Prova Volkswagen e-Golf e GTE

12 aprile 2017 - 14:04

Il libro s’intitola “mobilità sostenibile” e nella versione redatta dalla Volkswagen è composto da due capitoli che rispondono al nome di Golf GTE ed e-Golf. Due facce di un’unica medaglia; due interpretazioni di come saranno le auto di domani. Da un lato, rispettivamente, la tecnologia ibrida plug-in, dall’altro la propulsione elettrica. Modelli che non costituiscono una prima assoluta, dato che la precedente generazione della berlina media di Wolfsburg vantava già a listino entrambe le versioni, ma che si affinano e beneficiano degli upgrade portati in dote dalla nuova famiglia Golf. Due vetture, soprattutto, che rappresentano lo stato dell’arte delle rispettive categorie.

Entrambe a 39.250 euro
300 km di autonomia anziché i precedenti 190, un motore elettrico portato da 115 a 136 cv e un sistema multimediale proiettato nel futuro: ecco, in estrema sintesi, i plus della nuova e-Golf. La variante elettrica della media tedesca può contare su di una dotazione completa, anzi completissima, un comfort di marcia degno di nota e una guida tutt’altro che mortificante. A 39.250 euro. Un prezzo identico alla rinnovata GTE che, alla grinta tipica della famiglia GTI, abbina consumi da Lambretta, una percorrenza a zero emissioni di 50 km e un comportamento dinamico appagante, complice la generosità nell’erogazione di coppia da parte del powertrain ibrido. Doti che ne fanno non tanto una sportiva pura, il peso la penalizza nei trasferimenti di carico più violenti, quanto piuttosto una passista d’alto livello, ideale tanto per il commuting urbano quanto per la “sgroppata” domenicale. È ibrida anche nell’anima.

LIVE
L’hanno tirata per la giacchetta e lei, inevitabilmente, si è sentita in dovere di reagire. La nuova e-Golf, messa con le spalle al muro dal proliferare di modelli a batteria forti di un’autonomia dichiarata di 300 km, spuntati come funghi nel corso del 2016, non poteva non adeguarsi. La principale novità portata in dote dal MY17 consiste pertanto nel passaggio della percorrenza media a ogni ricarica dai precedenti 190 km agli attuali 300 km nel ciclo NEDC, che diventano 200 km in condizioni di marcia ordinaria, vale a dire a climatizzatore attivo e con qualsiasi condizione climatica. Una “soglia di competitività” che allinea la media di Wolfsburg a una rivale quale la BMW i3 94 Ah (312 km NEDC), ponendola un gradino sopra la Hyundai Ioniq Electric (270 km) e non troppo distante dalla Renault Zoe da 41 kWh (403 km), ad onor del vero appartenente a una categoria inferiore, trattandosi di una compatta derivata dalla Clio.

Batterie da 35,8 kWh per la e-Golf
Artefice dell’aumentata autonomia della e-Golf, disponibile esclusivamente nella configurazione di carrozzeria a cinque porte, è il pacco batterie al litio, come in passato annegato nel pianale ma ora forte di 35,8 kWh anziché degli originari 24,2 kWh. Un upgrade cui si accompagna una “pennellata” di grinta, dato che il motore elettrico sincrono a magneti permanenti vede crescere la cavalleria da 115 a 136 cv, mentre la coppia passa da 270 a 290 Nm. La perla dentro la conchiglia della media tedesca è però rappresentata dal sistema multimediale di serie, denominato Discover Pro e caratterizzato dai comandi gestuali, tipo swipe. Una tecnologia i cui perni sono il display da 9,2 pollici al centro della consolle e l’interazione con gli smartphone sia Android sia iOS, oltre alla possibilità di ricaricare induttivamente i device portatili. In aggiunta, le preferenze del conducente vengono salvate su cloud e importate rapidamente su altre vetture di Wolfsburg, mentre la voce dei passeggeri posteriori può essere amplificata per agevolare la comunicazione in abitacolo. Una necessità, a dire il vero, poco o per nulla avvertita alla luce dell’ottima insonorizzazione.

