I migliori airbag da moto

Quali sono i migliori airbag da moto? Servono davvero? E come funzionano? Esiste un’omologazione? In questo servizio cerchiamo di rispondere a tutti i quesiti sugli airbag da moto, oltre a elencare i migliori sistemi oggi disponibili

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Airbag da moto - gilet alpinestars

Alpinestars ha sempre creduto nell’airbag da moto con trigger elettronico. Secondo le loro valutazioni (maturate soprattutto sui campi di gara), il cavo è una limitazione al movimento del pilota e può risultare addirittura controproducente in alcune situazioni. Il loro sistema si chiama Tech-Air Street ed è un gilet (quasi una maglia) intercambiabile (ma solo sulle giacche con la predisposizione) che utilizza un sistema combinato: un classico paraschiena di livello 2 contiene tutto l’airbag da moto (centralina, batteria agli ioni di Litio, sensori e cartucce che contengono il gas di gonfiaggio). Garantisce protezione a tutto il torace: schiena, spalle, zona reni e petto, anche quando il motociclista è fermo, ad esempio in caso di tamponamento al semaforo.

Grazie ai sensori (tre accelerometri e un giroscopio, no GPS) e a un elaborato algoritmo è in grado di determinare la dinamica di un incidente in 30-60 millisecondi e di attivare l’airbag da moto in appena 25 millisecondi: un vero record. La batteria garantisce 25 ore di utilizzo e si ricarica completamente in 6 ore (1 ora di carica vale per 4 ore di utilizzo) tramite un cavo micro USB (quindi, anche da una presa accendisigari). Attraverso dei led sulla manica sinistra si può controllare stato e funzionamento. Nonostante non sia omologato come airbag da moto, il Tech Air è conforme alla normativa EN 1621-4 nei requisiti d’impatto, di ergonomia e di sicurezza. Il volume della sacca è circa 10,5 litri (cambia di poco a seconda della taglia) e la forza residua è 4.5 kN di media e 6 kN di massima.

 

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Alessandro ha 14 anni quando il suo migliore amico si presenta sotto casa con un MBK Booster fiammante, elaborato che manco quelli da trofeo. Ale non sta nella pelle, lo vuole provare subito. L’amico glielo concede raccomandando la massima cautela perché “l’ho appena preso”. La sequenza successiva è: 30 metri con le due ruote a terra, impennata, cappottata e perdita probabile di una amicizia. Da quell’esperienza Alessandro poteva capire due cose: Le moto non facevano per lui. Le moto sarebbero state il suo futuro. Purtroppo ha capito quella sbagliata e ce lo siamo ritrovati a RED. Da quando ha 22 anni, tra un esame e l’altro della facoltà di Ingegneria meccanica (poi terminata con la Laurea) ha iniziato a provare moto di ogni genere: dallo scooter (memore della sua fantastica prima esperienza) alle supersportive da gara, passando per custom, enduro e bagger da 400 kg. Sempre con la voglia di raccontarle e sempre tenendo a mente l’espressione stupita (ancora non sappiamo se felice) del suo amico (incredibilmente rimasto amico) in quel fatidico pomeriggio. Oggi a RED prova e racconta ancora moto di ogni tipo. E non impenna (quasi) più.