I migliori airbag da moto, il VIDEO – Aggiornato

Quali sono i migliori airbag da moto? Servono davvero? E come funzionano? Esiste un’omologazione? In questo servizio cerchiamo di rispondere a tutti i quesiti sugli airbag da moto, oltre a elencare i migliori sistemi oggi disponibili

9 marzo 2018 - 16:03

AIRBAG DA MOTO: LA GUIDA DEFINITIVA
Chi ha qualche capello bianco in testa si ricorderà certamente il tempo in cui si poteva circolare in moto senza casco. Chi non c’è passato lo troverà assurdo, ma fino al 1986 (anno dell’entrata in vigore della legge) il casco non era obbligatorio. Sono passati più di 30 anni e oggi le cose sono molto diverse: da una parte la densità del traffico è aumentata in maniera esponenziale, dall’altra i cosiddetti DDS (Dispositivi Di Sicurezza) sono decisamente migliorati dal punto di vista della tecnologia. A questo proposito, un grosso impulso è arrivato dai sistemi di airbag da moto. Si tratta di una vera e propria rivoluzione perché a quelle che potremmo chiamare protezioni “statiche” (ovvero paraschiena e protezioni rigide a spalle e gomiti) si aggiunge una protezione “dinamica”, che entra in gioco solo quando serve gonfiando in poche frazioni di secondo un cuscino protettivo che protegge spalle, zona lombare e -in alcuni casi-  anche il collo e la zona frontale. Ma serve davvero? E come funziona?

Ultimo aggiornamento: Settembre 2018
Inserito IX Airbag-UO3

L’argomento airbag da moto è ancora piuttosto oscuro e non molto chiaro ai più. A oggi, gli airbag da moto sono composti da una sacca contenuta in un “gilet” da indossare (oppure integrata nella giacca o nella tuta in pelle) che si gonfia automaticamente in caso d’incidente. Per l’operazione di gonfiaggio si utilizza un generatore di gas (solitamente una bomboletta sostituibile). Ci sono due categorie di aribag da moto, suddivise in base al sistema d’innesco: meccanico o elettronico. Nel primo caso, l’airbag è agganciato alla moto tramite un cavo che, sottoposto a una certa trazione, attiva l’airbag in tempi ragionevoli (prima che il pilota urti un ostacolo). Dekra, un ente certificatore, ha stabilito che il tempo limite per il riconoscimento (della caduta), attivazione e gonfiaggio dev’essere contenuto in un lasso di tempo che va dai 150 ai 200 millisecondi.

Il secondo sistema è soprannominato “stand alone” ed è in grado di riconoscere la dinamica di un incidente e attivare l’airbag senza l’ausilio di sistemi meccanici. Può farlo grazie a giroscopi, accelerometri e a una centralina che monitora costantemente i dati provenienti dai sensori inseriti nel gilet e, seguendo le logiche di un algoritmo (ogni azienda ha il suo ed è top secret), decide se attivare o meno l’airbag. Gli airbag da moto stand alone, essendo sempre integrati con un paraschiena (almeno per ora…), vanno necessariamente indossati sotto la giacca da moto.

Ma che livello di protezione assicurano gli airbag rispetto a una classica protezione rigida? Molto maggiore e il motivo è puramente tecnico (sarà un caso che, da quest’anno, tutti i piloti di Moto3, Moto2 e MotoGP dovranno utilizzarlo obbligatoriamente escluse le wild card?): un paraschiena protegge il corpo distribuendo l’impatto su una superficie più o meno ampia. L’airbag da moto, invece, assorbe (invece che distribuire) quasi completamente l’impatto, potendo modificare sia la pressione interna sia la geometria del sacco, proprio come un palloncino. Il risultato dei test è che gli airbag da moto arrivano a proteggere fino a 20 volte meglio di un protettore rigido. Non male, no?

A prescindere da tutto, esistono pro e contro oggettivi per ciascuna scelta. Il sistema meccanico è sicuramente più semplice, una scelta che porta con sé graditi effetti collaterali come la poca manutenzione, il prezzo contenuto e il peso inferiore.

