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In tutte le discipline o, se vogliamo, in tutte le aree tecnologiche c’è un momento in cui il progresso compie un balzo che si potrebbe definire generazionale. Il momento in cui qualcuno butta un sasso bello grosso nello stagno. E nulla è più come prima. È successo nello sci, con l’avvento degli sci carving, capaci di cambiare completamente il modo di affrontare le piste. È successo nella MTB con l’arrivo delle ruote da 29 pollici, più grandi, meno maneggevoli ma più scorrevoli: prima osteggiate, poi universalmente adottate. È successo anche nel mondo delle moto, con l’arrivo dei tre ruote.

Fa discutere

Sono momenti storici decisamente “divisivi”, questi, in cui conservatori e progressisti si scontrano in modo molto acceso. La storia ci insegna che in questi casi c’è sempre stato e ci sarà sempre chi rifiuterà il nuovo, chi lo amerà e chi starà alla finestra.
La storia ci insegna che queste innovazioni spesso non sono capite immediatamente. Ma inesorabilmente si fanno spazio, in alcuni casi diventando degli standard. Quanti sci dritti e lunghi vedete sulle piste? Quante MTB con ruota da 26″? Guardatevi attorno e vi risponderete da soli.

Sulle moto è un po’ differente. Il mondo dei tre ruote va innanzitutto capito. Per chiarire che non è e non sarà mai “sostitutivo” rispetto a quello delle moto tradizionali, piuttosto sarà complementare. Mezzi come la Yamaha Niken non rubano il mercato alle moto, semmai lo allargano, offrendo un altro punto di vista.

Punto di partenza

Occorre partire da qui per capire la Yamaha Niken (si pronuncia Naiken). In questo caso è toccato al costruttore di Iwata l’onere e l’onore di buttare il sasso. I tre ruote non sono una novità: Piaggio ne reclama legittimamente e a gran voce la paternità con il suo MP3. Ma Yamaha ha pensato al tre ruote da un punto di vista completamente diverso.

Cambio di mentalità

L’analogia con la saga del TMax in questo caso è tutt’altro che fuori luogo. Prima dell’arrivo del maxi di Iwata, gli scooter erano poltrone che servivano per andare da A a B, nella massima comodità ma senza emozione. Con quel modello è cambiato il modo di pensare allo scooter, che si è trasformato in un mezzo sportivo, in grado di dare soddisfazione nella guida. Niken vuole fare lo stesso nel mondo dei tre ruote. Non è un mezzo per andare da A a B, per quello ci sono i tre ruote normali (tra cui il Tricity) ma la proposta per alzare l’asticella del divertimento, abbassando quella dello stress. Proprio come gli sci carving.

Meglio due (davanti)

Yamaha Niken dettaglio doppia ruota anterioreSe la seconda ruota anteriore porta indubbiamente maggiore sicurezza, raddoppia l’impronta a terra e migliora il “feeling” in curva (tutte cose già ampiamente sperimentate con gli attuali threewheeler) è certo che aumentando i cavalli può anche crescere il divertimento. La Niken nasce proprio per questo, è uno schiaffo alla “normalità” e ai conservatori. Osa, azzarda, muove le acque.

Motore da MT ma non del tutto

La parte più normale della Niken è sicuramente il motore, che deriva in modo piuttosto stretto da quello della MT-09. Tre cilindri, 847 cc, 115 cv a 10.000 giri e 87,5 Nm a 8.500 giri i suoi numeri. Tutto uguale? Non proprio: Yamaha ha lavorato su iniezione e albero motore, appesantito rispetto a quello della MT-09, per avere un’inerzia aumentata del 18% e migliorare la fluidità di marcia. Di pari passo è stato accorciato il rapporto finale (due denti in più di corona, da 16-45 a 16-47) per mantenere il brio tipico della naked Yamaha pur con un peso superiore. L’elettronica prevede TCS (controllo di trazione) regolabile su due livelli oppure disinseribile, l’ormai noto D-Mode che cambia erogazione e risposta al gas (1 più diretto – 2 medio – 3 più morbido), Cruise control e Quick Shifter che funziona solo in salita di rapporto. Scontata la presenza dell’ABS (a tre canali), obbligatorio.

