Honda CR-V Hybrid, la prova dei 1.000 km

Ibrida sì, ma non come tutte le altre: sulla CR-V, il collegamento tra le ruote e il motore a benzina è ridotto al minimo. Ecco i vantaggi e le sensazioni nella guida in 1000 km di test

1000 KM

Un SUV diverso da tutti gli altri. E non perché è ibrido, ma perché è ibrido a modo suo. Al termine dei 1.000 km, è questo che mi rimane della CR-V hybrid. Come tutte le cose, può piacere o meno. Di sicuro, quando si scende da qui e si torna su una macchina normale, è un po’ come tornare indietro nel tempo, con il motore che gira a un regime coerente con la marcia inserita e con la velocità del veicolo.

MODERNITA’ E CONCRETEZZA

Nulla di tutto ciò sulla CR-V, che però è molto concreta quando si tratta di caricare cose e persone, è irreprensibile dal punto di vista del comfort e comunque parca nei consumi. Il tutto, offrendo un piacere più unico che raro di stare a bordo, grazie alla luminosità di cui vi ho parlato all’inizio ma anche per l’ottimo compromesso fra comfort e guidabilità. Sì perché la CR-V non è certo un SUV sportivo, ma sterzo e assetto sono fra i migliori del segmento. E la media finale dei consumi, pari a 18,1 chilometri con un litro, non è per niente male, considerati i quasi 1.700 kg, i 4 metri e 60 di lunghezza, il metro e 68 di altezza e la trazione integrale.

 

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