Nuovi motori Volkswagen: metano e veleggio al top

4 maggio 2017 - 23:05

Vienna, città d’arte, di musicisti e… di motori. La capitale austriaca è ormai da tempo teatro del Motor Symposium, manifestazione che ogni anno vede la partecipazione del Gruppo Volkswagen con l’obiettivo di approfondire le novità tecniche destinate a entrare a breve in produzione. L’edizione 2017 ha così portato all’unveiling del nuovo propulsore 1.0 TSI bifuel a metano oltre che della funzione veleggio per il 1.5 TSI recentemente introdotto nella gamma Golf.

Start&Stop e veleggio s’incontrano
Il nuovo 4 cilindri 1.5 TSI da 150 cv, turbo a iniezione diretta della benzina, è di casa alla rassegna viennese, dato che proprio su questo palcoscenico venne presentato due anni fa. Ora torna “sul luogo del delitto” grazie a un avanzato sistema di veleggio. Veleggio che, in configurazione ordinaria, consiste nell’interruzione della catena cinematica quando la vettura, ad esempio in fase di rilascio, non necessita di alcun apporto da parte del motore. Un effetto che induce a viaggiare “in folle” abbattendo consumi ed emissioni. Ora Volkswagen si spinge oltre, prevedendo lo spegnimento del propulsore quando l’auto avanza per inerzia. Comportamento cui fa seguito l’immediata riaccensione alla minima richiesta di potenza. Un risultato, quest’ultimo, ottenuto agendo sul motorino d’avviamento, sulle frizioni del cambio automatico DSG oppure su entrambi gli elementi in funzione del contesto. I servizi di bordo vengono garantiti, nelle fasi di “riposo” dell’unità termica, da una batteria supplementare da 12 Volt. In base a quanto dichiarato dalla Casa, grazie al veleggio evoluto i consumi si riducono di 0,4 litri ogni 100 km. La prima vettura a essere dotata della nuova tecnologia sarà la Golf 1.5 TSI BlueMotion, attesa nelle concessionarie nel corso dell’estate.

Sonda lambda di seconda generazione
Il 3 cilindri 1.0 TSI, turbo a iniezione diretta della benzina, si è gasato. O meglio, ora è disponibile anche nella configurazione bifuel a benzina e metano, garante di emissioni eccezionalmente contenute grazie a una sonda lambda evoluta. Un componente il cui compito principale consiste nel rilevare la concentrazione d’ossigeno nei gas di scarico e assicurare il corretto funzionamento del catalizzatore. Tale sonda, nello specifico, è forte del riscaldamento elettrico così da garantire – all’accensione del motore – una miscela aria/carburante più “grassa” (ovvero più ricca di benzina rispetto alla media) a due cilindri e una miscela più magra per la terza camera di combustione. Una soluzione che promette di velocizzare il riscaldamento del catalizzatore. Tra le prime vetture destinate ad adottare il nuovo 1.0 TSI bifuel vi è la nuova Seat Ibiza, seguita dalla Polo e dalle altre compatte del Gruppo Volkswagen.

 

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