Prova LIV EnviLiv, cattiva ma non troppo

Pensata per le ragazze che amano la velocità e l’adrenalina. La EnviLiv si esprime al meglio quando si spinge a ritmo, ma se si ha una buona gamba sarà una buona compagna su ogni terreno.

SI SALE

L’ascesa al Mottarone è l’ultima prova del test, ma sarà quella del fuoco: non sono una scalatrice e nemmeno una taglia 38, non amo le salite… Disposta a incendiare le gambe ma non a mandare in fumo la volontà di arrivare in cima, convinco l’amica rivale a cadenzarmi il passo. La sua treccia dondolante farà da ipnotico all’acido lattico durante la lunga salita da Arona. L’umidità avvolge le gambe fredde e la boscaglia fino a Gignese. Pedaliamo agili per scaldare le gambe. Il silenzio è surreale; unico rumore le nostre cambiate sincrone, sibilanti ed elettroniche le sue, metalliche e meccaniche le mie. Montiamo gli stessi rapporti con cassetta 11-30 e guarnitura 36/52. L’elettronico spicca per sensibilità, rapidità e precisione. Finché le pendenze restano contenute, le gemelle EnviLiv conservano le doti racing e la pedalata fuori sella resta efficace. Quando si sale davvero, con la fatica che inizia a mordere le gambe, il peso e l’inerzia (in negativo) del ruotone posteriore pagano dazio e hai la conferma che se esistono le bici endurance ci sarà un motivo, no?
Non so se più il freddo o la salita, i nostri respiri sono sempre più ravvicinati. Le trecce prima baldanzose nella danza fuori sella, ora scivolano lente sulla schiena quando il corpo asseconda la chiusura degli ultimi tornanti e del traverso finale. L’asfalto è umido del pomeriggio invernale e lo siamo anche noi. Mi pregusto il tè caldo e un gonfio panino col salame. Ma mi ero scordata del lockdown: tutto chiuso… Con la pancia vuota ma gli occhi pieni di un immenso tramonto, mi stringo in un lungo abbraccio con l’amica del cuore. Essere qui insieme, dopo 35 anni, è una fortuna.

IN SELLA

SI SPINGE

TESTA BASSA

Foto Martina Folco Zambelli/HLMPHOTO