Nuova Volkswagen Golf 8, la prova

Prova Volkswagen Golf 8 1.5 eTSI – VIDEO-

6 dicembre 2019 - 13:11

10 minuti e ti senti subito a casa. Come sempre con la Golf

Sulla connettività torno dopo, perché perdonatemi, ma a me le auto piace ancora guidarle. Beh, la Golf 8 è inconfondibilmente… Golf. In che senso? Primo, perché restituisce una sensazione di ben fatto e di solidità non comune. E poi perché anche adesso che è così tecnologica, dopo 10 minuti ti sembra di averla sempre usata. Insomma, in questo senso non ci sono stravolgimenti, ma di certo a Wolfsburg non li stavano nemmeno cercando.

Piattaforma MQB, come sulla Golf 7

Guidando la Golf 8, onestamente, non si percepiscono stravolgimenti. Anche perché, questo va detto, la piattaforma MQB è la stessa di prima. Cambiano alcuni particolari (il passo per esempio è più lungo di un centimetro) e le tarature di assetto e sterzo sono ovviamente specifiche. Però, con così tanti elementi in comune, anche le sensazioni al volante non possono che essere simili. Detto questo, lo avrete capito, non ci si possono aspettare emozioni forti, qui sopra, ma non avrebbe nemmeno senso pretenderle. Per quelle, più avanti arriveranno la GTI e, ancor di più, la R.

Rassicurante, come solo la Golf sa essere

Insomma, al volante, la Golf 8 è una piacevole conferma, più che una novità. Si tratta di una macchina rassicurante, oserei dire riposante. La guidi per ore e non sei mai stanco. Il merito è anche dei sistemi di assistenza al guidatore. Il Travel Assist per esempio, che da 0 a 210 all’ora gestisce sterzo gas e freno in totale autonomia, in autostrada, detto che la responsabilità resta sempre e comunque di chi guida, che in ogni momento può prendere i comandi. Non da meno la tecnologia Car2X. In pratica la Golf 8 è già pronta a ricevere, sulle strade che ne sono dotate, le informazioni relative a incidenti, blocchi del traffico o altro, nel raggio di 800 metri. In questo modo può avvisare chi guida di rallentare. L’insonorizzazione è molto curata, le sospensioni assorbono bene le asperità pur senza essere cedevoli, mentre assetto e sterzo permettono di tenere anche buone medie nel misto, ma non sono – volutamente – di quelli che ti mettono voglia di strafare.

1.5 turbo mild hybrid

Quanto al motore, mi sono concentrato sul 1.500 4 cilindri turbo da 150 cv con sistema ACT di disattivazione dei cilindri (in pratica, ne “esclude”, quando si viaggia con un filo di gas, per ridurre consumi ed emissioni) e sistema mild hybrid. In cosa consiste? Una piccola batteria fornisce energia a un motore elettrico da 9 kW e 200 Nm di coppia, il quale a sua volta supporta l’endotermico in accelerazione. Non tanto e non solo per migliorare le prestazioni, quanto per ridurre emissioni e consumi. Appunto per questo, onestamente, quantificare l’apporto dell’elettrico nelle risposte al pedale del gas è difficile: sta di fatto che sono pronte fin dai bassi regimi e con un buon allungo anche agli alti. Il tutto, come sempre, ben supportato dal DSG, rapido nel passaggio da una marcia all’altra e puntuale nella selezione dei rapporti.

I fari adattivi li compri (anche) online

Detto delle sensazioni di guida, torniamo dentro, dove troviamo la terza novità. Di cosa si tratta? Degli aggiornamenti over the air. La funzionalità si chiama WeConnect e, nel livello base offre – senza limiti di tempo – alcune funzioni per monitorare l’auto da remoto. La Mobile Key, per esempio, per aprire e chiudere l’auto con smartphone compatibili, oppure informazioni come la posizione di parcheggio e lo stato della vettura. A richiesta, o comunque nei livelli più alti di allestimento, ecco WeConnect Plus, che in più offre funzionalità come l’antifurto online, l’aggiornamento delle mappe, la web radio e l’accessibilità allo Shop online per acquistare nuovi servizi o prolungare quelli esistenti. Interessante, poi, per le flotte, il WeConnect Fleet, che consente di gestire al meglio il parco auto, con evidenti risparmi economici nel breve e nel lungo periodo.

Comandi vocali evoluti

La quarta novità la introduce il più classico dei: “Ciao Volkswagen”. Classico nel senso che i comandi vocali evoluti, quelli a cui puoi parlare come a un amico, sono ormai abbastanza diffusi, se non altro sulle auto di ultima generazione. In ogni caso, per la Golf sono una fresca introduzione e si confermano come una delle funzionalità più preziose per evitare distrazioni al volante. Basta dire “ho freddo”, per esempio, per fare in modo che il cervellone elettronico alzi la temperatura del climatizzatore. Oppure “vai a casa” per impostare la destinazione di casa propria sul navigatore; idem con “alza il volume” e tanto, tantissimo altro.

Bagagliaio: 380 litri

Quanto alle dimensioni, così come per il comportamento stradale, possiamo parlare di conferma. La lunghezza cresce infatti di soli 3 centimetri, la larghezza cala di un millimetro e l’altezza di 4. Il passo, come già detto fa segnare più un centimetro, mentre il bagagliaio è la fotocopia di prima: 380 litri. Un valore buono, ma non eccezionale, a dir la verità, se si pensa che per esempio la Clio, di un segmento inferiore, è a quota 390 e la sorella più piccola Polo a 351.

Qualità, design, tecnologia: non manca nulla

Quinta novità, che è anche la risposta alla domanda iniziale, sta nel fatto che se da un lato, almeno dal mio punto di vista, la Golf ha tutto per tornare leader del segmento C, dall’altra farà fatica a essere la numero uno assoluta. Non per meriti/demeriti del prodotto, anzi, forma e sostanza ci sono tutte, ma perché il mercato è cambiato tantissimo in pochi anni.

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