1  DRIVE  

1.6 e 2.0 Mild Hybrid. Sono loro i protagonisti della mia prova perché sono loro le novità più succose sulla Kia Sportage. Sportage che oggi ci accoglie in un abitacolo ancora più piacevole dal punto di vista dei materiali e della vita a bordo. Apprezzabili tanti piccoli vizi che poi piccoli non sono come i sedili ventilati (grandissima invenzione) o il mega tetto di vetro, mentre il sistema infotainment fa il suo ma è quasi più bello da spento (il “trucco” della cornice frameless porta effetti benefici) che da acceso quando si notano le effettive (comunque non piccole) dimensioni dello schermo.
L’abbinata 1.6 CRDi+cambio DCT+trazione integrale si comporta bene. Il motore è piuttosto brillante pur dovendosi portare a spasso i 1579 kg della Sportage e il cambio è ben rapportato, morbido e sufficientemente veloce nei passaggi di rapporto.

Viaggio nel comfort

Solo in qualche frangente mi è capitato di notare che il DCT ci pensasse un po’ troppo prima di cambiare marcia, nello specifico ho notato questo comportamento nelle ripartenze a bassi giri, come se il cambio volesse tenere a forza la marcia più lunga per poi cedere e scalare. In ogni caso le prestazioni sono valide e il comfort davvero di ottimo livello, le velocità di crociera anche con la 1.600 sono piacevolmente elevate e la Kia mostra anche una certa attitudine sportiva dal punto di vista dell’assetto (per il motore è prevista anche la mappa “Sport” più briosa), poco incline al rollio e complice (con le ruote da 19) di qualche risposta un po’ “secca” più da stradale che da SUV. Un consumo di 7.5 litri per 100 km è da giudicare accettabile e non molto lontano da quanto dichiarato dalla Casa nel nuovo ciclo omologativo.

Mild Hybrid

Ancora più brio e spunto invece arriva dalla 2.0 CRDi Mild Hybrid, modello. I 12 kW (16 cv) offerti dal motore elettrico non sono proprio pochi e arrivano a dare una mano in tutte le fasi in cui magari il motore endotermico è ancora in fase “riflessiva”. Sulla 2.0 trovo tutto quando di buono ho trovato sulla 1.600 con in più prestazioni decisamente migliori, soprattutto nelle fasi “intermedie” della guida, quelle riaccelerazioni ad auto lanciata in cui la coppia motrice in più fa sempre comodo. Sotto i 10 secondi nello 0-100 e 201 km/h di velocità massima sono numeri interessanti per un SUV non dichiaratamente (ma velatamente) sportivo. Il funzionamento del Mild Hybrid è praticamente inavvertibile, sottolineato solo da una schermata del piccolo display centrale, i flussi di energia si alternano senza soluzione di continuità e seppur questo sia il primo gradino della scala gerarchica dell’ibrido resta una soluzione interessante per abbassare i consumi. Consumi che purtroppo non sono riuscito a rilevare a causa della brevità del test. Ma io e la Sportage Mild Hybrid ci rivedremo presto.

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