Prova SsangYong Korando, guidare prima di parlare

Dopo averlo solo assaggiato al momento del lancio, abbiamo voluto masticarlo a lungo per poter esprimere il nostro giudizio. Perché sfidare i grandi quando si è piccoli è un’impresa ardua e rischiosa.

Quando in redazione arrivano proposte di test e prove “poco affascinanti”, mi piace farmene carico. Un po’ perché c’è dello snobismo di fondo, un po’ perché da sempre faccio il tifo per i più deboli (o i più forti, ma odiati). Poi, con il passare del tempo e dei pezzi, la familiarità con alcuni marchi e tipologie di prodotti fa si che diventi naturale continuare a occuparsene. Questa premessa per dire che SsangYong è affar mio e più leggo commenti intrisi di pregiudizi, scritti per il 99% da gente che mai ci si è seduta dentro, più ci tengo a raccontare queste auto coreane.

Linea e design

Ssangyong Korando bianca vista statica laterale

Non sono molte le auto che spiccano per personalità e originalità, rischio che non è facile accollarsi perché inevitabilmente si divide il pubblico, soprattutto se si tratta dei segmenti popolati da quei prodotti destinati a fare numeri. Ecco dunque che i centri stile cercano di intercettare e soddisfare i gusti del momento, con il risultato che almeno la metà delle auto in circolazione (i moderni SUV in primis) sono anonime e se non avessero il marchio sul cofano sarebbe difficile attribuire loro una paternità certa.

Il Korando non esce certo da questa logica, e interpreta in pieno i canoni dei SUV attuali, con un pizzico di originalità nei gruppi ottici posteriori e nelle nervature sulle fiancate, che servono a dare un po’ di grinta. Non lascia dunque il gregge, ma nemmeno sfigura al suo interno

Nelle sue linee ci si trova un po’ di Nissan Qashqai, di Toyota Rav4, di Volkswagen T-Roc… Quindi? È la dimostrazione che certi canoni valgono per la maggior parte dei SUV di questo segmento.

Vita a bordo

Ssangyong korando bianco vista laterale in movimento offroad

Comfort per quattro persone in tutte le situazioni: è ciò che promette il Korando. E lo mantiene. L’abitacolo è ampio, i sedili di buona fattura e confortevoli, la visibilità buona (meglio davanti che dietro) e tutti i comandi sono accessibili e intuitivi. Il disegno della plancia è più riuscito e sobrio rispetto a quello della Tivoli, ma qualche materiale è sottotono, come alcune plastiche dure. Di optional non se ne sente il bisogno, poiché anche la versione di ingresso è ricca. Sulla nostra dal volante riscaldato ai sedili rinfrescati si trova più o meno tutto il necessario, come retrocamera, sensori di parcheggio, touch-screen da 9″, e anche il superfluo, come l’illuminazione interna cangiante a LED. Promossa anche l’abitabilità posteriore, con tanto spazio per la testa e le ginocchia, mentre l’eventuale terzo passeggero è un po’ sacrificato per via del tunnel.

Il bagagliaio è capiente e dispone di un sottofondo che permette di modulare i volumi e alzare il piano di carico a livello del portellone. Noi abbiamo viaggiato in tre, con bagagli per quattro giorni di montagna, attrezzatura da sci e vettovaglie comprese

Bella e comoda la strumentazione digitale, personalizzabile, che visualizza anche la mappa del navigatore. Con tre telefoni e altre attrezzature elettroniche da tenere costantemente in carica avremmo apprezzato la presenza di almeno un paio di prese USB in più rispetto all’unica disponibile, posizionata nella consolle.