Gli elettronici invece sono di norma più pesanti, necessitano di elettricità per funzionare (vanno quindi ricaricati come un cellulare con una presa USB) e, in caso di attivazione, devono essere ripristinati dal costruttore. Dalla loro, però, hanno l’estrema rapidità di attivazione e non richiedono collegamenti alla moto. C’è da dire anche che, pur non essendo omologati come airbag da moto (la normativa dice che i sistemi ad attivazione elettronica non sono omologabili come tali), rispettano la stragrande maggioranza dei test previsti. Significa che, anche se per la normativa non possono essere definiti come “airbag da moto”, offrono comunque un altissimo livello protettivo, paragonabile a quella di un sistema meccanico omologato. La giacca va connessa al gilet airbag e va allacciata completamente, poiché sono i bottoni a chiudere il circuito che attiva il sistema.

Come sono fatti gli airbag da moto e quanta protezione siano in grado di offrire l’abbiamo capito. Ma perché alcune aziende hanno intrapreso la strada “meccanica” e altre quella “elettronica”? L’abbiamo chiesto direttamente a loro, ai tecnici delle aziende, che ci hanno risposto elencando le loro ragioni e descrivendo i loro prodotti di punta. Prima di addentrarvi, però, leggetevi al volo questa piccola legenda per i termini che contano.

LEGENDA

Forza residua: è il valore dell’urto espresso in kiloNewton (kN) trasmesso alla schiena nonostante la protezione. Più è basso, migliore è la protezione.

Trigger: è il sistema d’innesco, che può essere meccanico (a cavo) o elettronico (centralina con sensori di vario genere).

EN 1621-4: è una normativa europea scritta e approvata nel 2013 e prevede una serie di test per l’omologazione degli airbag da moto. Tra i vari test (innocuità dei materiali, tempo di gonfiaggio, affidabilità del sistema, ergonomia e confort, ecc.), la norma dice chiaramente che i sistemi con trigger elettronico non sono omologabili come airbag da moto, tagliando di fatto fuori anche sistemi decisamente evoluti.

Stand alone: così vengono chiamati gli airbag da moto elettronici capaci di riconoscere le dinamiche di un incidente (compreso l’urto da fermi) senza essere collegati al veicolo. Alcuni airbag elettronici vanno collegati wireless tramite dei chip da installare sulla moto, ma non li abbiamo trattati.

Pittogramma di omologazione: è una vignetta di riconoscimento che possono esibire solo i sistemi omologati secondo la norma EN 1621-4 (pertanto, solo i sistemi con trigger meccanico). In basso a sinistra è indicato il livello protettivo (1 o 2) a seconda dei limiti di forza residua che il sistema airbag è in grado di rispettare.

Alpinestars Tech Air Street – 1.199,95 euro

Alpinestars ha sempre creduto nell’airbag da moto con trigger elettronico. Secondo le loro valutazioni (maturate soprattutto sui campi di gara), il cavo è una limitazione al movimento del pilota e può risultare addirittura controproducente in alcune situazioni. Il loro sistema si chiama Tech-Air Street (è disponibile anche la versione Race: per utilizzarlo su strada basta cambiare il software) ed è un gilet (quasi una maglia) che utilizza un sistema combinato: un classico paraschiena di livello 2 contiene tutto l’airbag da moto (centralina, batteria agli ioni di Litio, sensori e cartucce che contengono il gas di gonfiaggio). Garantisce protezione a tutto il torace: schiena, spalle, zona reni e petto, anche quando il motociclista è fermo, ad esempio in caso di tamponamento al semaforo. Il suo punto di forza è sicuramente la possibilità di essere intercambiabile (sulle giacche con la predisposizione, ovviamente): ad esempio, con temperature rigide si può utilizzare con una giacca multistrato, mentre con i caldi torridi si utilizza nella giacca estiva traforata (per esempio, l’Alpinestars Viper). Oppure, per la versione Race si può utilizzare con la tuta in pista per poi spostarlo nella giacca in pelle (basta cambiare il firmware in modalità Street: così si è protetti anche per l’uso stradale).

