dotata di Smart Stop&Go inserito nel cruise control adattivo che ora gestisce in autonomia le fermate e le ripartenze nel traffico, e non manca nemmeno l’around wiev monitor ovvero la vista aerea dell’auto durante le manovre.

Motori nuovi dal primo all’ultimo

Novità ben più sostanziose hanno interessato invece la gamma motori, praticamente tutti rinnovati e tutti già in linea con la normativa Euro6 D Temp. Per i due benzina 1.6 GDi (132 cv) e T GDi (177 cv) arriva il filtro antiparticolato.
Cambiano i Diesel con l’arrivo di un nuovo 1.6 CRDi in due diversi allestimenti di potenza (115 e 136 cv) e l’inedito 2.0 CRDi da 185 cv che porta al debutto il sistema Mild Hybrid con impianto a 48 V e Alternatore/Generatore/motorino di avviamento che nei momenti di bisogno aiuta il motore termico con 12 kW di potenza, è dotato di sistema Stop&Go dinamico (sotto i 30 km/h si spegne il motore termico) e garantisce un miglioramento dei consumi del 7% nel ciclo WLTP.  L’omologazione non è come auto Ibrida, per cui la Kia Sportage paga l’accesso in area C come un’auto normale. 

Quattro ruote motrici anche per il millesei

Tutti i motori sono disponibili con il cambio manuale a 6 marce o (esclusi gli allestimenti di minor potenza) DCT a 7 rapporti. Il 2.0 CRDi invece adotta il cambio automatico con convertitore di coppia a 8 rapporti. Ricollegandoci alla citata maggiore richiesta di trazione integrale, è interessante la disponibilità delle quattro ruote motrici anche per la motorizzazione 1.600 da 136 cv. Le novità passano anche attraverso una razionalizzazione della gamma offerta in tre livelli di allestimento Business Energy e GT Line con una forbice di prezzi che va dai 24.500 ai 38.500 euro (vedi PDF).
  DRIVE  
1.6 e 2.0 Mild Hybrid. Sono loro i protagonisti della mia prova perché sono loro le novità più succose sulla Kia Sportage. Sportage che oggi ci accoglie in un abitacolo ancora più piacevole dal punto di vista dei materiali e della vita a bordo. Apprezzabili tanti piccoli vizi che poi piccoli non sono come i sedili ventilati (grandissima invenzione) o il mega tetto di vetro, mentre il sistema infotainment fa il suo ma è quasi più bello da spento (il “trucco” della cornice frameless porta effetti benefici) che da acceso quando si notano le effettive (comunque non piccole) dimensioni dello schermo.
L’abbinata 1.6 CRDi+cambio DCT+trazione integrale si comporta bene. Il motore è piuttosto brillante pur dovendosi portare a spasso i 1579 kg della Sportage e il cambio è ben rapportato, morbido e sufficientemente veloce nei passaggi di rapporto.

Viaggio nel comfort

Solo in qualche frangente mi è capitato di notare che il DCT ci pensasse un po’ troppo prima di cambiare marcia, nello specifico ho notato questo comportamento nelle ripartenze a bassi giri, come se il cambio volesse tenere a forza la marcia più lunga per poi cedere e scalare. In ogni caso le prestazioni sono valide e il comfort davvero di ottimo livello, le velocità di crociera anche con la 1.600 sono piacevolmente elevate e la Kia mostra anche una certa attitudine sportiva dal punto di vista dell’assetto (per il motore è prevista anche la mappa “Sport” più briosa), poco incline al rollio e complice (con le ruote da 19) di qualche risposta un po’ “secca” più da stradale che da SUV. Un consumo di 7.5 litri per 100 km è da giudicare accettabile e non molto lontano da quanto dichiarato dalla Casa nel nuovo ciclo omologativo.

Mild Hybrid

Ancora più brio e spunto invece arriva dalla 2.0 CRDi Mild Hybrid, modello. I 12 kW (16 cv) offerti dal motore elettrico non sono proprio pochi e arrivano a dare una mano in tutte le fasi in cui magari il motore endotermico è ancora in fase “riflessiva”. Sulla 2.0 trovo tutto quando di buono ho trovato sulla 1.600 con in più prestazioni decisamente migliori, soprattutto nelle fasi “intermedie” della guida, quelle riaccelerazioni ad auto lanciata in cui la coppia motrice in più fa sempre comodo. Sotto i 10 secondi nello 0-100 e 201 km/h di velocità massima sono numeri interessanti per un SUV non dichiaratamente (ma velatamente) sportivo. Il funzionamento del Mild Hybrid è praticamente inavvertibile, sottolineato solo da una schermata del piccolo display centrale, i flussi di energia si alternano senza soluzione di continuità e seppur questo sia il primo gradino della scala gerarchica dell’ibrido resta una soluzione interessante per abbassare i consumi. Consumi che purtroppo non sono riuscito a rilevare a causa della brevità del test. Ma io e la Sportage Mild Hybrid ci rivedremo presto.

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