Prova Ducati Multistrada Enduro 1260

20 ottobre 2018 - 19:10

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Ducati Multistrada Enduro 1260 è la terza in ordine di tempo ad acquisire la sigla numerica 1260. Al debutto su X-Diavel, atterrato lo scorso inverno sulla Multistrada 1260, il bicilindrico Testastretta DVT da 1262 cc è ora pronto a guadagnarsi un posto di riguardo nel mondo delle globetrotter a due ruote. L’iniezione di tecnologia rende l’ultima versione della maxi-enduro meno spigolosa nel carattere, più facile da guidare e intuitiva quando si devono gestire ben 158 cavalli.
NON E’ SOLO UNA QUESTIONE DI CORSA
Il bicilindrico di 1.262 cc da 158 cavalli, lo stesso della versione stradale con ruote da 17 pollici che abbiamo provato anche in occasione del WDW 2018, è equipaggiato dei diversi Riding Mode studiati anche pensando all’uso fuoristrada. Nuovi Ride by Wire e DQS, Ducati Quick Shift attivo sia nell’inserimento sia in scalata. Le novità principali riguardano la cilindrata maggiorata grazie all’aumento della corsa di 3,6 millimetri e il pacchetto elettronico, oltre che una diversa taratura del sistema DVT: accorgimenti che rendono il bicilindrico bolognese completo e sfruttabile in ogni condizione di guida, visto che si traducono in una disponibilità dell’85% della coppia già a 3.500 giri/min.

GRANDI DIMENSIONI
Multistrada Enduro 1260 è una moto di grandi dimensioni che si confronta con nomi altisonanti come BMW R 1200 GS Adventure e KTM 1290 Super Adventure S: panzer a due ruote, in grado di mettere in soggezione il motociclista di taglia media. Pensarle a pieno carico con passeggero al seguito su una lenta e tortuosa strada di montagna fa venire qualche sudore, inevitabile anche se si pensa a come gestirle in manovra. Ma Ducati su questo ha lavorato e infatti rispetto al passato la Multistrada 1260 Enduro ha beneficiato di una riduzione della taglia. Centimetri in meno, sulle altezze e sulla posizione di guida, per renderci tutti più “confidenti” nelle normali condizioni che può incontrare un mototurista.
GAMBE ROBUSTE E TECNOLOGICHE
Le sospensioni semi attive Skyhook della Sachs hanno una corsa di 185 mm, ridotta di 15 mm rispetto al passato, e anche la sella a 860 mm di altezza perde circa un centimetro. Per rendere correttamente bilanciata la posizione di guida il manubrio è stato abbassato di 30 mm per favorire la guida stradale senza penalizzare la guida in piedi nel fuoristrada. Insomma non è la stessa moto con un motore più grosso, perché lo sviluppo ha toccato molti punti.

CICLISTICA EVOLUTA
Confermato il telaio a traliccio in tubi d’acciaio che abbraccia il motore; l’angolo di sterzo non cambia ma è aumentata l’avancorsa di 1 mm a quota 112 mm, per rendere la Multistrada Enduro 1260 più stabile sul veloce e più fluida nella guida. Il forcellone è più leggero di 500 grammi; confermato lo schema classico delle maxi enduro stradali con ruota anteriore da 19 pollici e posteriore da 17 pollici, pneumatici Pirelli Scorpion Trail 2; doppio disco anteriore da 320 mm con pinze radiali M4.32 della Brembo e disco posteriore da 265 mm.
ELETTRONICA DI SERIE
Le prestazioni viaggiano a braccetto con l’ormai indispensabile ABS Cornering Bosch, la luci anteriori (Cornering Lights) che seguono la strada, oltre agli indispensabili controlli di trazione, anti impennamento e il Vehicle Hold Control che facilita le partenze in salita. Una gamma di accessori imprescindibile su moto di questa categoria.

