Youngtimer – Fiat Ritmo, l’anello di congiunzione fra 128 e Tipo

Per più di vent’anni, Fiat è protagonista nel cuore del mercato europeo. Qui ripercorriamo la storia della Ritmo

Le richieste del marketing

Se la 128 è passata alla storia per aver proposto, fra le primissime auto del proprio segmento, lo schema meccanico citato nel paragrafo precedente, la Fiat Ritmo viene ricordata (almeno in Fiat) perché alcuni suoi punti cardine sono stati fissati dal marketing. Due su tutti: linea riconoscibile e abitabilità generosa. Ed entrambi si possono ritenere raggiunti. Ma andiamo con ordine: a dare personalità alla Ritmo è la linea retta che inizia al termine del tetto e si conclude dove finisce l’auto.

Elementi di design sono anche i paraurti grigi in materiale plastico (anche se questa è una soluzione che altri Costruttori adottano già da tempo), in contrasto con il colore della carrozzeria e con i gruppi ottici integrati. Materiale plastico: nello specifico si tratta di rivestimenti realizzati all’80% in polipropilene e al 20% in gomma.

Un mix studiato per assicurare elasticità negli urti fino a 6 km/h. Chi ricorda la Ritmo non ha sicuramente dimenticato le originalissime maniglie delle portiere di forma rotonda e a filo carrozzeria: un dettaglio che testimonia la cura posta nell’aerodinamica. Non a caso, il Cx (il coefficiente di penetrazione aerodinamica) è pari a 0,33 (0,38 per i modelli con gomme più larghe). Un valore che oggi non si farebbe certo notare ma che negli anni Settanta era senza dubbio tra i migliori.

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