Grazie ai sensori (tre accelerometri e un giroscopio, no GPS) e a un elaborato algoritmo è in grado di determinare la dinamica di un incidente in 30-60 millisecondi e di attivare l’airbag da moto in appena 25 millisecondi: un vero record. La batteria garantisce 25 ore di utilizzo e si ricarica completamente in 6 ore (1 ora di carica vale per 4 ore di utilizzo) tramite un cavo micro USB (quindi, anche da una presa accendisigari). Attraverso dei led sulla manica sinistra si può controllare stato e funzionamento. Nonostante non sia omologato come airbag da moto, il Tech Air è conforme alla normativa EN 1621-4 nei requisiti d’impatto, di ergonomia e di sicurezza. Il volume della sacca è circa 10,5 litri (cambia di poco a seconda della taglia) e la forza residua è 4.5 kN di media e 6 kN di massima.

Bering C-Protect Air – 399,90 euro 


Dopo aver sviluppato un airbag da moto elettronico, Bering ha cambiato rotta e recentemente ha introdotto un nuovo sistema combinato (paraschiena di livello 1 + airbag) con trigger meccanico. A detta loro, i motivi di questo passaggio sono principalmente due: volevano rendere più accessibile questa tecnologia e al tempo stesso vendere un sistema più semplice da gestire. Il C-Protect Air protegge il torace, l’addome e il dorso fino al coccige. La sua particolare conformazione, da gonfio (9 litri in totale), dovrebbe prevenire movimenti indesiderati del collo e del casco. Contenuto in un gilet softshell (tessuto particolarmente morbido) con inserti stretch sui fianchi, s’indossa sopra la giacca ed è molto discreto. Ha un tempo di gonfiaggio di 0,1 secondi. Una volta attivato, se il gilet non ha subito danni, è riutilizzabile cambiando gli elementi necessari. È leggero (1,3 kg), lavabile e dispone di inserti riflettenti e di due tasche frontali. Non è omologato EN 1621-4 ma è disponibile in diverse taglie e le cartucce a gas hanno prezzi contenuti: 24,90 euro.

Dainese D-Air Misano – 1.599,95 euro 

L’azienda vicentina Dainese sostiene da sempre l’airbag con trigger elettronico, che può vantarsi di avere inventato. Il loro sistema si chiama D-Air Road (disponibile anche Race, dedicato alla pista e utilizzato nei campi di gara della MotoGP da piloti come Valentino Rossi) ed è un airbag da moto “stand alone” disponibile su tre giacche: Misano D-Air (utilizzo sportivo), Cyclone D-air (utilizzo turistico) e Continental D-Air (utilizzo urbano). Secondo le valutazioni dell’azienda veneta, l’algoritmo che governa il sistema, sviluppato in MotoGP e testato per oltre 1.000.000 di km su strada, è talmente evoluto da porre il D-Air su un altro livello rispetto ai sistemi ad attivazione meccanica. I 6 sensori, l’elettronica, il GPS e la batteria (ricaricabile con una presa micro USB in 4 ore per 24 ore di utilizzo) alloggiano all’interno di un paraschiena integrato (Pro Armor, livello 2). La centralina monitora 1.000 volte al secondo i segnali provenienti dai sensori e, in caso d’incidente, offre protezione a clavicole, spalle, torace e schiena (11 litri di volume totale), gonfiando la sacca in pochi millisecondi. Sulla manica sinistra è possibile visualizzare, tramite dei led, lo stato di funzionamento. Il valore medio di forza residua è 2,6 kN. È conforme alla EN 1621-4 per le sole parti applicabili (test sui tempi di gonfiaggio, resistenza all’urto ecc.), ma è sbagliato dire che è omologato come airbag da moto.

