Honda e cambio automatico
Un amore lungo 60 anni

Pensate che il cambio automatico su una moto sia un argomento recente? Non è assolutamente così, Honda ci lavora fin dagli anni sessanta, ecco il lungo percorso che, dagli albori dell’automatico, ha portato al DCT e a integrare moto e scooter in un unico veicolo

11 aprile 2020 - 18:52

Il cambio automatico è da sempre un argomento ‘caldo’, che divide non solo i ‘motociclisti’, ma anche gli ‘scooteristi’ con interminabili disquisizioni fra i nostalgici del vintage e i pragmatici dei maxiscooter. Ed è un argomento di massimo interesse, anche e soprattutto per le aziende produttrici, attente a sondare in anticipo le tendenze dei mercati nei vari angoli del mondo.

Se poi va trovato un modello un modello che incuriosisce, stupisce e divide più degli altri, sia appassionati che operatori del settore, è sicuramente l’Honda X-ADV, con il suo essere un po’ moto enduro e un po’ scooter; con un cambio automatico, ma anche manuale, i le gambe allungate sulle pedane (oppure arretrate su pedane off-road) e il tunnel al posto del serbatoio, ma anche con la trasmissione a catena e le ruote a raggi. Un modello non facile da inquadrare  che nelle intenzioni di Honda vorrebbe integrare la comodità d’uso di uno scooter con le prestazioni dinamiche di una moto. Prima dell’X-ADV ha tracciato la strada l’Integra, se vogliamo ancora più “interlocutorio” nella posizionamento tra moto e scooter.

Che Honda creda fortemente nella moto automatica lo dimostra il fatto che in listino ha ben 8 modelli dotati di quella che ormai possiamo considerare la terza generazione del cambio a doppia frizione DCT (Dual Clutch Transmission). Soluzione nata in ambito automobilistico, che il colosso giapponese ha avuto il coraggio e la forza, di proporre in ambito moto, con risultati inaspettati ai più. Inaspettati, perché dopo il flop commerciale di Aprila Mana e della stessa Honda DN-01, il futuro per le moto automatiche sembrava tutt’altro che roseo, anzi quasi segnato.

Honda invece si è data per vinta, affrontando la sfida con una sventagliata di modelli a tutto campo: dalla naked alla maxienduro, passando per i maxiscooter, con la ‘furbizia’ e la capacità tecnologica, di offrire in alternativa il cambio tradizionale, cercando di far capire, su strada, i vantaggi della propria soluzione automatica. Che poi definire ‘automatica’ è assolutamente riduttivo, considerando che il DCT, oltre ad offrire ormai la scelta fra diverse mappature, anche dedicate all’off road, consente anche di selezionare le marce in modalità del tutto ‘manuale’, oppure a poter ‘forzare’ l’inserimento di una marcia (ad esempio in scalata), pur rimanendo in modalità automatica. Concetti più facili da mettere in pratica che da descrivere, anche se, per sapere tutto sul cambio DCT potrete leggere l’articolo dedicato nella sezione Tech 2.0.

E i risultati di vendita, questa volta positivi, si sono concretizzati quasi subito, non solo perché X-ADV ha saputo conquistarsi le zone alte del mercato, ma anche perché tra le moto vere e proprie lo “sharing” delle vendite oscilla dal 45 al 50%. Metà delle Africa Twin che lasciano i concessionari sono dotate di Cambio DCT e a vedere dai disegni depositati da Honda in fase di brevetto altre moto arriveranno. Ormai la strada, per Honda è segnata.

Ma tutta questa attenzione al mondo ‘automatico’ non è una novità per il colosso nipponico, che oltre ad averci abituato agli intriganti prototipi nelle varie edizioni del Tokyo Motor Show, può vantare un passato di modelli, arrivati alla produzione, che risale al 1976 per il mondo moto e addirittura al 1962 per quello scooter.

Proviamo allora a ripercorrere assieme le tappe di Honda nel ‘mondo automatico’ (moto e scooter), attraverso i modelli più significativi, tra prototipi e sorprese…

DAL 1961 AGLI ANNI ’80 GLI ALBORI

DAL 1990 AL 2000 PROTOTIPI E SCOOTER

DAL 2000 AL 2010 L’ARRIVO DEL DCT

DAL 2010 A OGGI L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE

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