Altro che SUV, le migliori 10 station wagon fra i 20.000 e i 30.000 euro – VIDEO

19 dicembre 2019 - 17:00

Al di là dei freddi numeri, quali sono punti di forza e di debolezza di ognuna delle wagon prese in esame? Analizziamoli, in ordine alfabetico.

  • Fiat Tipo SW: il prezzo competitivo è la sua forza, ma la versione Street, quella da 18.300 euro, ha una dotazione da integrare pesantemente. Non ha infatti, tra le altre cose, né il cruise control né il filtro antipolline, ma nemmeno gli alzacristalli elettrici posteriori, gli specchietti retrovisori in tinta e il sedile posteriore abbattibile (80 euro).
  • Ford Focus SW: guidabilità, spazio a bordo. Questi sono i due punti di forza della station by Ford. Che però, per essere un’auto freschissima di debutto (2018) non è tra le più aggiornate dal punto di vista dell’infotainment, soprattutto per quello che riguarda l’interfaccia grafica dello schermo centrale e della strumentazione.
  • Hyundai i30 SW: della capienza generosa vi abbiamo già detto. La coreana ha dalla sua un’altra freccia: la garanzia di 5 anni senza limitazione di km, oltre ai controlli gratuiti e al soccorso stradale per lo stesso periodo. Il punto debole? Un elemento di dettaglio, ma che nell’uso familiare potrebbe pesare: l’assenza di vani refrigerati.
  • Kia Ceed SW: cugina della Hyundai i30, anche la Kia offre una garanzia ben oltre i termini di legge: 7 anni o 150.000 km. Difficile, anzi impossibile, fare meglio. Si poteva fare meglio, invece, in termini di accessibilità posteriore.
  • Opel Astra SW: se avete letto con attenzione i capitoli precedenti, il rapporto sfavorevole tra la lunghezza (la più elevata fra le auto prese in considerazione) e la capacità di carico (la più bassa) è il punto debole della tedesca. Un’auto che dalla sua, però, ha una tecnologia di illuminazione al top (l’impianto Intellilux) e un’affidabilità a prova di bomba.
  • Peugeot 308 SW: non è più freschissima, ma dispone tuttora di un abitacolo (i-Cockpit) tra i più originali e ricercati in assoluto. Molto buono anche il compromesso fra guidabilità e comfort sulle asperità.
  • Renault Megane SW: il turbodiesel da 130 cv, che recita la parte del leone sul mercato, ha due facce. Se è vero che è tra i più parchi in circolazione, è vero anche che richiede di essere tenuto al di sopra dei 1.500 giri per offrire risposte adeguate al pedale del gas.

  • Skoda Octavia SW: la nuova generazione è stata appena presentata. Fa un salto così grande da diventare quasi premium, per qualità generale e cura del dettaglio. Il tutto, con la solita concretezza Skoda e la migliore tecnologia del Gruppo Volkswagen, la cui bandiera è il pacchetto di assistenza alla guida Travel Assist, cioè il sistema che permette di procedere in maniera parzialmente automatizzata a velocità comprese tra 0 e 210 km/h.

  • Toyota Corolla SW: il sistema ibrido è senza dubbio il fiore all’occhiello della giapponese, tanto più in questa ultima evoluzione, migliorata sensibilmente dal punto di vista della piacevolezza d guida. Ovvio che la tecnologia si paga: i 28.300 euro sono lì a dimostrarlo.
  • Volkswagen Golf Variant: sarà scontato dirlo, ma la forza della Golf sta nel suo nome. Nella tradizione di un marchio, e di un modello, che fa della solidità e della praticità le sue bandiere. La Golf VIII, però, è già stata presentata (a proposito, se non l’avete ancora letta, qui trovate la prova), dunque la VII invecchierà rapidamente nel giro di pochi mesi.

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