Held Clip-In Air Vest – 494,95 euro 


L’azienda tedesca Held ha da poco presentato un interessante gilet in Mesh traspirante, che contiene un airbag da moto con trigger meccanico ma non il paraschiena: è un airbag da moto “puro”. Si chiama Clip-In Air Vest e grazie alle sue caratteristiche può essere indossato sotto qualunque giacca. Non è omologato EN 1621-4, pertanto l’azienda raccomanda di utilizzarlo come aggiuntivo (non sostitutivo) alle classiche protezioni di una giacca da moto, paraschiena incluso. Per i soli capi Held è previsto un sistema di aggancio tra giacca e gilet. L’airbag si gonfia completamente in un decimo di secondo da quando il cavo è sganciato (30 kg di trazione necessari) e protegge schiena, collo e coccige. Per ricaricarlo basta sostituire le cartucce (autonomamente), che tra l’altro hanno un prezzo contenuto (circa 30 euro a seconda della taglia).

Helite Turtle Gilet Airbag Nero – 560,00 euro

Fondata nel 2002 dal francese Gérard Thevenot, l’azienda Helite si occupa da sempre di protezioni airbag a tutti i livelli: protezioni per equitazione, cinture (con airbag) per anziani e anche airbag da moto. In quest’ultima categoria rientra il Turtle Gilet Airbag Nero, un gilet combinato (airbag + paraschiena di livello 2) con trigger meccanico in grado di proteggere torace, collo, zona cervicale, fianchi e tutta la colonna vertebrale, specifico per l’uso in strada (hanno un modello specifico per la pista). Il suo funzionamento è abbastanza unico: la protezione dorsale semirigida è posizionata all’esterno delle camere d’aria (nessun altro lo fa) in modo da ottenere un effetto “guscio di tartaruga” una volta attivato l’airbag.

 

Ha un sistema di allacciatura con sganci rapidi, la regolazione con il velcro e un’ampia apertura sulle braccia per essere leggero (circa 1 kg) e versatile. Il volume totale d’aria è importante, 18 litri (può cambiare leggermente a seconda della taglia indossata), mentre il tempo di gonfiaggio (che non comprende il tempo d’innesco) è pari a un decimo di secondo. Se non danneggiato nelle parti vitali, l’airbag si può ripristinare con una spesa minima: le cartucce di ricarica costano 25,00 euro ciascuna e sono ordinabili online dal sito italiano. Disponibile in diverse taglie e versioni (anche in pelle), il Turtle costa il giusto: 560,00 euro.

Motoairbag v2.0 Completo – 690,00 euro

L’azienda milanese Motoaribag è tra le più attive nel settore degli airbag da moto. Nata nel 1996, ha sempre avuto come mission la produzione (e vendita) di airbag da moto, ritenendoli molto più efficaci dei classici protettori rigidi. I loro prodotti (come il v2.0 Completo) sono gli unici nel mercato a essere omologati secondo la normativa EN 1621-4 (e quindi a poter sostituire le protezioni rigide come il paraschiena). Il trigger meccanico non è una casualità ma una precisa scelta progettuale: a sentire loro, oggi la massima affidabilità è garantita dalla meccanica di precisione, non dall’elettronica, e su un sistema d’emergenza come l’airbag da moto, l’affidabilità del sistema di gonfiaggio dev’essere più alta possibile.

A sostegno della tesi portano alcuni esempi: le cinture di sicurezza delle auto sono meccaniche, i sistemi frenanti di emergenza sono meccanici, i portelloni antincendio sono meccanici. Anche le armi di difesa (che non possono fallire) basano il loro funzionamento sulla meccanica. E il cavo dell’airbag da moto non è casuale: la sua lunghezza è frutto di studi e test ai banchi prova, per garantire l’attivazione dell’airbag solo quando necessario (ad esempio, è dimostrato che in situazioni potenzialmente critiche come la scivolata senza il distacco del pilota dalla moto, il v2.0 si attiva).