Telaio ibrido

Fulcro dell’attenzione è ovviamente la ciclistica. Il tre cilindri è abbracciato da un telaio “ibrido”, composto da un traliccio in tubi di acciaio unito a piastre fuse in alluminio nella zona del pivot forcellone. Il forcellone è diverso da quello della MT-09 ma tutto l’insieme fa sì che l’interasse della Yamaha Niken alla fine sia solo 10 mm più lungo rispetto a quello della Tracer 900. Il che fa capire bene le misure della tre ruote Yamaha.

Quadrilatero magico

Il sistema di basculamento a quadrilatero sfrutta, ovviamente evoluto in chiave prestazionale, lo stesso principio applicato al Tricity, qui però declinato in versione sportiva. Per arrivare, infatti, a un angolo di piega di 45° per lato, le forcelle (il plurale è d’obbligo perché ci sono quattro steli) sono state spostate all’esterno, diventando anche un elemento estetico. L’attenzione al contenimento dei pesi ha portato alla definizione di diametri differenziati per ciascuno stelo. La Niken ha sospensioni completamente regolabili e la funzione ammortizzante delle forcelle è affidata allo stelo posteriore (regolabile nell’idraulica) da 43 mm di diametro (escursione 110 mm), mentre lo stelo anteriore svolge solo funzione di guida e ha diametro di 41 mm. Il contenimento dei pesi ha coinvolto un po’ tutti gli elementi, serbatoio compreso (18 litri per oltre 300 km di autonokmia), in alluminio. Un lavoro che ha portato buoni frutti, visto che la Niken ferma la bilancia a 263 kg con il pieno di benzina. Non stiamo parlando di libellule, ma molte maxi enduro con due (sole) ruote pesano di più…

Fifty fifty

Per bilanciare i pesi, potenzialmente caricati avanti a causa del meccanismo di basculamento, i tecnici di Iwata hanno spostato indietro il guidatore. Il manubrio ha un offset spostato verso il retrotreno e di conseguenza il rider siede 50 mm più indietro rispetto a una MT-09: questo fa sì che la Niken con pilota a bordo (ipotizzato da 75 kg) abbia una distribuzione dei pesi 50-50, quasi come una moto sportiva.

Ruote piccole per scelta

Anche la scelta delle ruote anteriori da 15 pollici di diametro (gommate con due Bridgestone A41 realizzate appositamente) risponde a varie esigenze. Yamaha ha provato vari diametri, scegliendo questo come miglior compromesso tra basse inerzie – 2 ruote da 17″, provate in fase di sviluppo, hanno mostrato troppa inerzia, rallentando l’azione della Niken, mentre Yamaha la voleva “svelto” – e stabilità ad alta velocità. Le due ruote sono distanziate tra loro di 410 mm, il che rende la Niken guidabile solo da persone con patente motociclistica. Yamaha avrebbe potuto scegliere un interasse tale da renderla accessibile a chi guida con patente B. Ma non era questo lo scopo: la Niken, secondo loro, è una moto per guidatori evoluti. Tre i freni a disco, da 265 mm i due anteriori con da pinze a 4 pistoncini e da ben 298 mm il posteriore.

Questione di angolo

Yamaha Niken dettaglio strumentazioneL’impegno maggiore dei tecnici è stato riservato ai vari angoli delle ruote, che restano allineate tra loro a qualsiasi inclinazione. Il quadrilatero fa sì che in piega la ruota interna “spinga” quella esterna, e per migliorare feeling, tenuta e usura gli ingegneri giapponesi hanno sfruttato la teoria di Ackermann, che prevede differenti angoli di sterzata tra ruota interna ed esterna per compensare i raggi di curvatura differenti. La ruota interna alla curva, infatti, percorre una circonferenza più stretta rispetto a quella esterna. Questa teoria, ben nota nel mondo del kart e delle auto, è stata applicata a questo sistema, garantendo tenuta, feeling di guida ed evitando che le ruote, anzi le “lame” visto che Niken significa doppia lama in giapponese, “scivolino” sull’asfalto, usurandosi in modo anomalo.

Prezzo

Insomma ci hanno lavorato non poco, e gli elementi tecnici “buoni” a bordo della Niken ne sono parecchi. Per questo motivo il prezzo fissato per l’Italia in 14.990 euro è da ritenersi più che accettabile. Ma la moto piacerà al pubblico italiano? Yamaha è pronta a scommetterci e ha lanciato un intenso programma di test su strade di montagna (secondo Yamaha le migliori per capire le potenzialità della Niken), per far provare il nuovo mondo a più motociclisti possibile. La Niken arriverà a settembre, ma è già possibile ordinarla sul sito niken-yamaha-motor.eu.

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