Strategia di marcia predittiva per la nuova GTE
Qualcuno ha parlato di hi-tech? Perché se si tratta di soluzioni tecnologicamente raffinate, allora anche la GTE ha un asso nella manica. L’ibrida plug-in Volkswagen, quando in modalità Hybrid, può infatti contare su di un’inedita strategia di marcia che sfrutta le informazioni GPS e quelle relative al percorso per ottimizzare predittivamente il tragitto da affrontare, gestendo l’interazione tra motore elettrico e a benzina in favore del risparmio energetico. Un po’ come incastonare il mago Otelma nel cofano motore così che suggerisca al powertrain ibrido come comportarsi in ogni frangente. Il sistema riconosce, ad esempio, l’inizio di un centro abitato e passa automaticamente alla modalità a emissioni zero prima di entrarvi. Una soluzione che contribuisce a rafforzare gli eccezionali dati dichiarati della GTE, accreditata di una percorrenza media di 62,5 km/l (!) e d’emissioni di CO2 di 36 g/km a fronte di uno scatto da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi e di una velocità massima di 222 km/h.

GTE, batterie ricaricabili in 3 ore e 45 minuti
Nulla di nuovo sotto il vestito. Come in passato, la Golf GTE si affida a un powertrain ibrido plug-in – accreditato di una percorrenza di 50 km in modalità puramente elettrica – composto da un 4 cilindri 1.4 TSI (turbo a iniezione diretta della benzina) da 150 cv con un’unità a zero emissioni da 102 cv, per una potenza complessiva di 204 cv e una coppia di 350 Nm. Quanto alla trasmissione, viene confermata la nota unità DSG a doppia frizione a 6 rapporti nel cui alloggiamento è integrato il propulsore a batteria. Accumulatore che, forte di una potenza di 8,7 kWh, può essere ricaricato integralmente in 3 ore e 45 minuti con una comune presa domestica oppure in 2 ore e 15 minuti con un impianto a 3,6 kW. Un tocco di praticità che compensa la principale smagliatura della vettura, vale a dire la limitata capacità di carico con cinque persone a bordo. I 272 litri offerti dalla GTE sono infatti poca cosa rispetto ai 380 litri appannaggio delle versioni tradizionali di Golf e ai 341 litri della e-Golf.

Cruscotto digitale e nuovo touchscreen
GTE ed e-Golf, pur con anime diverse, appartengono alla medesima famiglia. Una famiglia recentemente aggiornata sia nell’estetica sia nei contenuti. Analogamente al resto della gamma, possono contare su di un sostanzioso restyling che induce a parlare di Golf Serie VII… e mezzo. A interventi estetici di dettaglio, limitati ai gruppi ottici, ora disponibili anche in configurazione full LED, al paraurti anteriore, lievemente più prominente e corredato di un’inedita presa d’aria inferiore, e all’aspetto generale della vettura, reso più affilato, si accompagnano affinamenti in abitacolo che, a un primo colpo d’occhio, possono apparire minimi. Attenzione però a non cadere in inganno peggio di un playboy davanti a un Wonderbra, dato che debuttano dotazioni di pregio quali la strumentazione integralmente digitale (di serie), caratterizzata da un display TFT da 12,3 pollici di derivazione Audi, e il rinnovato touchscreen al centro della console. Quest’ultimo da 8 pollici nella configurazione base della GTE, da 9,2 pollici per la e-Golf.

Cruise control adattivo e frenata d’emergenza
Come accennato parlando della versione elettrica, un apparato multimediale d’ultima generazione non può rinunciare ai protocolli di comunicazione con i device portatili Apple CarPlay e Android Auto, così come ai comandi vocali e alla connessione internet per la fruizione di servizi on-line quali le informazioni sul traffico e le previsioni meteo. Plus puntualmente appannaggio delle nuove e-Golf e GTE al pari delle rinnovate app che consentono, ad esempio, di gestire da remoto la climatizzazione, conoscere l’autonomia elettrica residua, impostare la navigazione e individuare le stazioni di ricarica più vicine. Al contempo, crescono le dotazioni di sicurezza di entrambe le medie di Wolfsburg. Debuttano infatti il cruise control adattivo corredato della funzione di marcia semiautomatica – segue il traffico sino a una velocità di 60 km/h, complice il controllo del mantenimento di corsia – la frenata automatica d’emergenza con rilevamento dei pedoni e il riconoscimento della segnaletica stradale. Un altro mondo rispetto al passato.

DRIVE
Se fossero un gelato, sarebbero un Magnum. Sì, perché la e-Golf è “morbida” nella guida, esattamente come il ripieno dello snack Algida, mentre la GTE è “croccante”, come l’involucro esterno in cioccolato, forte di una marcata vocazione sportiva pur senza raggiungere gli estremi della sorella a benzina GTI Performance. La e-Golf, nel dettaglio, si fregia di tutti i pregi dinamici tipici dei modelli a batteria, vale a dire una eccezionale reattività alle pressioni dell’acceleratore, un’erogazione di coppia istantanea, una silenziosità di marcia da riferimento e costi d’esercizio inferiori alle auto tradizionali. Rovescio della medaglia, nel misto stretto e nei trasferimenti di carico la massa superiore di oltre 400 kg rispetto a una Golf a benzina dalla potenza pressoché analoga si fa sentire, suggerendo uno stile di guida rilassato.

