Honda CBR250RR, piccola peste

Al Tokyo Motorcycle Show 2018 ha sfilato in veste definitiva la pungente Honda CBR250RR. Per ora è destinata a solcare unicamente le strade giapponesi, ma domani chissà…

27 marzo 2018 - 12:03

Piccola peste

La scorsa settimana abbiamo passeggiato con curiosità tra gli stand del Tokyo Motorcycle Show 2018. Tra le tante moto esposte c’era la Honda CBR250RR, una pungente sportiva a cui non manca nulla per poter essere leader nel settore delle piccole SSP300. In Giappone è già realtà (ed è in vendita all’equivalente di circa 5.800 euro) ma al momento non ne è prevista l’importazione in Europa. Honda non è ancora presente con forza in questo segmento sempre più popolato e interessante, grazie anche ai numerosi campionati.
Due piccoli cilindri

Cuore della piccola Honda CBR250RR è un bicilindrico in linea da circa 249 cc, 4 valvole per cilindro DOHC, raffreddamento a liquido, capace di 38 cv a 12.500 giri (!) e 23 Nm, per soli 26,7 km/l di consumo nel ciclo medio WMTC. Gli ingegneri giapponesi avevano le idee chiare: compattezza, potenza specifica elevata e tecnologia di alto livello sono le caratteristiche di questo motore. Obiettivi raggiunti attraverso soluzioni non banali, come la pompa dell’acqua che sfrutta il moto dell’albero a camme ed è posta nella testa del cilindro (come sulla RC213V, tanto per dirne una), l’acceleratore TBW (Throttle By Wire), che permette la selezione di tre mappe: Comfort, Sport e Sport+, ed è l’unico modello ad avere questa dotazione nello specifico segmento, a parte la KTM RC390; l’airbox posto in alto rispetto al motore e che permette di ottenere una bassa temperatura del flusso; lo scarico 2-1-2.
Scheletro portante

La struttura principale della Honda CBR250RR è il telaio a traliccio in acciaio, che abbraccia il piccolo motore bicilindrico. Ha quote estremamente compatte: cannotto inclinato di 24,3°, avancorsa di appena 92 mm, interasse di 1.390 mm. Il peso è di 165 kg con il pieno di carburante. Le sospensioni includono la forcella a steli rovesciati Showa e il monoammortizzatore incernierato al forcellone in alluminio tramite schema Pro Link a leveraggio progressivo, anche questa una rarità per il segmento condivisa con la Kawasaki Ninja 400. Completa il pacchetto l’estetica ricercata, con la sezione frontale estremamente aerodinamica e la fanaleria full LED. È disponibile anche in versione ABS e per sottolineare le sue intenzioni bellicose è stato pensato un kit dedicato ai pistaioli, che prevede pompa freno radiale, cerchi alleggeriti, gomme slick, regolazioni per la forcella e scarico Akrapovic.

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