Triumph Trident, la roadster che mancava

Una nuova generazione di Triumph per una nuova generazione di motociclisti. Si entra a Hinckley dalla porta principale, con meno di 8.000 euro

Triumph è una di quelle (poche) Case che, quando affonda le mani nel suo passato, riesce sempre a trovare un modello glorioso ed evocativa, capace di trasmettere ispirazione.
Anche quando si è trattato di affrontare questo nuovo e importante progetto, a Hinckley è bastato sfogliare l’album delle foto di famiglia, fino a ritrovare la Trident, per capire cosa fare.

UN NOME, DUE AVI

La prima Trident risale al 1968. Rimase in catalogo fino al 1975 e in questi sette anni di attività riuscì a vincere cinque titoli consecutivi al TT dell’Isola di Man. Fu la capostipite delle tre cilindri in linea Triumph.
La seconda calcò invece l’asfalto nel 1990 e fu prodotta nelle due cilindrate 750 cc e 900 cc. Era una roadster versatile, confortevole e robusta, ottenne un buon successo ed ebbe un ruolo rilevante nel nuovo corso di Triumph.

PROGETTO INEDITO

L’idea alla base della nuova Trident riprende quella del modello del 1990, cioè rappresentare il modello di ingresso al mondo Triumph. Anche questa volta i panni sono quelli della Roadster, ma i legami con il passato finiscono qui. La Trident parla un linguaggio nuovo per la Casa inglese, un linguaggio pensato per farsi capire da un pubblico differente, che si trasformi in una nuova generazione di triumphisti.

UNA VERA TRIUMPH

Accessibile non significa basica. La Trident è una Triumph in tutto e per tutto, assicurano a Hinckley. Dal design (la matita è quella di Rodolfo Frascoli (guarda qui la video intervista) ricco di personalità e con i tratti distintivi della famiglia Street, alle prestazioni, al piacere di guida, alla dotazione, alla cura delle finiture.

MOTORE E CICLISTICA

La base del progetto è il tre cilindri da 660 cc che equipaggia la Street Triple S. Per tirarne fuori il carattere che avevano in mente per la nuova Trident, gli ingegneri lo hanno però profondamente rivisto, a partire dalle misure di corsa e alesaggio. La potenza massima è di 81 cv (esiste anche la versione per patente A2, depotenziata a 48 cv) per 64 Nm di coppia, di cui il 90% disponibile fra 3.600 e 9.750 giri, con uno scarico che trasmette una voce roca e potente.
Il telaio è invece un’inedita culla in tubi di acciaio con geometrie differenti da quelle della Street Triple (interasse più corto, rake/trail maggiori). Le sospensioni sono Showa, con ammortizzatore regolabile nel precarico e l’impianto frenante è Nissin con doppio disco da 310 mm all’anteriore. L’altezza sella è contenuta in 805 mm e il peso in 189 kg in ordine di marcia.

ELETTRONICA

La Trident offre un pacchetto completo, che comprende due riding mode (Road e Rain), controllo di trazione disattivabile e integrato con le modalità di guida, acceleratore ride by wire, display TFT a colori, compatibile con il modulo di connessione “My Triumph” Connectivity System (opzionale), luci full LED e ABS.

SFIDA APERTA

Il segmento in cui si inserisce la Trident è uno dei più caldi e dinamici. Quello delle Roadster di media cilindrata è un campionato in cui la partita si gioca su versatilità, stile, qualità accessibile, facilità e piacere di guida. Arriverà in concessionaria a gennaio 2021, in quattro varianti di colore e con 45 accessori per personalizzarla, a un prezzo di 7.995 euro. Oltre al prezzo aggressivo, punta su costi di gestione e di manutenzione contenuti, su lunghi intervalli di manutenzione e garanzia illimitata di 2 anni, estendibile a 4 anni. Le sue più dirette concorrenti saranno Yamaha MT-07, Honda CB650R e Kawasaki Z650. Sarà una sfida molto interessante.

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