Due motorizzazioni, aspettando le altre

Ssangyong korando bianco vista laterale in movimento su strada

Oggi, chi volesse acquistare un Korando, potrebbe scegliere fra due sole varianti: il motore 1.6 Diesel con 136 CV e 324 Nm di coppia, oppure il 1.5 turbo benzina da 163 CV e 280 Nm. In attesa che SsangYong rispetti i programmi, che vedono l’arrivo di un ibrido e di un full-electric, entro il 2021. Anche se i seri problemi in cui sta attualmente versando l’azienda potrebbero causare variazioni alla tabella di marcia. Noi abbiamo guidato la versione con motorizzazione Diesel e, a discapito dei numeri riportati dalla scheda tecnica non proprio esaltanti, ci ha sorpresi.

Il Korando è vivace, non sembra mai soffrire di “sottopotenziamento” e sposta i 1.600 kg della sua massa con poco sforzo. La coppia è sufficiente anche per guidare rilassati sulle tortuose strade di montagna, senza sentire le lamentele del cambio

A proposito del cambio, è un automatico AISIN a sei marce che funziona bene (c’è anche la versione manuale, naturalmente). Non è un fulmine di guerra, ma è preciso e fluido, ottimo alleato di una guida rilassata e confortevole.

Comfort ma non solo

Ssangyong korando bianco vista laterale in movimento su strada

Lo abbiamo già detto, il nuovo Korando è dedicato a chi macina chilometri e pretende di arrivare a destinazione rilassato. Lo sterzo è leggero, condizione che si apprezza soprattutto guidando fra il traffico, ma che ha il rovescio della medaglia in una precisione non eccezionale quando le velocità crescono. Eccellente invece il lavoro delle sospensioni, che filtrano bene le sconnessioni ma senza perdere di sostegno e garantendo quindi una buona tenuta di strada e limitati trasferimenti di carico. Nulla da eccepire sul comportamento dei freni, caratterizzati da un attacco un po’ lungo, ma potenti e modulabili.

Grazie all’elettronica è possibile scegliere fra tre differenti modalità di guida: Normal, Sport e Winter, che differiscono per la modulazione della risposta del gas e del cambio automatico a sei rapporti

Per quanto riguarda il driving mode “Winter”, il nome è più evocativo che altro: l’ho messo alla prova sotto una fitta nevicata (con gomme estive), ma dopo poche centinaia di metri di asfalto bianco ho dovuto arrendermi e montare le catene…

Non stupisce ma convince

Il nuovo Korando sfoggia una completa dotazione di ADAS (i sistemi elettronici di assistenza alla guida) e, motivo di vanto, le cinque stelle ottenute nei test Euro NCAP. Già la versione base (in listino a 25.500 euro) è equipaggiata con il sistema che monitora il livello di attenzione del guidatore, l’avviso di involontario cambio di corsia, la frenata automatica d’emergenza e il sistema che riproduce nel cruscotto i segnali stradali. Salendo di allestimento si raggiunge il livello 2 di guida autonoma, grazie al sistema di frenata automatica in caso di ostacolo in retromarcia, il regolatore di velocità adattivo, l’avviso di ripartenza dell’auto che precede, il sistema di assistenza al mantenimento di corsia, il descend hill control, i fari anteriori full-LED adattivi con abbaglianti intelligenti e i sensori di pioggia. Ultima annotazione, i consumi. La cartella stampa dichiara 14,7 km/l di media nel ciclo combinato e la prova sul campo non si è discostata molto: nel nostro lungo test (circa 1.200 chilometri) abbiamo registrato 14 km/l, risultato non strabiliante…

Nel listino SsangYong, il nuovo Korando 1.6 e-Xdi Icon 2WD automatico è proposto a 33.000 euro, ma grazie alle promozioni in corso si esce dal concessionario con in mano un preventivo inferiore ai 30.000 euro

Tanto? Paragonato alla concorrenza e tenuto conto della completezza delle dotazioni, no. Poi ci sono quelli che pretendono, per una loro originale teoria economico finanziaria, che un’auto ben fatta ma senza blasone debba essere regalata. Poi ci sono anche i terrapiattisti, ma questa è un’altra storia…

 

Foto Martina Folco Zambelli/HLMPHOTO