Prova LIV EnviLiv, cattiva ma non troppo

Pensata per le ragazze che amano la velocità e l’adrenalina. La EnviLiv si esprime al meglio quando si spinge a ritmo, ma se si ha una buona gamba sarà una buona compagna su ogni terreno.

SI SPINGE

Prima della sfida finale avevo già portato la EnviLiv su altri due banchi di prova. Un lungo, velocissimo, piattone, quello della ciclabile del Naviglio che da Bereguardo porta a Sesto Calende, sul Lago Maggiore. E le due sponde dirimpettaie del lago di Como, da Bellagio a Dongo.
La ciclabile del Naviglio, soprattutto nel tratto da Casterno a Somma Lombardo è una pista. Un velodromo a cielo aperto con asfalto perfetto, senza soluzione di continuità. Qui la EnviLiv mostra la sua vera natura aggressiva: una macchina per la velocità. La posizione è ben raccolta, aerodinamica e bilanciata. È comoda in impugnatura alta ed estremamente efficace nell’impugnatura bassa quando si vuole imprimere la massima potenza sui pedali. Se rilanci o le chiedi di sprintare ti segue reattiva, ma le doti aero della EnviLiv le apprezzi nelle andature di forza, quando lavori a ritmo costante: la sensazione è che la bici restituisca l’energia impressa, senza dispersione. Questo grazie alla rigidezza del carro, alla solidità della scatola del movimento centrale, e al disegno aero che riduce la resistenza all’aria. In condizioni di vento quasi nullo, se non per la brezza termica del fiume che mi alita da dietro, le ruote in fibra di carbonio a profilo differenziato sono un plus valore. Davanti la Giant SL Aero 42 non pregiudica la maneggevolezza mentre la sorella da 65 montata dietro produce un effetto volano. Una volta lanciata, la EnviLiv tende a conservare la velocità con una grande inerzia.

IN SELLA

SI SALE

TESTA BASSA

Foto Martina Folco Zambelli/HLMPHOTO