Prova BMW F 900 R 2020

2 febbraio 2020 - 12:33
Potenza Max
105 cv a 8.500 giri
Altezza sella standard
815 mm
Peso ODM
211 kg

IO NON HO PAURA

Ad EICMA 2019 è stata presentata la nuova BMW F 900 R con il rinnovato motore bicilindrico da 895 cc e 105 cavalli dati che le permettono di salire di diritto nel ring assieme a blasonate avversarie. All’appello non mancano i principali player: KTM con la Duke 790/890, Triumph Street Triple e Kawasaki Z900. Nomi noti caratterizzati da prestazioni simili, ciclistiche agili e design originali. Prepariamoci dunque a un 2020 competitivo e nel frattempo vi rimando direttamente al LIVE  dove trovate tutte le caratteristiche tecniche ed entriamo così subito nel vivo della prova con il video.

RIDE

Prima regola di BMW F 900 R andare dal concessionario e scegliere la sella giusta per la propria altezza perché il rischio di trovarsi con le ginocchia troppo angolate non è affatto scontato. BMW offre cinque differenti altezze di sella un secondo ammortizzatore ordinabile al momento dell’acquisto senza sovrapprezzo che permette di spaziare tra i 770 mm fino agli 865 mm della sella extra high. Ancor prima di partire per il test ho optato per la Comfort seat a 840 mm che vince anche esteticamente rispetto a quella di serie.

MOTORE DI FAMIGLIA

All’avviamento del motore ti trovi proiettato in un mondo che conosci bene avendo guidato tutte le cilindrate di questo progetto ed essendo freschissimo della prova della sorella F 900 XR con cui condivide integralmente il motore e l’elettronica. Non cambia dunque la risposta del motore, morbida se si usa il Riding Mode Road, personalizzabile a piacevolmente appuntita se si preferisce la Dynamic Pro e la si “customizza” secondo i propri gusti. Anche nel caso della F 900 R ha vinto la seconda possibilità, quella in cui la risposta al gas è pressoché esente da ritardo e l’elettronica lascia un po’ di spazio alla fantasia nella guida senza essere troppo invasiva e conservativa in percorrenza di curva.

OK, IL PREZZO E’ GIUSTO

Se il prezzo di 8.950 euro della F 900 R fa brillare gli occhi a molti giovani motociclisti che probabilmente con la versione a 48 cv la inseriranno anche tra le migliori moto per patentati A2 , è la posizione in sella che conferma la predisposizione verso una clientela meno matura della F 900 XR. Lo dico a malincuore ma consapevole dal fatto che in sella alla R bisogna mettere in conto una posizione di guida meno confortevole e più sportiva e veloce.

Non c’è protezione dall’aria, la posizione di guida compatta il corpo e lo rannicchia dietro alla strumentazione, l’unico elemento che ti difende dall’aria. Ma chi acquista una naked lo sa. Posizione meno confortevole quindi, con le pedane più alte e avanzate, che portano ad avere le gambe molto raccolte e il manubrio più stretto e avanzato rispetto alla BMW F 900 XR guidata poche ore prima.

QUESTIONE DI MISURE

Nuovo motore, nuova ciclistica, maggiore cilindrata e prestazioni che la collocano nel centro del segmento delle naked di “media” cilindrata. Tutto questo è la nuova BMW F 900 R. La naked media di BMW è cambiata radicalmente perché ha sospensioni con escursione maggiore (+ 10 mm davanti e + 17 posteriormente) e sono cambiate le quote vitali a partire dall’interasse più corto l’angolo di sterzo che cresce insieme all’avancorsa per rendere più rotonda e fluida la guida aiutata da una posizione di guida più avanzata e che carica meglio l’avantreno.

GEMELLE DIVERSE

Il bicilindrico al pari del telaio, del forcellone e il diametro ruote è lo stesso della BMW F 900 XR, con il quale condivide anche il setting dell’elettronica. Gli stessi 105 cavalli sulla naked R funzionano meglio. Non sono di certo gli 8 kg in meno a fare la differenza – sfido i palati più fini ad accorgersene – quanto la diversa distribuzione del pesi e il comportamento delle sospensioni. La R ha sospensioni più rigide, meno confortevoli e più performanti, accolgono con piacere la sfida tra le curve e garantiscono una dignità di guida apprezzabile anche quando le si chiede impegno in ingresso curva con la leva del freno in mano.

Al comportamento molto sincero della ciclistica non corrisponde una pari prontezza del motore a bassi. Pigro fino a 3.000 giri il twin BMW compensa con un buon allungo fino ad oltre gli 8.500 giri soglia oltre la quale non è meglio andare anche perchè a questa quota insorgono vibrazioni consistenti avvertibili soprattutto sul manubrio. Il suo bello?  Dai 4 ai 6.500 giri ovviamente dove coppia e cavalli lavorano in sintonia e lasciando che la F 900 R scorra dentro le curve ci si può divertire. Peccato che il cambio non sia da lode; benché aiutato da quick shifter, che rende l’azione più rapida, non riesce a filtrare alcune imperfezioni percepibili nell’innesto dei rapporti ai bassi regimi e quando si scala marcia.

Oggi la F 900 R è più matura ed è cresciuta al punto che non rappresenta più una moto di passaggio ma una compagna con cui condividere diverse stagioni in sella. Apprezzabile il prezzo contenuto al quale bisogna però aggiungere i Riding Mode Dynamic che rendono più “attiva” la guida e personalizzabile, le immancabili manopole riscaldabili e il cambio elettronico.

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