Prova BMW F 850 GS

22 marzo 2018 - 2:03

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Ho un ricordo vivido di quando BMW nel 2006 presentò la F 800 S, moto stradale riconoscibile per la mezza carena e la trasmissione a cinghia. Un modello apprezzato per il nuovo motore bicilindrico parallelo, che consumava poco ed era sportivo al punto giusto con i suoi 85 cavalli. Inevitabile la domanda posta a più riprese ai referenti della Casa tedesca relativamente a quando avremmo visto la nuova GS 800. La prima F 800 GS arrivò nella primavera del 2008, riconoscibile più che mai nella livrea calabrone, nera e gialla, con la ruota anteriore da 21 pollici di diametro e la trasmissione finale a catena.

Come già accaduto con la 1200 GS, il passaggio al nuovo modello porta in dote una vera e propria rivoluzione. C’era da aspettarselo. Non c’è particolare che possa ricondurci al precedente modello e tutte le novità ci portano a pensare che BMW abbia pensato alla nuova 850 partendo da un foglio bianco. Prezzo di partenza 12.550 euro chiavi in mano.

Long ride
Sono stati più di 500 i chilometri percorsi nell’arco di 24 ore in sella alla nuova BMW F 850 GS, tra brevi tratti di asfalto veloce e lunghe strade sterrate colorate di terra rossa e ricoperte di morbido fango. Condizioni ideali, e il meteo ci ha messo lo zampino, per capire quanto sia davvero cambiata la GS con la F davanti, lettera che identifica la famiglia con i motori bicilindrici paralleli fronte marcia.

I cambiamenti sono tanti, al punto che la nuova media enduro di BMW si può definire senza timore di smentita una moto nuova. Per sapere tutte le novità della nuova GS leggete qui la parte dedicata alla scheda tecnica e le novità introdotte.
Schiena forte

Il nuovo telaio monoscocca in acciaio balza all’occhio perché introduce un nuovo schema (non c’è più il traliccio): in BMW tengono molto a raccontare i perché di questa innovazione che abbraccia il nuovo motore. Il peso aumentato di 12 kg – 229 kg in ordine di marcia – è giustificato dalla normativa Euro4, dai diversi volumi dell’impianto di scarico e dalla maggiore quantità di materiale utilizzato per rendere più rigido il telaio. Una scelta che premia la guida veloce, la stabilità e l’esigenza di spostare questo modello verso concorrenti di cilindrata superiore come Honda Africa Twin senza che perda la sua identità di enduro media.
  RIDE  

Guida precisa
In effetti è una sensazione chiara che emerge nella guida. La F 850 GS ha un avantreno solido e ben piantato a terra sia sui tratti veloci e guidati dell’autostrada costiera nel sud della Spagna, sia guidando decisi nei tortuosi budelli sui fianchi della Sierra Nevada. La ruota anteriore e il serbatoio che torna davanti – nella precedente F 800 GS era posizionato sotto la sella – garantiscono una dinamica di guida più tradizionale: morbida nello scendere in piega, non velocissima a raddrizzare ma precisa.
Spagna: pioggia!
Sembra un paradosso ma negli ultimi mesi la Spagna ha battuto la Scozia per i continui acquazzoni e anche in quest’occasione non si smentisce. E così sotto una fredda e insistente pioggia parte il test. Riding mode impostato su Rain – le opzioni disponibili prevedono Road, Dynamic, Enduro, Enduro Pro – e manopole accese sul livello 2 dei tre disponibili. Il nuovo motore, che non ricorda più il canto del boxer, spinge morbido ai regimi più bassi, è fluido. Vibra un po’ sul manubrio, ma in questa configurazione, complice la potenza ridotta, la risposta al comando del gas sembra essere sempre in leggero ritardo.
Asfalto arrivederci
E’ una giornata di continui saluti. Abbandoniamo spesso l’asfalto per ritrovarlo solo dopo aver percorso decine di chilometri di mulattiere rivestite di viscido fango e terra rossa compatta. La mappa Enduro Pro (disponibile solo per la GS 850) disattiva l’ABS al posteriore ma tiene sempre all’erta il sistema sulla ruota anteriore. Un debutto, quello di Bosch sulla F-GS, che arriva dopo che il costruttore tedesco ha equipaggiato con successo la super sportiva S 1000 RR. E’ l’elettronica a rivestire un ruolo di indiscussa protagonista nella nuova BMW F 850 GS, per la capacità di gestire potenza e traction control e la regolazione optional delle sospensioni ESA.
Coperta corta