 

Uno dei loro prodotti più interessanti si chiama v2.0 Completo. È un gilet da indossare sopra la giacca con airbag da moto posteriore e frontale. Disponibile in versione Fluo (59 euro in più), è realizzato in Cordura 500 di colore nero con inserti rifrangenti. Dotato di regolazioni laterali, oltre una certa trazione (1 Joule di energia, circa 15 kg a velocità ridotta) gonfia i 25 litri della sacca dell’airbag tramite due bombolette e protegge dal coccige alla cervicale, passando per tutta la schiena e il torace. Ovviamente, il tempo richiesto per gonfiare tutto questo volume è un po’ superiore a chi ne gonfia meno: 80 millisecondi. Leggero (1,4 kg in totale) e sicuro (forza residua media di soli 1,4 kN dietro, 0,8 davanti), si ricarica in autonomia quando attivato (ovviamente, se il tessuto è integro). Costa 690 euro. Da notare che molte aziende rinomate (Clover, Gimoto, Tucano Urbano) usano o hanno usato il v2.0 come proprio sistema, semplicemente rimarchiato o adattato alle proprie esigenze.

Spidi Full DPS Vest – 599,00 euro

Spidi è sicuramente tra le aziende di riferimento per quanto riguarda l’abbigliamento. Il loro airbag da moto ha il trigger meccanico, una scelta ben ponderata: secondo loro, l’affidabilità garantita dal sistema a cavo (in Kevlar) è impareggiabile. Si chiama Full DPS (Dispositivo Pneumatico Spidi) Vest ed è un sistema combinato esterno: un sacco d’aria da ben 26 litri si occupa di proteggere schiena, fianchi, torace e collo ed è abbinato a un paraschiena Back protector Warrior (livello 1) integrato. Il tempo di attivazione e gonfiaggio non è da record: 200 millisecondi. Una volta attivato, il sistema è estraibile e ricaricabile. Disponibile nelle taglie M/L/XL, pesa 1,070 kg ed è contenuto in un gilet in rete traforata con inserti riflettenti e alta visibilità. Non ha l’omologazione EN 1621-4. Il prezzo è nella media: 599,00 euro.

IX-Airbag U03 – 399,99 euro

Nel settore degli airbag elettronici si è introdotto il nuovo IX-Airbag U03. Nasce dalla collaborazione di due aziende francesi, IXON per la parte hardware e In&Motion (azienda già attiva nello sviluppo di sistemi airbag per fantini e sciatori) per il software. Nello specifico, il cuore di tutto è la centralina di attivazione chiamata In&Box che, a quanto dichiarato, monitora 1.000 volte al secondo la posizione e le velocità di chi lo indossa e si preoccupa di attivare l’airbag in pochissimi millisecondi in caso di caduta: il tempo di riconoscimento è pari a 33 ms, quello di attivazione e gonfiaggio 22 ms. Significa che a 55 ms dall’impatto il gilet è gonfio e pronto a proteggervi torace, addome, colonna vertebrale e cervicale e le spalle.

Equipaggiato di un paraschiena livello 1 (posizionato sopra la zona di gonfiaggio), l’IX-Airbag U03 è indossabile sotto qualunque tipo di giacca da moto: il suo taglio è universale e regolabile grazie a degli inserti elastici, oltre a essere disponibile in 5 taglie (S – XXL). Non prevede collegamenti alla moto, siano essi elettronici o meccanici, pesa 1,3 kg ed è realizzato in tessuto elasticizzato. Il dispositivo elettronico ha 20 ore di autonomia, dopodiché dev’essere ricaricato tramite una presa USB. Per collaudarlo, IXON ha selezionato 500 utenti tra giornalisti, possibili clienti e rivenditori, che si sono occupati di percorrere oltre un milione di km, compresa la pista: attualmente l’IX-Airbag U03 è approvato dall’IRTA (International Road Racing Team Association) e utilizzato da piloti di svariati campionati, MotoGP, EWC (24h di Le Mans e Bol d’Or), BSB e la Superbike francese. Vincitore del premio CES Innovation Award 2017 a Las Vegas nella categoria “Tecnologie indossabili”, sarà l’ospite d’onore dell’evento che si terrà a Valeri Sport il prossimo 16 Settembre.

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