Comfort al top per e-Golf
Nata per la città e il commuting urbano, la e-golf svolge egregiamente il proprio compito grazie a un’autonomia reale nell’ordine dei 200 km e a sospensioni che assorbono correttamente le imperfezioni dell’asfalto. Molle e ammortizzatori “digeriscono” buche e sconnessioni con grande precisione, facendo del comfort uno dei fiori all’occhiello della vettura. La guida in souplesse beneficia inoltre dello sterzo generosamente servoassistito, per nulla affaticante in manovra, della posizione di guida ampiamente personalizzabile e della buona abitabilità. Unico appunto, la modulabilità del freno è intuitiva quanto il cubo di Rubik, dato che la prima parte di corsa del pedale ha una risposta decisamente spugnosa cui fanno seguito decelerazioni violente. A tal proposito, per attenuare il fenomeno è meglio optare per un livello di recupero dell’energia in rilascio – sono previsti quattro step – abbastanza soft, così da non accentuare le fasi di transizione.

Grande reattività per il powertrain di GTE
Ecologica sì, ma tutt’altro che noiosa. Anzi. Complici la trasmissione monomarcia, la risposta prontissima alle pressioni dell’acceleratore, lo scatto da 0 a 100 km/h in 9,6 secondi anziché i 10,4 secondi appannaggio del vecchio modello e una velocità massima di 150 km/h invece di 140 km/h, la e-Golf riesce a stampare un sorriso sul volto di chi ne stringe tra le mani il volante. Un sorriso che diventa addirittura a 32 denti guidando la GTE. Un’ibrida nell’ibrido, dato che alla tecnologia plug-in abbina un comportamento dinamico non troppo distante dalla GTI Performance da 245 cv. L’apporto del propulsore elettrico, specie nella modalità di guida GTE, dona una grande reattività al powertrain che, complice il cambio DSG a doppia frizione a 6 rapporti, riprende con forza sin dai bassi regimi per poi esprimersi in un allungo degno di nota.

Feeling immediato nonostante il peso
Sarà anche ibrida, ma resta pur sempre una Golf. Intuitiva, dal feeling immediato sin dal primo istante, stabile anche in caso di brusco rilascio dell’acceleratore in percorrenza e affetta da un larvato sottosterzo che non ne pregiudica le prestazioni nel misto. Lungo i percorsi più tortuosi, piuttosto, è il peso a limitarne le velleità. Con una massa di 1.540 kg, la GTE ferma infatti l’ago della bilancia ben 200 kg oltre quanto fatto registrare dalla “cugina” GTI Performance, mossa da un 2.0 turbo benzina da 245 cv e dotata di una trasmissione DSG a 7 marce. Un gap avvertibile nei trasferimenti di carico più marcati, dove sebbene le sospensioni beneficino di una taratura sportiva – lontana anni luce dal setup votato al comfort della e-Golf – si avverte l’emergere di un lieve rollio e l’agilità non è da riferimento. Una smagliatura compensata dai consumi pressoché irrisori, dai cinque programmi di marcia che consentono di spaziare dal risparmio energetico al massimo delle prestazioni e dall’autonomia di 50 km in modalità puramente elettrica.


Due interpretazioni della sostenibilità
GTE o e-Golf? Quale scegliere? La prima è sportiva, performante e decisamente pratica, non avendo limitazioni di autonomia. La seconda fa del comfort una ragione di vita, è ecologica al 100% e permette di scordarsi per sempre il volto del benzinaio. In aggiunta, l’elettrica pura beneficia del nuovo Progetto Valore Volkswagen che sconta l’IVA sul prezzo d’acquisto, proponendo così la vettura a un prezzo di 32.200 euro con un anticipo del 20% e 36 rate da 299 euro al termine delle quali la Casa riconosce un valore garantito del 50%. Più che di una scelta tra modelli, però, si tratta di optare per due strategie di mobilità sì sostenibili, ma distanti fra loro per praticità e fruizione. Basti pensare, a tal proposito, come la batteria della GTE sia ricaricabile con una presa domestica in meno di 4 ore, mentre per la e-Golf siano necessarie 17 ore.

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