Importante sottolineare che la F 850 GS è stata equipaggiata per questo test con le Metzeler Karoo 3, perché in buona misura sono state l’ago della bilancia dei risultati della prova. Se sull’asfalto hanno sorpreso per il grip e la buona capacità di accettare ritmi sostenuti lo stesso non si può dire in fuoristrada. Faccio chiarezza. La F dimostra di non temere ingressi decisi in curva a moto piegata al pari di rapide uscite con il motore ben in tiro. Il bilanciamento dei pesi è buono, il trasferimento di carico relativamente contenuto e visto il comportamento della forcella non si sente il bisogno di una eventuale regolazione.

Ci sarebbe voluta una gomma più specifica, più aggressiva, che evitasse al traction control – in configurazione Off Road Pro – di intervenire spesso, ma inevitabilmente si sarebbe perso tutto il buono della guida su strada. In questa condizione di grip precario il continuo on-off dell’elettronica ha messo più volte in difficoltà la sospensione costretta, causa la poca trazione, a continui rimbalzi. La soluzione? Via il traction control e marce corte, con il motore che spinge.
Motore 2.0
Il bicilindrico della F 850 GS è nuovo e apporta qualcosa in più delle maggiori prestazioni (95 cavalli e 92 Nm di coppia). La rivoluzione è figlia di un cambio radicale. Non c’è più la fasatura a 360° che regalava il sound inconfondibile del boxer ed era caratterizzato da una biella di bilanciamento posizionata sull’albero a gomito. Oggi ci sono due alberi contro rotanti, una fasatura a 270 che cambia l’erogazione della potenza e una frizione con sistema anti saltellamento più leggera da azionare. Pur raggiungendo i 9.000 giri indicati, zona di intervento del limitatore, le migliori prestazioni questo bicilindrico in linea le offre tra i 3.500 e i 6.000 giri: oltre emerge un’anima sportiva quasi inaspettata, utile nei rapidi sorpassi e per tenere il passo delle enduro di cilindrata maxi.
Ama viaggiare

La posizione di guida conferma la naturale vocazione che ogni GS ha per il viaggio. Sella a 815 mm da terra, pedane alla giusta distanza, manubrio largo e manopole della giusta sezione. Ha fianchi da modella, parlando dello spazio tra serbatoio e sella, ideale per tenere le gambe strette al telaio e ben protette dal vento. Su fronte protezione si può fare meglio e mi riferisco al parabrezza, essenziale e capace di deviare dal casco flussi e turbolenze solo fino a 120 km/h; oltre si fatica non poco a resistere al carico dell’aria che impatta sul casco da fuoristrada. Qualcosa in più si potrebbe fare pensando alla guida in piedi sulle pedane: agli off road addicted il manubrio piacerà un po’ più in alto.
Sempre più connessi

Il nuovo display TFT da 6,5 pollici apre una nuova frontiera nell’uso dei moderni device in moto. Non è un caso che il claim del 2018 di BMW sia “Connected Season” perché grazie a questo display connesso con lo smartphone si può fare tutto senza distrarsi: rispondere ad eventuali chiamate, ascoltare musica senza distogliere l’attenzione e lo sguardo dalla strada che si sta percorrendo.
Nuovi dettagli
La nuova GS migliora in molti particolari. Le pedane del passeggero sono imbullonate al telaio reggisella e non più saldate, dispone di chiave Keyless che dialoga con la moto già a due metri di distanza, dell’optional del cambio servoassistito e dell’Intelligent Emergency Call, un pulsante posizionato sul lato destro del manubrio per il pronto intervento in caso di eventuale incidente. Alto il livello degli accessori disponibili nel catalogo, con pacchetti tecnici dedicati disponibili nella pagina BMW Motorrad cliccando qui e dedicata alla F 850 GS.

 

 

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