MULTISTRADAMEDIALE
Il display TFT da 5″ è il terminale delle informazioni visibili durante la guida e con il supporto dei comandi al manubrio è possibile gestire le regolazioni della moto con pochi tocchi. Per rendere ancora più social l’esperienza di viaggio l’applicazione Ducati Link App permette di creare un vero diario di bordo che registra le prestazioni nella guida e i percorsi da condividere.
QUALE SCEGLIERE
Rosso Ducati e Sabbia sono le colorazioni disponibili, oltre a un’ampia gamma di accessori, che vede in prima fila borse laterali e top case, nonché i pacchetti per personalizzare la Multistrada Enduro 1260: Touring, Sport, Urban e Enduro. Anche la manutenzione programmata si conferma interessante: service olio a 15mila chilometri e Desmo Service a 30mila chilometri. Due i prezzi di partenza franco concessionario: 21.690 euro la versione colorata di rosso e 21.890 euro la sabbia.

 
  RIDE  

La posizione di guida è più efficace delle aspettative perché la zona tra serbatoio e motore è molto snella, ti senti inserito nella moto e non adagiato su un piano troppo alto, che renderebbe anche le manovre ordinarie un problema e una complicazione in fuoristrada. Certo, osservare la Multistrada Enduro 1260 da ferma fa impressione soprattutto se si tiene sempre in primo piano il grande serbatoio e a mente il dato tecnico del peso di 230 kg.

Partiamo con il motore sulla mappa Enduro con potenza a 100 cavalli e sospensioni regolate su guidatore e bagagli. I primi metri servono a prendere confidenza con i 30 litri del serbatoio, l’avantreno che è alto con la forcella sostenuta per affrontare gli ostacoli e le gomme tassellate. La posizione in piedi sulle pedane è correttamente angolata con la linea e l’altezza del manubrio, che per gusto personale avrei preferito leggermente più alta.
FINE DELL’ASFALTO: DIVERTIMENTO
Ducati Multistrada Enduro 1260 si fa spazio anche nei sentieri più stretti con una facilità inaspettata. Ha un avantreno solido e piuttosto preciso, passa sopra gli ostacoli e anche se non ha la ruota da 21” – perfect size per l’enduro professionale – non scarta alla prima difficoltà e non prende sotto. In supporto c’è un motore dal buon carattere: morbido e sufficientemente pronto sotto dove, grazie alla coppia più che ai cavalli, con un filo di gas si ha sempre la giusta spinta anche con poco grip. Il tutto aiutato dalla prima marcia e dalla trasmissione finale più corti.

Multistrada Enduro 1260 va guidata con mano delicata, accarezzando il gas, sfiorando i freni – l’ABS enduro si disattiva dietro -, usando il corpo per bilanciare salite e discese e ricordandosi sempre che il peso è un compagno con cui si condivide sempre l’avventura e che non viene in soccorso nelle difficoltà che si possono incontrare lontano dalle strade battute.
158 CAVALLI A DISPOSIZIONE

Smessi i panni del globetrotter e spolverato il completo da moto, partiamo con il motore a potenza piena configurato in Touring, che rilascia cavalli e chilogrammetri di coppia in modo meno aggressivo rispetto a Sport. La ruota anteriore da 19 pollici e il comportamento della forcella sono gli elementi che ho maggiormente gradito. La Multistrada Enduro 1260 ha una dinamica sorprendente e che preferisco rispetto alla sorella con ruota anteriore da 17 pollici.

SPORTIVA NEL DNA
Non sembra di guidare una moto da turismo perché è facile da direzionare, da condurre dentro la curva anche con i freni in mano, grazie alla risposta dei due dischi anteriori da 320 con pinze radiali, mai aggressiva. In questo l’elettronica di serie riveste un ruolo fondamentale, che tiene conto delle esigenze del viaggiatore, desideroso di sicurezza anche nelle peggiori condizioni meteo: merito del traction control e del moderno Cornering ABS sviluppato con Bosch.  Quando la grana grossa e asciutta delle strade lontane dalle metropoli permette di “liberare” tutta la potenza i due dispositivi sono molto efficaci.

Oltre i 3.000 giri e fino a 4.500 giri il bicilindrico Testastretta DVT offre il migliore potenziale, accompagnato da qualche vibrazione diffusa su sella e manubrio, anche se oltre i 6.000 giri si scatena il carattere più puro e sportivo, supportato da un quick shifter veloce al punto giusto sia in salita che in scalata, che ricorda le carenate con i semi manubri di famiglia.

 

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