Prova Volkswagen Golf R 2017

19 aprile 2017 - 9:04

È la R meno moscia che esista al mondo. E al tempo stesso è la Golf di serie più potente di sempre. Basata sulla versione restyling della settima generazione della berlina tedesca, la nuova Golf R ha la rabbia in corpo. Proposta con carrozzeria a tre e cinque porte – la versione Variant (station wagon) non viene importata in Italia – ha nel 2.0 TSI (turbo a iniezione diretta della benzina) da 310 cv uno dei punti di forza. Un propulsore esuberante agli alti regimi e prodigo di coppia ai medi che, complice l’imperdibile scarico Akrapovic in titanio, regala un sound da far resuscitare i morti.


Riesce dove falliscono molte auto moderne: emozionare
La nuova Golf R costa 45.900 euro. Una cifra che consente di guidare una delle medie sportive più intuitive e bilanciate sul mercato. Stabile in ogni frangente, complice il retrotreno ancorato al suolo, intuitiva, comunicativa e in grado di scaricare a terra tutta la potenza a disposizione grazie all’efficienza della trazione integrale 4Motion, riesce in un’impresa sempre più ardua per le vetture moderne: emozionare. Anche in abitacolo, dove alla strumentazione integralmente digitale – una novità – alla dotazione molto completa, anche sotto il profilo della sicurezza, e alle finiture impeccabili è possibile abbinare una soluzione hi-tech quale l’infotainment a comandi gestuali. 45.900 euro ben spesi.

LIVE
Nulla di rivoluzionario sotto il cofano. Analogamente alla precedente generazione, la Golf R è mossa da un 4 cilindri 16V di 1.984 cc a iniezione diretta della benzina sovralimentato mediante turbocompressore, derivato dall’unità adottata dalla “sorella” meno estrema GTI Performance e portato dagli originari 245 cv a ben 310 cv. Vale a dire 10 cv più del vecchio modello, oltretutto disponibili sino a un regime di 6.500 giri/min, quindi con un range ampliato di 300 giri/min verso l’alto. Un indizio del carattere tutt’altro che remissivo della vettura, in grado di colmare quel gap di cattiveria in prossimità della zona rossa spesso imputato alle versioni sportive della Golf.


10 cv in più e 400 Nm di coppia
I 10 cv in più rispetto al passato, così come l’incremento della coppia da 380 a 400 Nm, non sono frutto di un aumento della pressione di sovralimentazione, bensì di affinamenti dell’elettronica. Non mutano, del resto, il rapporto di compressione, la portata dell’intercooler, i pistoni, le bielle e la testata, già rinforzati e appannaggio del vecchio modello. Confermate anche la distribuzione a doppio albero a camme in testa, le 4 valvole per cilindro, la fasatura variabile sia lato aspirazione sia lato scarico e la doppia strategia d’iniezione della benzina: diretta come standard, indiretta, ovvero nel collettore d’aspirazione, ai carichi parziali.


Sospensioni a controllo elettronico
La nuova Golf R condivide con il precedente modello lo sterzo a servoassistenza e demoltiplicazione variabili, lo schematismo delle sospensioni McPherson all’avantreno e a bracci multipli al retrotreno, la riduzione dell’altezza da terra di 20 mm rispetto al modello standard e le sospensioni a controllo elettronico DCC (di serie) forti delle tarature Normal, Sport e Comfort oltre che della modalità di marcia Race. Quest’ultima porta in dote il massimo irrigidimento degli ammortizzatori, una risposta particolarmente pronta del propulsore alle pressioni dell’acceleratore e una logica di gestione della trasmissione automatica DSG totalmente votata alle prestazioni. Al controllo della trazione e stabilità con taratura Sport, meno invasivo rispetto allo standard, si affianca infine la possibilità di disattivare totalmente l’elettronica per la guida in pista.

Scarico in titanio Akrapovic
Avete mai preso in considerazione la possibilità di andare al mare senza fare il bagno? Oppure di sposarvi, ma rinunciando al viaggio di nozze? O, ancora, di andare allo stadio, ma senza guardare il secondo tempo della partita? Se tutto ciò vi sembra assurdo, allora non pensate nemmeno lontanamente di acquistare una Golf R senza optare per lo scarico in titanio dello specialista sloveno Akrapovic. Un componente più leggero di 7 kg rispetto all’originale, garante di minori valori di retropressione e, soprattutto, in grado di regalare emozioni a ogni pressione dell’acceleratore. Roco e possente al punto da trasformare Joe Cocker nei Cugini di Campagna, regala marcati scoppiettii in rilascio e, una volta selezionato il programma di guida Race, urla tanto da sovrastare un concerto dei Metallica.


267 km/h con il pacchetto Performance
La configurazione ottimale per esaltare le prestazioni della Golf R vede accompagnarsi allo scarico Akrapovic il nuovo pacchetto Performance, disponibile a partire dal prossimo autunno. Kit che consente di aumentare la velocità massima da 250 km/h (autolimitati) a 267 km/h e che porta in dote sia gli pneumatici semi slick sia un impianto frenante alleggerito di 2 kg rispetto all’originale, oltre che particolarmente resistente al fading. Una caratteristica, quest’ultima, resa possibile dalla realizzazione della campana freno in alluminio cui è collegato un anello di attrito – in acciaio – tramite perni incorporati per fusione, così da potersi dilatare in senso radiale in caso di surriscaldamento. Sono infine inclusi un profilo aerodinamico supplementare in corrispondenza dello spoiler al tetto e i cerchi in lega da 19 anziché 18 pollici.


Strumentazione integralmente digitale
Similmente alla “sorelle” meno performanti, anche la Golf R beneficia del restyling dedicato alla settima serie della berlina di Wolfsburg. Debuttano così paraurti ridisegnati, gruppi ottici con tecnologia full LED (di serie) e terminali di scarico maggiorati. Ai gusci dei retrovisori laterali cromati satinati o, a richiesta, in carbonio e ai cerchi in lega di serie da 18 pollici si accompagna un sensibile upgrade a livello multimediale. Diviene infatti disponibile il sistema d’infotainment Discover Pro (optional a 2.000 euro) caratterizzato dai comandi vocali e gestuali, tipo swipe. Una tecnologia i cui perni sono il display da 9,2 pollici al centro della consolle e l’interazione con gli smartphone sia Android sia iOS, oltre alla possibilità di ricaricare induttivamente i device portatili. Una dotazione hi-tech al pari della strumentazione integralmente digitale, forte di un display TFT da 12,3 pollici di derivazione Audi.


Frenata automatica d’emergenza e ACC
In modalità Sport, l’infotainment mostra in tempo reale la pressione di sovralimentazione, la potenza erogata e i valori relativi all’accelerazione laterale. L’evoluzione della gamma Golf comporta un arricchimento delle dotazioni di sicurezza. Debuttano infatti il cruise control adattivo corredato della funzione di marcia semiautomatica – segue il traffico sino a una velocità di 60 km/h, complice il controllo del mantenimento della corsia – la frenata automatica d’emergenza con rilevamento dei pedoni e il riconoscimento della segnaletica stradale. Tecnologie che si aggiungono alla segnalazione dell’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco e all’assistenza al parcheggio.

DRIVE
Non è un trattore, questo è certo, ma in coda devono averle applicato un aratro. Sì, perché la nuova Golf R può contare su di un retrotreno granitico, ancorato al suolo anche qualora le sinapsi del guidatore facciano tilt e chi stringe tra le mani il volante tenti deliberatamente di scomporre la vettura. Una caratteristica che se da un lato infonde una sicurezza sconosciuta a rivali dall’indole altrettanto sportiva, dall’altro scalfisce lievemente il divertimento nella guida al limite e invita a uno stile pulito, rinunciando al sovrasterzo in inserimento.


4WD e da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi
La trazione è uno dei punti di forza della vettura. Il sistema 4WD appannaggio della Golf R non richiede infatti lo slittamento delle ruote anteriori per provocare il cambiamento di pressione sulle lamelle della frizione Haldex (di quinta generazione), così da determinare la ripartizione della coppia verso il retrotreno (sino al 100%). È piuttosto prevista una specifica pompa elettrica che genera la variazione di pressione dell’olio necessaria. In tal modo, la distribuzione dei kgm avviene preventivamente alla perdita d’aderenza delle ruote anteriori. Una raffinatezza tecnica che, complici il launch control e il nuovo cambio DSG a sette rapporti, rende possibile uno scatto da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi.


Cambio a doppia frizione a 7 marce
Rapido, impeccabile nel capire le situazioni onde inserire il rapporto corretto – optando per la modalità automatica sportiva anziché per la gestione manuale mediante i paddle al volante – e garante di un ottimo feeling, il cambio DSG a doppia frizione a 7 marce (di serie) è uno dei punti di forza della vettura. Altrettanto degna di nota la progressione del 2.0 TSI, rabbioso agli alti regimi al punto da spingersi 500 giri oltre la zona rossa senza evidenti “crolli” della spinta. Un comportamento che scava un solco rispetto all’erogazione sin troppo regolare, priva di picchi, della sorella GTI Performance da 245 cv.


Stabile nel misto veloce
Carta carbone delle volontà del guidatore, lo sterzo è diretto, sincero, pronto nelle reazioni. Una caratteristica che consente di percepire nitidamente le reazioni della vettura, specie una volta portata sul suo terreno di caccia preferito, vale a dire il misto veloce. Frangente nel quale si apprezzano la bilanciata ripartizione dei pesi, il rigore direzionale dell’avantreno e la taratura delle sospensioni che riduce al minimo rollio e beccheggio. E la larvata tendenza al sottosterzo tipica della precedente generazione? Un lontano ricordo. Optando per il pacchetto Performance, gli pneumatici semi slick donano alla berlina tedesca un grip eccezionale, consentendo di forzare tanto gli inserimenti quanto le percorrenze di curva.


Feeling immediato
Pack Performance o meno, la Golf R non è una libellula. La massa di 1.430 kg non aiuta nei trasferimenti di carico più violenti. Una lieve smagliatura che contribuisce ad aumentare la distanza caratteriale tra la media tedesca e una delle rivali più apprezzate, vale a dire la Ford Focus RS. La berlina dell’Ovale Blu, dotata anch’essa delle 4WD e mossa da un 2.3 turbo benzina da 350 cv, è più nervosa e reattiva ma, al tempo stesso, meno intuitiva. La Golf R, al contrario, sebbene non sia altrettanto rapida in inserimento – come accennato il retrotreno “granitico” non favorisce il sovrasterzo in entrata di curva – eccelle per stabilità sul veloce e consente anche ai meno smaliziati di osare, sicuri di non essere traditi. Alla Golf R date del tu, e lei vi prenderà per mano.

 

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